(A cura di Simone Luca Reale) – Si apre una crepa nel muro di gomma messo in piedi dalla cricca degli appalti. Infatti, secondo le anticipazioni di un quotidiano nazionale, Diego Anemone avrebbe iniziato a collaborare. I suoi difensori, però, stamani a Perugia, a margine dell’udienza in programma davanti al gip del capoluogo umbro, hanno sottolineato che non esiste nessuna collaborazione con gli inquirenti da parte del costruttore al centro dell’inchiesta sugli appalti dei grandi eventi.

Ma in base alla ricostruzione del Corriere Della Sera, nell’interrogatorio che si è svolto poco prima che lasciasse il carcere, per la prima volta Diego Anemone, avrebbe accettato di rispondere alle domande degli investigatori. Se così fosse la situazione sarebbe destinata a cambiare e ci potrebbe essere un precipitare di eventi che porterebbero alla luce una parte consistente di quel malaffare e di quegli atti di corruzione che da anni incatenano la crescita del Bel Paese.

Con le sue rivelazioni il costruttore “incastrerebbe” innanzitutto il generale dei servizi segreti Francesco Pittorru, al quale aveva regalato due appartamenti al centro di Roma e tre ristrutturazioni.

La cronaca

[ad#Cpx 160 x 600]Sono le 5 del mattino di domenica scorsa e nella saletta colloqui del carcere di Rieti entra un ufficiale della Guardia di Finanza per interrogare Anemone. La sua visita è motivata dal tentativo di trovare conferma alle dichiarazioni rese da Pittorru qualche settimana prima, durante un interrogatorio a Perugia. Ai pubblici ministeri, Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi, Pittorru aveva raccontato che i soldi per l’acquisto delle due case erano un prestito. “Esiste una scrittura privata che lo dimostra – aveva giurato – ed è custodita nella mia casa in Sardegna”. Chiede qualche giorno per avere la possibilità di recuperarla. I magistrati pur non credendo alla sua versione decidono di concedergli il tempo richiesto. Quando però Pittorru torna in procura dice che quella scrittura gli è stata rubata dai ladri che si sono introdotti nella sua residenza. Quantomeno sfortunato il Generale visto che quel documento è di fondamentale importanza per provare la sua versione dei fatti.

Pittorru allora consiglia ai magistrati di chiedere ad Anemone convinto che il costruttore avrebbe confermato le sue parole. Però non va proprio così. Infatti, quando l’investigatore spiega ad Anemone che si dovrà procedere a controlli per rintracciare quel documento, lui accetta di parlare smentendo la versione fornita dallo 007. Chiarisce che tra loro non è mai stata stipulata alcuna scrittura privata e soprattutto spiega di non aver concesso al generale alcun prestito. L’investigatore non va oltre, ma le risposte di Anemone bastano a confermare l’accusa di corruzione già contestata a Pittorru.

Durante la sua detenzione Anemone si era sempre rifiutato di parlare ma forse il rischio di commissariamento di tutte le sue aziende, potrebbero averlo convinto a cambiare atteggiamento.

La Lista

Era il 14 ottobre 2008. Nel corso della verifica fiscale avviata dalla Guardia di Finanza sull’”Anemone Costruzioni” fu trovato un foglio contenente una lista inerente gli appalti ottenuti tra il 2003 e il 2008. Lista custodita nel computer del fratello Daniele.

La segretaria Anna, allarmata, si premurò immediatamente di avvertire il «capo»: “Hanno aperto il pc e la cassaforte. Daniele ha detto che c’è questo mondo e quell’altro. Però sembrerebbe, da quello che sono riuscita a vedere perché mi sono messa lì vicino con una scusa, che stampavano gli elenchi di personale vecchio, lavori, ’ste cose qua”.

La lista è lunga e variegata. Politici, prelati, magistrati, ufficiali pubblici, registi, poliziotti, agenti dei servizi segreti. Insomma, una parte consistente dell’establishment italiano. In alcuni casi compaiono soltanto gli indirizzi ed è su questo che si concentrano le verifiche per scoprire se questo accorgimento serva a proteggere personaggi di primo piano che potrebbero aver beneficiato di favori.

Intanto, Guido Bertolaso dovrà chiarire ai magistrati come mai non abbia fatto cenno nel suo interrogatorio ai tre interventi di ristrutturazione effettuati nei suoi appartamenti dalla ditta di Anemone, ammettendone soltanto uno.[ad#Juice Overlay]

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