Omicidio Piergiorgio ZorziVERONA, 1 GIU. – Ha trascorso la sua prima notte in carcere di Montorio sotto il controllo della Polizia Penitenziaria ed in isolamento, Piergiorgio Zorzi, il ragazzo di 20 anni che ha ucciso il padre Giorgio, 66 anni, e l’ha fatto a mezzi per poi gettare il corpo nel cassetto della spazzatura del cortile. Giovedì sarà ascoltato in procura per l’interrogatorio di garanzia, ma per gli investigatori caso ormai è chiuso.

Un omicidio così efferato che non trova una spiegazione, il ragazzo ha ucciso senza pietà il padre, proprio nei giorni in cui la madre era fuori casa, e poi ha tagliato il corpo dell’uomo in 5 pezzi. Un omicidio che fa tremare e intimorire un’intera città, un omicidio che racconta una situazione di forte disagio familiare, i rapporti tra padre-figlio tesi, la madre malata di sclerosi multipla, ed un ragazzo con problemi comportamentali, tanto da essere andato, non ancora maggiorenne in una comunità.

Chi conosceva la famiglia, soprattutto i vicini, sapevano che i litigi fra i due erano molto frequenti, ma di certi niente poteva far presagire questa tragedia; oltretutto sono stati proprio i vicini di casa della famiglia Zorzi ha scoprire il cadavere, a causa del forte odore che si sentiva provenire dalla spazzatura.

L’omicidio dovrebbe essere avvenuto la sera della finale di Champions League, ed il volume troppo alto del televisore dovrebbe essere stata la causa scatenante di una lite che ha avuto un’impensabile epilogo, ma questa ricostruzione dei fatti è ipotetica, intanto nelle prossime ore all’istituto di Medicina legale del Policlinico sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Giorgio Zorzi, che chiarirà la situazione.

Stefania Cugnetto