FC Juventus, Claudio MarchisioTORINO, 7 GIU. – E dopo il caso De Rossi ecco che spunta un altro focolare di battaglia dal ritiro azzurro. Questa volta in tribunale è chiamato il centrocampista Marchisio reo di aver ‘ritoccato’ l’ inno nazionale durante l’ amichevole con la Svizzera. Secondo un video pubblicato su YouTube nella notte da un tifoso romanista, sembrerebbe che lo juventino avesse detto “Roma ladrona” suscitando poi le risate di Cannavaro e Iaquinta.

Nulla di certo in verità, ma la gara alle polemiche, processi, accuse e smentite è cominciata. Da una parte il giocatore si difende dicendo che si tratta di un terribile malinteso, cantava fuori tempo rispetto alla banda e ai tifosi, dunque spiegata la risata dei compagni: «Non ho mai detto Roma ladrona perché ho l’Italia nel cuore, non sono uno spaccone e non sono neanche scemo. Ho sempre cantato l’inno anche quando non ero in Nazionale». In suo aiuto corrono anche Cannavaro e Lippi (“Marchisio è un ragazzo fantastico, serio, esemplare: non credo proprio che abbia detto una cosa del genere. Sanzioni? Ma per favore…”).

E il capitano è polemico, («La verità è che siamo un paese ridicolo»), anche nei confronti del governo che tramite Calderoli ha appena proposto una riduzione dei premi mondiali per i giocatori. Tifosi romanisti e politici invece non sono dello stesso avviso e chiedono l’ esclusione del giocatore dalla nazionale, oltre che le immediate scuse verso la capitale e i suoi cittadini. Non sembrerebbero esserci tali estremi punitivi secondo il presidente della Federcalcio Abete, che sottolinea l’ inaffidabilità del video, probabilmente uno dei tanti casi di capitalismo da parte di un tifoso e si affida alle parole sicure dell’ azzurro. Che si tenda a distendere i toni minimizzando il gesto, esasperato da altri, o si alimenti la polemica, non si arriverà alla verità. L’ unica certezza è che i nostri azzurri sono nell’ occhio del ciclone, come ogni vigilia che si rispetti in Italia, e il mondiale si avvicina.

Ilaria de Lillo