Calisto TanziPARMA, 20 APR. “Continuo a rivendicare che Parmalat non fosse una grande truffa”. Queste le parole dell’ex patron dell’azienda di Collecchio Calisto Tanzi, nella dichiarazione spontanea a Milano, durante il processo d’appello che lo vede imputato per aggiotaggio.

“Non voglio e non posso accreditarmi all’esito delle mie vicende come vittima, ma non sono certo e solo un grande truffatore”, continua Tanzi, che punta il dito verso le banche e gli istituti finanziari, rei di aver distribuito bond nonostante fossero a conoscenza della tragica situazione finanziaria dell’azienda: “Gli istituti di credito finanziatori hanno contribuito e alcune volte ideato, facendosene promotori, quali aspetti dei finanziamenti di loro interesse celare al mercato, e in che modo”.

Sarebbe dunque “un errore di valutazione” causato dai falsi resoconti forniti dagli istituti di credito, quello commesso da Tanzi, che sottolinea la sua incapacità di “elaborare strumenti e risposte tecnicamente raffinate sotto il profilio decisionale e finanziario”, dato che, come afferma l’imputato, il suo ruolo consisteva soprattutto nella gestione delle relazioni esterne dell’azienda, oltre che dei prodotti e del marketing: “errori gestionali e errori umani, alcuni dei quali ancora tutti a esplorare”, queste le parole di Tanzi.

“Un uomo più che mai solo”, che chiede “perdono a chi ha sofferto per questa causa senza colpa”, così si definisce l’imprenditore, condannato il 18 Dicembre 2008 in primo grado a dieci anni. La sentenza dei giudici d’appello di Milano è prevista per martedì 11 Maggio.

Diletta Sarzanini

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