PALERMO, 10 SETTEMBRE – A decenni dalla sua comparsa il fenomeno socio-culturale del graffitismo urbano ha ormai guadagnato, tramite le sue influenze sulle arti visive, una rilevanza singolare sul panorama della creatività contemporanea.

Da Pea Brain a Blue, passando per Sten Lex e Bros ed Ericailcane, fino ai bolognesi Cristian Sonda, Nais e lo stencil artist Orticalnoodles, il movimento ha preso strade diverse e si è ormai in parte istituzionalizzato nella relazione con le municipalità in collaborazione con le quali spesso coopera, con musei, gallerie.]

Dai primi anni 2000 la scena italiana ha saputo imporsi a livello europeo con tre scuole riconducibili a Milano, Bologna, con il collettivo Ericailcane, Dado e Stefy – grazie anche alla loro passata esperienza nel mondo del writing –  e Roma. Con la tecnica stencil, grazie a Sten Lex, attivi dal 2001 e considerati tra i pionieri dello “Stencil Graffiti” in Italia. Verso la fine degli anni 2000, il movimento ha preso strade diverse e si è ormai in parte istituzionalizzato nella relazione con le municipalità in collaborazione con le quali spesso coopera, con musei, gallerie e grandi corporations.

[smartads]

Per la prima volta anche Palermo si apre alla street art con Clet Abrahams, un artista bretone che sta girando l’Italia con stikers in mano sta proponendo alle più importanti città italiane un nuovo modo di fare street art. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti a Rennes, si è traferito a Roma, dove ha studiato scutura e pittora per tre anni. È diventato famoso con le sue reinterpretazioni dei segnali stradali. Sono omini stilizzati che si ribellano ai divieti, cuori infranti trafitti da frecce segnaletiche, divieti di sosta che si sfibbiano. Clet è già passato da Torino, Bologna, Roma, Pistoia e Arezzo ma anche a Valencia e a Londra.

Chiara Arnone