Esplosione Castel Bolognese RAVENNA, 14 apr. È avvenuto ieri, in presenza del gip Anna Mori e dell’avvocato difensore Carlo Benini, l’interrogatorio di garanzia a Stefano Ciamei, il 34enne ritenuto responsabile dell’esplosione della palazzina di via Biancini di Castel Bolognese, l’8 dicembre 2009, che ha causato la morte allo zio dell’accusato e alla sua compagna.

Ciamei, affetto da un disturbo schizo-affettivo, da venerdì sconta gli arresti domiciliari presso la casa di cura Villa Azzurra di Riolo Terme, con l’accusa di incendio doloso e di omicidio volontario aggravato dal grado di parentela. Qui, rispondendo alle domande del gip, l’uomo non è stato in grado di ricostruire la dinamica degli eventi a causa di un vuoto di mente, benché nell’immediatezza dei fatti si fosse dichiarato colpevole davanti ai Carabinieri. Durante l’interrogatorio, Ciamei è stato inoltre informato del decesso dei suoi congiunti, lo zio Aureliano Borzatto e la compagna Maria Bellini, tragicamente coinvolti nell’esplosione.

Secondo l’accusa, il 34enne manomise i tubi del gas della cucina nel suo mini-appartamento con intenti suicidi, causando una violenta esplosione e, conseguentemente, il crollo della parete che separava la camera delle vittime dall’appartamento del nipote. Il muro cadde sui due anziani, mentre fatalmente, Ciamei riuscì a salvarsi, facendosi scudo dalle macerie con una trave che gli era piombata addosso.

Sara Deriu

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