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CATANZARO, 06 FEBB. Un teschio ed alcune ossa umane sono stati trovati nei pressi del greto del torrente ‘Fiumarellà alla periferia di Catanzaro. I resti erano vicino ad un muro di contenimento di un piccolo ponte del torrente.

L’IPOTESI La prima ipotesi che viene avanzata negli ambienti della Dda è che i resti umani trovati alla periferia di Catanzaro possano appartenere ad uno dei due giovani misteriosamente scomparsi nei mesi scorsi. Nella zona di Catanzaro, infatti, non risultano altre denunce di persone scomparse. In particolare potrebbe trattarsi, ma la conferma la si avrà solamente dopo l’esame scientifica del Dna, di Giuseppe Fraietta, di 24 anni, in virtù del fatto che i resti dell’altro giovane scomparso, Luigi Grande, ono stati già trovati in un casolare abbandonato a San Floro, nel catanzarese.

Il 25 gennaio scorso il medico legale Giulio Di Mizio, ha prelevato dei tessuti da alcune persone tra cui anche i familiari di Luigi Grande, per effettuare la comparazione del patrimonio genetico con i resti ritrovati a San Floro. La scomparsa di Fraietta e Grande è sempre stata avvolta da un fitto alone di mistero. I due vivevano entrambi nel rione Fortuna di Catanzaro. Poco tempo prima della scomparsa, Grande si era trasferito a Borgia, nella frazione Roccelletta, paese a pochi km di distanza da i San Floro, dove è stato ritrovato lo scheletro. L’ipotesi che è stata fatta sin dall’inizio dagli investigatori, è che le due scomparse siano collegate da un movente non ben definito, ma che potrebbe essere legato ad ambienti della criminalità organizzata. Un’ipotesi nata dalla considerazione che Grande e Fraietta si conoscevano ed anche perchè quest’ultimo era già noto alle forze dell’ordine per essere stato arrestato nel giugno del 2008 per spaccio di sostanze stupefacenti nella zona di Roccelletta di Borgia.

Massimiliano Riverso

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