VITERBO, 11 FEBB. – Da un letto della terapia intensiva del policlinico Gemelli, il bimbo di 5 anni picchiato brutalmente lo scorso 2 febbraio a Viterbo dalla madre adottiva non ha esitato a raccontare l’accaduto agli agenti della Squadra Mobile di Viterbo diretta da Fabio Zampaglione.Mentre mi picchiava urlava: ti ammazzo, ti ammazzo”, ha detto il bimbo all’interprete ancora spaventato. Il bambino, anche lui di origine africana e che non parla ancora l’italiano, ha detto di aver combinato una »marachella« che ha mandato su tutte le furie la madre.

[ad#Adsense Link Notizie] La donna lo avrebbe picchiato la sera del 2 febbraio, intorno alle 19, in una traversa di via Tuscanese, sbattendolo ripetutamente con la testa per terra e colpendolo con un corpo contundente (che ancora non è stato trovato) prima di abbandonarlo per strada in una pozza di sangue. A trovarlo un’automobilista che ha chiamato la polizia di stato. Dai riscontri sull’auto della madre e del testimone, gli investigatori hanno escluso la pista dell’incidente, come invece voleva far credere la donna.

Il padre, un impiegato di una ditta di Viterbo, quel giorno era in ospedale per un piccolo intervento e quando ha capito che non si era trattato di un incidente, ma del gesto inspiegabile della donna che ha sposato oltre 20 anni fa, incredulo ha continuato a ripetere: Non ci posso credere, non è possibile

Redazione

[ad#Banner Adsense 468 x 60 Notizie]