MILANO, 29 GIU. E’ già terminato il processo con rito abbreviato iniziato ieri, nei confronti del perito elettronico Massimo Tartaglia, che aggredì il presidente del Consiglio il 13 Dicembre scorso, quando gli lanciò una riproduzione del Duomo di Milano al termine di un comizio.

L’imputato, attualmente agli arresti domiciliari in una clinica di recupero, non è stato giudicato in quanto, al momento dell’aggressione, era incapace di intendere e di volere: questo il risultato della perizia psichica richiesta dal Gup Luisa Savoia.

Tartaglia dovrà scontare un anno ai domiciliari nella clinica in cui è già ricoverato, avrà il permesso di uscire per incontrare i famigliari, ma non potrà più partecipare a manifestazioni pubbliche.

Il legale dell’uomo, Daniela Insalacco, aveva garantito che il suo assistito non rappresentasse un pericolo, e aveva già chiesto la remissione in libertà: “Tartaglia è in cura, ora sta molto meglio”.

Diletta Sarzanini