GORLA MINORE, 23 FEB. Angelo Canavesi si è spento tra le braccia del figlio. ”Hanno ucciso papa”’, ha urlato disperato Emanuele, richiamando l’attenzione in via Monte Grappa, a poche centinaia di metri dal centro di Gorla, un nuvolo di persone. Repentina l’azione delle forze dell’ordine: in pochi mini sono stati allestiti dai carabinieri dei posti di blocco in tutta la provincia, per cercare di intercettare il killer in fuga. Controlli e perquisizioni sono stati eseguiti anche fra i pregiudicati della zona: l’aggressore conosceva molto bene le abitudini del benzinaio, che ogni lunedi’ mattina ritirava l’incasso dal distributore automatico.

Avrebbe agito da “lupo solitario”, ma gli investigatori non escludono la presenza di un palo che potrebbe avere favorito la fuga. La Ford Fiesta del benzinaio e’ stata rinvenuto dopo alcune ore a Olgiate Olona, ad alcuni chilometri di distanza, abbandonata in una strada centralissima. Del kliller, però, nessuna traccia.

Angelo era una persona stimata da tutti, siamo rimasti sconvolti”, ha detto, avvolto dalle lacrime, il fratello Enrico. Gli amici, in un paese ancora sotto choc, descrivono Angelo Canavesi come ”una persona stupenda, che non aveva mai avuto problemi con nessuno”.

Da qualche anno il distributore di benzina era gestito dal figlio, ma Angelo continuava a lavorare saltuariamente. I Canavesi non avevano mai subito rapine, e forse per questo motivo non avevano installato un sistema di videosorveglianza, che avrebbe potuto fornire elementi utili alle indagini. La vittima coltivava una passione straordinaria per il ciclismo e nella sua carriero aveva ottenuto discreti risultati nelle competizioni regionali. Angelo era figlio di Severino Canavesi, nel 1945 campione italiano di ciclismo su strada, che negli anni Trenta correva assieme a Gino Bartali e Fausto Coppi. Lascia una moglie, Angela, e due figli, sconvolti per l’omicidio.

Massimiliano Riverso
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