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RAVENNA, 5 FEBB.E’ scontro tra le parti nella vertenza Omsa. Ieri mattina un duro faccia a faccia tra proprietà e dirigenza del gruppo Golden Lady, da un lato, e sindacalisti e delegate dell’ Rsu di fabbrica, dall’altro, nella sede dell’Associazione Industriali, in V. Barbiani a Ravenna. Il confronto, durato quattro ore, si è concluso con un nulla di fatto, se si esclude la decisione di incontrarsi a Roma la prossima settimana, al Ministero dello sviluppo economico. Il trasferimento del confronto in Ministero rappresenta un traguardo importante per il sindacato che fin dall’inizio ha chiesto un “tavolo nazionale affinché la situazione Omsa fosse affrontata e risolta in un confronto sull’intero gruppo Golden Lady”, che solo in Italia impiega 3800 persone.

Mentre gli stabilimenti in Serbia lavorano a pieno regime e la proprietà mantiene ferma la decisione di chiudere, le operaie continuano la lotta per il mantenimento dei loro posti di lavoro. All’esterno dell’edificio oltre un centinaio di lavoratrici e lavoratori dell’azienda, accompagnati da sindacalisti, bandiere e striscioni hanno presidiato il portone d’ingresso di Confindustria.

Dopo 71 anni di attività l’Omsa potrebbe chiudere. “Chiusura senza discussioni”, avrebbe sottolineato Federico Destro, direttore generale del gruppo Golden Lady, nell’incontro del 20 gennaio scorso con i rappresentanti dei tessili di Cgil, Cisl e Uil e l’Rsu dell’Omsa, nella sede faentina della Confindustria. Destro, sempre in quell’incontro ha comunicato “che il 16 marzo terminerà la cassa integrazione ordinaria e che pertanto entro quella data occorrerà valutare quale percorso di ammortizzatori sociali attivare.” Sindacalisti e lavoratrici hanno fatto appello «alla responsabilità sociale del gruppo Golden Lady non solo verso i dipendenti, 320 donne e 30 uomini, ma anche nei confronti della città e del territorio”.

M. Cristina Reggini


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