Omicidio Edmondo BallanTORINO, 25 MAGGIO – Sabato sera nel locale “Blue Sky” di Torino la vittoria dell’Inter non è stata festeggiata con sfilate o allegri canti ma con il sangue; infatti a causa di un’accesa lite, un tifoso interista ha accoltellato un tifoso juventino.

I due uomini, Rocco Acri, 60 anni, e Edmondo Bellan, 63 anni, avevano entrambi seguito la partita che ha visto l’ Inter vincere la Champions League contro il Bayern Monaco, ma a termine del match scoppia tra i due un diverbio. Edmondo Bellan, tifoso juventino, commenta con toni accesi la maglia indossata dal difensore Materazzi “Rivolete anche questa?”, scritta ironica rivolta alla Juventus, che ha visto lo scudetto 2005/2006 vinto sul campo, assegnato all’Inter dopo lo scandalo Calciopoli.

Bellan commenta il gesto di Materazzi “Sfotti pure, ma quella non è una squadra italiana. Che maglietta vergognosa, è un uomo di m..”; è proprio a questo punto che Rocco Acri si alza e inizia la lite, il proprietario del bar invita i due uomini a discutere fuori, e all’esterno del locale spunta il coltello, Acri colpisce lo juventino, accoltellando al braccio e al petto. Arrivano i soccorsi ma Bellan, muore prima di arrivare al pronto soccorso.

L’assassino viene arrestato la mattina dopo e confessa tutto, si dice incredulo della morte dell’uomo “dopo che l’ho colpito era ancora in piedi, ero sicuro di averlo colpito solo al braccio, non posso credere di averlo ucciso”. La ricostruzione di Rocco Acri non coincide con quella dei testimoni, Acri dice di essere intervenuto per placare una lite, non di aver iniziato lui stesso; racconta inoltre che Bellan l’ha seguito fuori dal locale inveendogli contro, e l’uomo spaventato lo avrebbe colpito.

Per me era stata una lite banale” è così che commenta il colpevole, una lite banale che però ha provocato la morte di un uomo, ancora una volta una “banale” partita, una “banale” fede sportiva è sfociata in tragedia. Sabato poteva essere sera di festeggiamenti per una squadra italiana che ha vinto un titolo importante, a prescindere dai colori, invece troppo spesso si ci dimentica che il calcio è sempre,comunque e soprattutto uno sport, ed in forza di questo non ha bisogno di martiri.

Stefania Cugnetto