SANREMO, 10 FEB Manca ormai una settimana al Festival e si rincorrono le ultime notizie. Sul palco dell’Ariston dovrebbe salire il ct della nazionale italiana di calcio Marcello Lippi: accompagnerà Pupo, Filiberto e Canonici, “ma non canterò”, promette. Più vicina la partecipazione di Jennifer Lopez, mentre sarebbe tramontata la presenza come ospite dell’escluso Morgan. L’organizzazione stava pensando per lui un’ intervista secca di venti minuti: il cantante, però, avrebbe richiesto di potersi esibire col suo brano “La sera”.

La grande assente di quest’anno sarà di sicura la Gialappa’s Band: il tradizionale programma radiofonico “Rai dire Sanremo” è stato cancellato dal nuovo direttore di Radiodue, Flavio Mucciante. Al loro posto una versione speciale del programma “Moby Dick”, con Carlo Pastore e Brenda Lodigiani come inviati dietro le quinte dell’Ariston.

Gaetano Castelli ha intanto presentato la nuova scenografia del Festival: E’ scenotecnica, quest’anno, più che scenografia, nel senso che l’utilizzo della tecnologia permette di muovere tutto, di dare dinamicità al Festival, di dare a ogni momento di spettacolo e ad ogni protagonista una propria irripetibilità”.

[ad#Adsense 200 x 200 Sport] Sono stati resi noti anche i testi delle canzoni in gara, inclusa quella di Morgan, una delle più ispirate: “Ecco la sera/ la luce s’inchina/ esce di scena/ poi si nasconde tra i monti/ scalderà altre genti”. Ma è di Irene Grandi il brano con il testo più bello. “La cometa di Halley” porta la firma di Francesco Bianconi dei Baustelle: “E la Cometa di Halley ferì il velo nero/ che immaginiamo nasconda la felicità”, sono versi che esprimono un parallelo tra l’amore e una cometa che squarcia il cielo. Efficace come sempre Simone Cristicchi e la sua chiacchierata “Meno male”, in cui prende di mira gli italiani che preferiscono essere distratti dal gossip piuttosto che interessarsi delle brutte notizie: “Che bella Carla Bruni/ se si parla di te il problema non c’è”. Di un amore immaginato nel 2087 parla Arisa (che si esibirà col trio di drag queen Sorelle Marinetti): nella sua “Malamorenò” canta “Può scoppiare in un attimo il sole/ tutto quanto potrebbe finire/ Ma l’amore, ma l’amore no”. Più tradizionale l’amore ottimista di Toto Cutugno: “Voleremo come aereoplani/ verso l’alto più su/ dove il cielo è più blu”. Giovane e positivo l’amore cantato dai Sonohra: “Baby, ovunque sia il tuo amore t’amo”.

A Sanremo tornano anche i temi sociali, a partire dall’immancabile Povia. Ispirandosi al caso Englaro, si fa leva sui sentimenti di mamma e papà per i propri figli: “Padre, ora tienimi la mano/ tienila vicino al cuore e potrai sentire che ti amo”. Uno sfogo contro il sistema vuole essere il pezzo di Fabrizio Moro in “Non è una canzone”: “Io dovrei seguire chi ha il potere di decidere per me/ E poi mi lascia in mutande”. L’orgoglio meridionale è rappresentato da Nino D’Angelo e la sua “Jammo jà”: “Nuie simmo ‘a casa de vase e ‘e carezze/ ma fa nutizia soltanto ‘a munnezza”. Irene Fornaciari, accompagnata dai Nomadi, si chiede “L’amore in me/ ma il mondo piange vorrei sapere perché”. Non si perde in analisi approfondite il trio Pupo-Filiberto-Canonici, che canta “Stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio”. In “La notte delle fate” torna a parlare di donne Enrico Ruggeri: “ogni donna ha un paio d’ali chiuse dentro sé/ e sogna ancora vette inesplorate”. Malika Ayane porta “Ricomincio da qui” scritto con Pacifico, in cui si descrive il momento in cui nella vita si decide di ripartire veramente: “Niente mi porterò/ solo vento tra le mani”. I figli dei talent restano nei territori dell’amore, ma curiosamente sempre con un’ombra di tormento. Per Valerio Scanu “Questo dolore è dolce come il miele/ confrontato con il male che noi ci facciamo”, Marco Mengoni canta “Non ti lascerò/ Forse sì forse no” e Noemi è “Delusa da te, da me, da quello che non ti ho dato”. Allegria.

Valerio Assalve

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