Gela, 28 Aprile – Antefatto: Venerdì scorso Vanessa Lo Porto, di 31 anni, aveva guidato la sua Nissan Micra fino alla spiaggia di Torre di Manfria. Insieme a sui due figli, Giuseppe Rosario di 9 anni, affetto da autismo e Andrea Pio, di soli due anni, si era gettata in mare. Mentre i due piccoli erano annegati lei era uscita dalle acque e successivamente aveva chiamato i Carabinieri dicendo: ‘Venitemi a prendere ho ucciso i miei figli’. Da subito la vicenda si era presentata molto controversa agli occhi degli inquirenti che però si concentravano per il momento sulla ricerca delle salme.

Il corpo del più grande era stato ritrovato poco dopo. Durante le ricerche di Carabinieri e la Guardia costiera avevano battuto tutto: sia la spiaggia che il mare. Il corpo del piccolo Andrea Pio è stato ritrovato solo il giorno seguente grazie all’avvistamento dell’aereo che sorvolava l’area.

La mamma nel frattempo era stata richiusa sotto choc e quindi sedata nell’ospedale di Gela dove poi un dottore del reparto di psicologia aveva reso noto di una confessione di duplice omicidio.

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L’opinione pubblica rimaneva molto scossa. La stampa si concentrava a descrivere la donna pubblicandone l’ultima frase scritta sul social network Facebook. Tutti cercavano di capire se la donna si fosse voluta suicidare a causa dell’abbandono del marito, avvenuto pochi mesi prima, e poi una volta in mare si fosse salvata per spirito di conservazione oppure se avesse voluto uccidere volutamente i figli. Si pensa infatti che avesse appena scoperto che anche il secondo foglio fosse affetto da autismo.

Oggi, alle ore 11, nel lutto cittadino, si sono svolti i funerali. Nella chiesa di San Rocco a Gela le due bare bianche avevano in mezzo una composizione di rose cianche a forma di cuore con la scritta mamma e un piccolo pupazzo di Winnie the Pooth. Essi rappresentavano gli ultimi due regali della donna.

Tantissimi persone si sono recate alla celebrazione funebre. Nella commozione generale però risaltava agli occhi uno striscione choc. Tanti palloncini bianchi, le due foto dei bambini e sotto una frase: «La nostra mamma ci ha riservato un futuro migliore». Il cartellone è stato fatto preparare dalla famiglia della donna.

Troppo facile giudicare la frase e puntare il dito contro tutti. Forse però, visto l’accaduto, era meglio risparmiarsi una provocazione di troppo e pensare solamente a salutare nei dovuti modi due piccoli bambini a cui è stato negato il diritto di crescere, di scoprire, di provare e soprattutto di scegliere.

Alla cerimonia funebre celebrata da Don Enzo Romano erano presenti i genitori e i fratelli della madre e l’’ex marito’ Marco d’Augusta. Le due famiglie sono rimasti distanti per tutta la Messa. Al momento del segno della pace sono inoltre rimaste nei rispettivi banchi senza scambiarsi alcun gesto.

Nei primi banchi erano, poi, presenti anche i compagni di scuola del piccolo Giuseppe Rosario. Assente invece era proprio Vanessa Lo Porto in quanto agli arresti domiciliari in una clinica di riabilitazione neuro-motoria di Troina in provincia di Enna, perché affetta da crisi maniacale. La donna è accusata di duplice omicidio con aggravante. Il giudice però non si è sentito di farla rinchiudere in carcere in quanto sarebbe stato devastante per la sua persona.

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Assenti anche i politici di Gela. Il Comune ha mandato il gonfalone ma i dirigenti sono arrivati solo verso la fine. All’inizio della cerimonia la sorella di Vanessa è svenuta per la tensione, ma poi si è ripresa quasi subito.

Durante l’omelia il sacerdote definisce i due bambini due piccoli martiri e dice: ‘
Siamo qui non per dare giudizi, nè per condannare” e continua “Non sappiamo quale dramma ha potuto vivere la madre in quel momento. Solo Dio sa quello che ha provato nel cuore e nella mente, un inferno che le ha fatto perdere la ragione“. Conclude poi con un appello e dice di prendersi cura dei bambini: “diversamente abili, di quei bambini indicati dal Signore come bisognosi d’affetto, sostegno e protezione,avere cura di loro nella famiglia, nella società e nelle istituzioni.

La zia, Lorena Lo Porto, dopo essersi ripresa da lieve malore dice: “Siamo felici perchè finalmente potrete giocare con altri bambini, lassù in Paradiso”. La cerimonia è poi finita con lancio di palloncini bianchi e colombe.

Le bare dei due piccoli sono state portate al cimitero di contrada Farello in modo da essere tumulate vicine.

Alessandra Solmi

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