Vanessa Lo Porto sorridenteGela, 24 Aprile – Vanessa Lo Porto, madre, di 30 anni, da poco separata, ha tentato di uccidersi, insieme ai suoi figli di 2 e 9 anni, buttandosi in mare a Gela. Vanessa ha guidato la sua Nissan Micra fino alla spiaggia di Torre di Manfria. Una spiaggia distante sei chilometri dall’abitato in direzione di Licata. Successivamente è scesa dall’auto, ha preso i figli e ha affrontato le acque del mare. La giovane donna all’ultimo si è salvata riuscendo a sfuggire alle onde mentre i piccoli sono morti. Poco dopo essere tornata a riva ha chiamato i carabinieri dicendo di aver ucciso i figli. Ora si trova all’Ospedale Vittorio Emanuele di Gela ed è stata sedata perché in stato di choc. I carabinieri piantonano la stanza. La Lo Porto è accusata di duplice omicidio aggravato. Si cerca ancora di rintracciare e avvisare l’ex marito e padre delle due piccole vittime.

Il primo corpicino di Rosario, di 9 anni, è stato recuperato dai carabinieri ma il mare mosso rende difficili le ricerche del secondo corpo, quello di Andrea Pio di soli 2 anni. Lo zio si augura almeno che i bambini vengano restituiti dalle acque in buone condizioni in modo da dare loro una degna e doverosa sepoltura.

Le indagini sono coordinate dal pm Monia Di Marco. Nell’area della tragedia due motovedette e un elicottero della Guardia costiera stanno continuando le ricerche, estese in un raggio di dieci chilometri.

La vicenda pare,però, non essere così chiara agli occhi degli inquirenti. Non sembra un normale tentativo di suicidio. In queste prime ore le indagini portano alla luce elementi diversi.

Inizialmente si pensava ad un suicidio non andato secondo i piani. La giovane madre era rimasta sola e disoccupata. Si era appena separata dal marito, l’operaio 42enne Marco D’Augusta, ed era caduta in depressione. Il fratello la descrive come una persona molto fragile e disperata, bisognosa di affetto e rassicurazioni. La depressione per la recente separazione potrebbe averla portata a compiere il tragico gesto.

Altri pensano invece che non sia il divorzio la causa di tutto. Forse la donna non voleva suicidarsi, voleva proprio uccidere i suoi bambini e far cessare quello strazio. Pare che avesse appena scoperto che anche i secondo figlio, il piccolo Andrea Pio, fosse affetto da autismo come il primogenito Rosario.

Ora tutti i giornali e telegiornali riportano le sue foto scaricate dalla pagina di Facebook e l’ultima frase scritta il 16 Aprile scorso all’interno del suo profilo sul social network; una frase scritta forse per darsi da sola la forza di cui aveva bisogno per continuare a vivere: “Quando non si può tornare indietro, bisogna soltanto preoccuparsi del modo migliore di andare avanti. Non si può scegliere come sentirsi, ma si può fare sempre qualcosa per cercare di stare meglio possibile”.

Alessandra Solmi

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