Truffa FoggiaFOGGIA, 1 GIU. – Patenti facili in cambio di soldi. Con tecniche all’avanguardia e collaboratori a Milano, Parma, Piacenza e Campobasso. Così l’organizzazione operava, ampliando un business sempre più danaroso. Ma a seguito dell’operazione “Walkie Talkie”, il Tribunale di Foggia ha emesso 36 ordinanze di custodie cautelari per un totale di 66 indagati tra organizzatori e beneficiari. Soddisfazione da parte del sottosegretario al Ministero degli Interni Mantovano per il buon esito delle indagini.

In auto parcheggiate a pochi metri dagli uffici della Motorizzazione Civile comunicavano le risposte esatte ai candidati impreparati, attraverso apparati ricetrasmittenti. Tutto calcolato nei minimi particolari: la distanza per assicurare l’arrivo del segnale, i microfoni nascosti dietro le orecchie o nelle maniche delle camicie. E in casi ancor più problematici si sostituivano direttamente agli esaminandi, cambiando la foto del documento d’identità e contraffacendo la documentazione ufficiale da esibire alla prova.

Tra i propri aderenti: gestori di alcune autoscuole, medici e perfino il capo della Motorizzazione Civile di Foggia Vito Pompa, secondo i magistrati “corruttibile”. Già arrestato per una vicenda simile nel 1987, quando era a capo delle Motorizzazione di Ravenna.

Dei 66 indagati: 15 sono in carcere, 21 agli arresti domiciliari, 28 sottoposti ad obbligo di dimora e 2 all’obbligo di firma.

I titoli d’accusa sono di varia natura: dalla truffa alla Motorizzazione Civile di Foggia e Bari a corruzione, sostituzione di persona, falsità materiale e ideologica. Sei persone sono indagate perfino per spaccio di droga.

Il giudice per le indagini preliminari ha inoltre previsto la chiusura dei locali delle autoscuole coinvolte nell’organizzazione e il sequestro di 4 loro autovetture.

“Esprimo apprezzamento al questore di Foggia e ai suoi uomini, impegnati in Puglia e in numerose altre province del territorio nazionale, per l’esito della vasta operazione- ha dichiarato il sottosegretario Alfredo Mantovano-. Ciò conferma che l’attenzione delle forze di polizia e dell’autorità giudiziaria è costantemente rivolta a reprimere ogni tipo di reato e non si limita al contrasto, pur prioritario, alla criminalità organizzata e alle sue tradizionali fonti di approvvigionamento”.

L’operazione è iniziata nell’autunno del 2008, quando agenti della Sezione Reati contro il Patrimonio e la Pubblica amministrazione hanno ricevuto notizia di un giro di patenti facili.

Rita Parrella