ROMA, 03 FEBB. – Ha avuto luogo ieri la prima udienza del processo contro Raniero Busco, unico imputato dell’omicidio di Simonetta Cesaroni consumatosi nell’estate del 1990 in Via Poma a Roma. Ad accusare Busco e a non credere al suo alibi è stata lo scorso novembre il Gup Maddalena Cipriani.

L’accusa punta sulle tracce di sudore rinvenute sul reggiseno della Cesaroni che, grazie all’innovazione tecnologica avvenuta nell’ultimo ventennio, ha consentito alla scientifica di riaprire un caso apparentemente archiviato

Busco, all’epoca fidanzato di Simonetta Cesaroni, è oggi un uomo sposato e a difenderlo, davanti ai microfoni dei cronisti, è la moglie Roberta Milletari. “Siamo qui perché siamo innocenti – ha detto la donna – Io a lui ho sempre creduto e crederò sempre. Mi aspetto che venga fuori l’innocenza di mio marito, che vengano fuori tutte le bugie che sono state dette su di lui”. La moglie di Busco ha poi concluso “C’è un uomo, non più un ragazzo, con una famiglia, che dovrà passare attraverso tutto questo.”

Massimiliano Riverso