NAPOLI, 6 LUG. – E’ durato poco l’orgoglio delle Ferrovie dello Stato a seguito delle congratulazioni del Segretario ai Trasporti USA Ray LaHood, in visita nella giornata di ieri per valutare il servizio italiano dell’Alta Velocità. E’ stata infatti aperta un’inchiesta da parte del Gip di  Napoli Luigi Giordano, su richiesta dei pm Henri John Woodcock e Francesco Curcio.

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Le indagini riguardano un sistema illegale di assegnazione di appalti, e vede coinvolte le Ferrovie dello Stato e l’azienda Fd Costruzioni srl, cui facevano capo gli imprenditori napoletani Giovanni e Antonio De Luca, assieme alla sorella Anna.

Sono cinque le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura partenopea: arrestati i due fratelli De Luca, Raffaele Arena, Fiorenzo Carassai (entrambi ex dirigenti del servizio di manutenzione di Trenitalia), mentre è ai domiciliari Carmine D’Elia, ritenuto il socio occulto di Arena. I reati contestati sono “associazione a delinquere finalizzata a pilotare in modo sistematico e seriale” gli appalti Fs, turbativa d’asta, riciclaggio, corruzione e reimpiego di proventi illeciti in attività economiche svolte dall’azienda. Tutto mediante un sistema di tangenti che, dal 2002 a questa parte, ha dato vita ad un giro da dieci milioni di euro.

Fondamentali, per l’indagine, le intercettazioni: in una telefonata del 12 Febbraio, Giovanni de Luca fa pressione a Carassai (entrambi erano già in stato d’arresto) per concludere una commessa con la Bombardier Transportation Italy s.p.a., azienda operante, tra le altre cose, di progettazione e manutenzione di treni. Nel dialogo fra i due, De Luca parla di un incontro con tale “Clemente”, e chiede a Carassai informazioni sul suo conto. L’ex dirigente parla di “un impiccione politico”delle file Udc che “va una volta a destra, una volta a sinistra”, ma comunque un ottimo aggancio perché “un intrallazzatore”. Spiega il gip Giordano che si tratta di Clemente Carta, membro del Cda Anas e Fs, e Presidente della commissione Finanze della Camera durante la IX Legislatura.

Dalle intercettazioni raccolte da Aprile dello scorso anno, la Procura ha notato un tentativo da parte dell’azienda partenopea di accaparrarsi gli appalti di ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo: Anna De Luca, che partecipa al 30% al capitale della Fd Costruzioni, ha intrattenuto delle trattative con il capo del Dipartimento della Protezione Civile, ma senza nessun risultato. Secondo Giordano “nonostante la buona accoglienza riservata alla De Luca, l’impresa dei De Luca non ha conseguito appalti”. Un’ulteriore riferimento all’inchiesta Grandi Eventi di Roma è il nome del cardinale Crescenzio Sepe (attualmente indagato per corruzione), citato da De Luca in una telefonata, nella quale preme perché la sorella chieda un’ “intercessione” da parte del cardinale con i vertici Trenitalia per ottenere gli appalti. Al momento, Sepe, non è coinvolto nelle accuse.

Diletta Sarzanini

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