TREVISO, 11 GENNAIO – Una minima distrazione, a volte basta semplicemente quello, è questione di un attimo che poi si maledirà per sempre e la tragedia è compiuta; questo purtroppo è quello che ha dovuto imparare la madre di un piccolo paese del Trevigiano che ha pagato la disattenzione di un momento con la vita del figlio di 10 anni.

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Si chiamava Emilio Masetto, e come tutti i giorni la madre, anche lei insegnante lì, l’aveva accompagnato da Tarzo, dove risiedevano, alla scuola elementare di Revine Lago. Il bambino era appena sceso dal camper condotto dalla madre, ne l’uno ne l’altra si sono resi conto che una delle cinghie dello zaino è rimasta in qualche modo impigliata nella portiera del mezzo che si rimetteva in moto.  A nessuno dei due è rimasto il tempo di accorgersene, solo il tempo che la cinghia si strappasse ed il piccolo Emilio ha perso l’equilibrio ed è finito a terra, travolto dalle ruote del mezzo condotto dalla madre.

A nulla sono valsi gli sforzi dei volontari del Suem, nemmeno la chiamata all’elisoccorso è servita: il bambino era già morto, non c’è stato niente da fare. Per quello che può valere pare che fosse comunque troppo presto, nessun’altro bambino era ancora arrivato, nessun’altro ha fatto in tempo ad assistere ad una scena altrimenti sconvolgente, il peso di questa perdita rimane purtroppo tutto sulle spalle della madre, insieme al padre ed al fratello di poco maggiore del piccolo Emilio.Matteo Borile

Matteo Borile