TREVISO, 3 FEBB. – Ieri, intorno alle 19, un ragazzo di 17 anni, ha preso il fucile da caccia del padre, è entrato in camera e si è sparato. Andrea Parpinello, di Ponte di Piave ha deciso di porre fine alla propria vita con un gesto estremo. Secondo le prime indiscrezioni il motivo che lo avrebbe portato al suicidio sarebbe la depressione. Andrea si trovava in uno stato di prostrazione con il quale non riusciva più a convivere e dal quale non vedeva via d’uscita. Questo si evince dal biglietto lasciato ai familiari, trovato accanto al suo corpo e consegnato dai genitori ai carabinieri.

Andrea, che frequentava la scuola professionale Lepido Rocco di Motta, avrebbe compiuto 18 anni il prossimo ottobre. In base alle prime testimonianza, a trovarlo riverso in una pozza di sangue sarebbe stato proprio il padre. Immediati i soccorsi che purtroppo non hanno potuto fare nulla.

Forse qualcosa, in casi come questi, si poteva fare prima, la depressione è una malattia curabile ai nostri giorni, ma lo stigma che tuttora accompagna le malattie psichiatriche è tale che spesso si preferisce fare finta che tutto vada bene, che è solo un brutto momento, piuttosto che rivolgersi alle strutture adeguate per una cura. La verità è che di depressione si muore, peccato se ne parli solo quando accadono tragedie come questa.

M. Cristina Reggini