Stefano CucchiROMA, 03 FEBB. Stefano Cucchi prima di morire “aveva scritto una lettera alla comunità terapeutica Ceis. Lettera che ora sembra sparita nel nulla”. Lo denuncia la sorella del geometra romano insieme con il legale della famiglia. “L’esistenza della lettera è testimoniata da una sopraintendente del Dap del Pertini. Dopo il decesso di Stefano i suoi oggetti personali furono archiviati in una scatola trasportata al carcere di Regina Coeli che abbiamo ritirato qualche giorno fa accorgendosi di un’anomalia: riguardo ai due verbali redatti sul contenuto della scatola, c’è una differenza. Nel primo è citata la presenza di una lettera e nel secondo no”.

L’avvocato della famiglia Fabio Anselmo spiega che “non sappiamo perché questo tentativo di Stefano non sia andato a buon fine, presenteremo una denuncia”. E aggiunge: “E’ indubbio che Stefano è morto a causa di quelle lesioni, è indubbio che quelle lesioni non erano mortali, ma è indubbio che Stefano è morto per colpa dei medici. E quindi abbiamo preterintenzionale e colposo”.

Ma il direttore del Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap), Franco Ionta assicura: “Tecnicamente non può essere addebitato a chi eventualmente ha compiuto il pestaggio una morte determinata da un’altra causa”.

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