NAPOLI , 27 APR. – Gianluca Cimminiello, 31 anni, è stato ucciso lo scorso 2 febbraio per una fotografia pubblicata su Facebook. Gianluca era un tatuatore napoletano che, per pubblicizzare il suo negozio, pubblicò sul famoso social network una fotografia che lo ritraeva insieme al noto e tatuatissimo calciatore del Napoli Ezequiel Ivan Lavezzi. L’immagine pubblicata scatenò l’invidia di un tatuatore in possesso di un negozio di tatuaggi ubicato nella stessa zona periferica di Napoli: Casavatore.

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L’invidioso tatuatore per vendicarsi inviò al negozio di tatuaggi del Cimminiello, un commando punitivo composto da tre persone, tra cui il cognato di un noto esponente degli scissionisti. Ma la spedizione punitiva non andò a buon fine. Il 30 gennaio scorso, infatti, Gianluca riuscì a cacciare il commando che aveva fatto irruzione nel suo negozio, picchiando proprio il cognato del boss e mettendo in fuga gli altri due. Da questo fatto scaturì la dura vendetta: il 2 febbraio , Gianluca Cimminiello, è stato raggiunto da un uomo che con una banale scusa lo ha attirato fuori dal suo negozio di tatuaggi, uccidendolo con due colpi di pistola.

Stamane i carabinieri di Castello di Cisterna, hanno fatto luce sulla tragedia, mettendo in manette l’invidioso tatuatore. E’ stato arrestato il presunto responsabile dell’omicidio: Vincenzo Russo, 30 anni. L’uomo è stato accusato di omicidio premeditato, porto e detenzione illegale di armi. Le accuse sono aggravate dall’articolo 7, avendo agito con metodi mafiosi per agevolare le attività del clan degli ’Scissionisti’ che fa capo a Cesare Pagano, attualmente inserito nell’elenco dei 30 latitanti più ricercati in Italia.

Silvia Fabbri

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