MANTOVA, 27 APR. – Si è consegnato alle forze dell’ordine Omar Bianchera, il camionista 44enne che ieri ha seminato terrore tra le provincie di Mantova e Brescia, uccidendo la ex moglie Daniela Gardoni, e altre due persone con cui aveva dei contenziosi in corso.

Avrebbe prima chiamato la madre, Bianchera, ammettendo di avere fatto una strage; e poi, verso le 19, il 113 dicendo: “Sono armato, mi voglio costituire, non so cosa fare”, affermando inoltre di essere stanco di scappare. Dopo una fuga cominciata in mattinata a Volta Mantovana, quella parte della provincia mantovana che lambisce il lago di Garda, l’omicida è arrivato fino in Valsabbia, ad Anfo, dove in seguito alla sua telefonata di resa, sarebbe stato intercettato e poi catturato dai carabinieri di Salò, che lo avrebbero condotto dapprima in caserma e poi in carcere. Qui, l’omicida avrebbe attribuito il suo gesto allo stress, e non a utilizzo di sostanze stupefacenti.

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La prima a incappare nel raptus omicida del camionista – con precedenti per droga, con pesanti problemi psicologici e con una smodata passione per le armi – è stata la sua ex-moglie, Daniela Gardoni, 38 anni. Proprio martedì scorso la donna aveva vinto la causa per la proprietà dell’appartamento in cui avevano vissuto insieme. La donna era stata più volte oggetto di minacce di morte da parte di Bianchera, minacce di cui erano a conoscenza molte persone in paese. Ieri mattina presto, giunto all’appartamento della ex-moglie, nella via principale di Volta Mantovana, Bianchera ha cominciato a sparare colpi di pistola alle finestre. Dopo essere salita in macchina per dirigersi dai carabinieri, la Gardoni sarebbe stata raggiunta da una serie di pallottole sparate a raffica, andando a schiantarsi mortalmente contro a un muro.

Subito dopo, Bianchera è salito in macchina e si è recato a Piccarda, suo paese di residenza. Qui ha ucciso una sua vicina di casa omonima, la 71enne Maria Bianchera, con cui aveva avuto diverbi a causa dei confini delle rispettive abitazioni, esplodendo 5 colpi di pistola. L’ultima tappa del disperato giustiziere mantovano, è stata presso la società agricola Platter, in una località vicina chiamata Pile. Bianchera aveva conti in sospeso con Luigi Platter, il capofamiglia,cui aveva affittato dei locali per una birreria. Imbattendosi nel figlio di Luigi, il 35enne Walter, non ha esitato a freddarlo sotto gli occhi impotenti della moglie, a sua volta ferita di striscio, e dei figli che erano con lui.

Subito dopo, la strenua fuga tra i boschi del mantovano e del bresciano, fino all’epilogo di ieri sera.

Sara Deriu

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