REGGIO CALABRIA, 28 APR.E’ scattata oggi l’operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, che, unitamente ali agenti del ROS e della Polizia, ha emesso 40 mandati d’arresto contro i principali affiliati della cosca dei Pesce, uno dei maggiori clan della ‘ndrangheta di Rosarno.

Dopo l’arresto del super boss calabrese Giuseppe Tegano, le forze dell’ordine hanno inflitto oggi un altro duro colpo alla ‘ndrangheta, che non si limita ad operare nella sola Calabria: sebbene il cuore dell’operazione si trovi a Rosarno e nelle zone limitrofe (32 provvedimenti su 40), sette fermi sono stati eseguiti a Milano, e un altro a Bergamo. Questo dimostra quanto la più potente organizzazione criminale italiana abbia effettivamente abbattuto il muro invisibile che la limitava alle regioni meridionali del Paese, per estendersi nelle zone del nord, dove si concentrano le più grandi attività politiche ed economiche.

Impressionante la forte ed influente presenza di donne nella cosca dei Pesce: sono sette quelle arrestate durante l’operazione di oggi.

Contrariamente alla tradizione della mafia siciliana, dalla quale le donne erano, per la maggior parte, tagliate fuori, la ‘ndrangheta calabrese delinea una nuova figura, attiva e molto importante, della donna all’interno del clan: in questo caso particolare, rispondevano al delicato compito di gestire e riciclare le entrate provenienti dalle più svariate attività della cosca, come il traffico di droga e le estorsioni. Questo denaro, secondo le investigazioni, sarebbe poi stato reinvestito in proprietà immobiliari intestate a dei prestanome.

Al momento la Guardia di Finanza sta sequestrando i beni appartenenti alla cosca, secondo l’ordine di sequestro emanato dalle Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Reggio Calabria per un valore di dieci milioni di euro: si tratta soprattutto di conti bancari e postali e grani società commerciali.

Diletta Sarzanini.

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