NDRANGHETA, OPERAZIONE GIANO: SEQUESTRATE IMPRESE E PATRIMONI AL CLAN CORDÌ

REGGIO CALABRIA, 1 LUG. – Facevano parte del Clan Cordì. Lo stesso che probabilmente è responsabile della morte del politico Francesco Fortugno, assassinato a Locri nel 2005.

Stamattina il comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, all’interno dell’operazione nominata “Giano”, ha dato esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare e ha posto i sigilli a un patrimonio aziendale dal valore complessivo di un milione e mezzo di euro.

I provvedimenti hanno coinvolto i paesi di Locri e Melito Porto Salvo e hanno portato agli arresti di due pezzi grossi della mafia locale. Si tratta di Cosimo Ruggia e Gerardo Zucco. Quest’ultimo genero del defunto boss Andrea Cordì, il “ragioniere”.

I titoli d’accusa sono diversi: associazione per delinquere di tipo mafioso, usura, frode in esecuzione di contratto d’appalto, truffa aggravata, intestazione fittizia di beni.

I carabinieri hanno apposto i sigilli ad alcune imprese usate dalla cosca, tra cui le due filiali della società “Auto Fashion”. Dove si troverebbero una Ferrari e una Cadillac. Sequestrate anche moto d’acqua e moto da strada di grossa cilindrata.

Le indagini che hanno condotto all’operazione sono state avviate nel 2009, in continuazione all’attività anti ‘ndrangheta, nominata Shark. In quell’ambito, a settembre furono arrestate 16 persone.

Rita Parrella

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