ROMA, 23 APR. – Si apre un nuovo capitolo della controversa storia giudiziaria e sportiva del processo ribattezzato “Calciopoli”. La procura della Federcalcio ha aperto un’altra indagine su in riferimento al nuovo filone di intercettazioni e ha al Tribunale di Napoli di acquisire tutte le prove prodotte dalle parti oggetto di perizia che potrà essere disposta. La scelta è stata fatta nel corso di una riunione tra il capo della procura federale, Stefano Palazzi, e i suoi collaboratori. La decisione arriva all’indomani dell’udienza del processo in corso a Napoli in programma martedì – e nella quale il Tribunale doveva decidere se acquisire le nuove intercettazioni come da richiesta degli avvocati di Moggi –, che è stata rinviata.

Attraverso una nota ufficiale, in merito al processo in svolgimento presso le aule giudiziarie partenopee, la Federcalcio ha fatto sapere che la procura federale chiederà immediatamente di poter acquisire tutto il materiale probatorio prodotto dalle parti, oggetto di perizia che potrà essere disposta dal Tribunale. Nelle prossime ore, il procuratore Stefano Palazzi invierà formalmente una richiesta in tal senso al Presidente della nona sezione penale del tribunale di Napoli, Teresa Casoria, avviando così l’indagine con riferimento al nuovo filone di intercettazioni.

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Dunque potrebbe essere fatta luce su quanto effettivamente accadeva ( e forse accade ) nel calcio professionistico italiano e che la prima calcio poli aveva svelato soltanto a metà. Il primo filone, infatti, si era ridotto ad essere soltanto una “moggiopoli”, una cupola guidata da Luciano Moggi e Antonio Giraudo, con il resto dei dirigenti delle squadre di serie A in posizione di subalternità o di sudditanza. Il contenuto delle intercettazioni sbobinate di recente, invece, fanno emergere una realtà diversa, nella quale anche i dirigenti delle società presumibilmente danneggiate ( ad esempio l’Inter ) o di quelli di squadre che non erano state travolte o toccate in parte da calciopoli 1 ( ad esempio il Milan ), assumono adesso una posizione diversa.

Questa mossa può essere la chiave di Calciopoli-bis. Da una parte darebbe un segnale importante togliendo dall’albo d’oro dei nerazzurri quel titolo, dall’altra placherebbe molti animi. La scelta, un poco imprudente e troppo rapida, di consegnare all’Inter il titolo di quel campionato deturpato dallo scandalo (il precedente, egualmente sporco, è rimasto senza padrone) è stata del professor Guido Rossi. L’Inter quello scudetto lo ha accettato e oggi il suo patron Massimo Moratti non ne vuole sapere di restituirlo. Lo sente suo, il premio di un grande lavoro e di abusi subìti. Però, un passo indietro del Dottore non significherebbe debolezza o altro: sarebbe un messaggio speciale.

Spetta al consiglio federale discutere sull’assegnazione di uno scudetto e su questo tema non ci sono prescrizioni. Se vengono scoperti fatti gravi, il governo della Figc può intervenire in qualsiasi momento. Il nuovo processo sportivo, che sarà assai più rapido di quello penale che si sta celebrando a Napoli, dovrà fare luce sui due campionati dell’inchiesta, parliamo dei tornei del 2004-2005 e 2005-2006, anche se i pm napoletani adesso vorrebbero portare qualche prova del torneo precedente.

Davide De Stavola
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