NAPOLI, 16 GENNAIO – La 33enne Enza Cappuccio domenica mattina è giunta deceduta all’ospedale Cardarelli  di Napoli, accompagnata dal marito (Salvatore Giuliano, 33 anni, pregiudicato), dal cognato e da un amico. Il marito ha dichiarato di essere rientrato nella sua abitazione sita in Marano e di aver trovato la moglie sdraiata a terra priva di sensi, forse vittima di un tentativo di rapina.

La sua deposizione è stata immediatamente considerata inattendibile; la donna, fortemente malnutrita, aveva il corpo tumefatto e presentava chiari segni di strangolamento sul collo. Salvatore Giuliano è stato, quindi, fermato con l’accusa di averla picchiata fino ad ucciderla.

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La ricostruzione dei fatti, effettuata dai carabinieri di Giugliano in collaborazione con la tenenza di Marano e con il nucleo investigativo di Castello di Cisterna, è la seguente: l’uxoricidio si sarebbe consumato sabato sera nella povera abitazione (un bilocale) in cui la coppia viveva con i 6 figli, un nipote e una parente disabile. Salvatore, resosi conto dell’accaduto, avrebbe chiesto aiuto alla sorella e ad un amico per procedere all’occultamento del cadavere. Piano perfetto mandato a monte dai vicini; essendo stato visto da questi ultimi, l’omicida, ha modificato le sue intenzioni iniziali portando la sua vittima in ospedale.

L’uxoricidio si è consumato in un ambiente di forte degrado sociale.

Anna Filannino