NAPOLI, 16 APR. – Dopo sette anni ricerche, le forze dell’ordine hanno catturato Nicola Panaro, uomo di punta del clan dei “Casalesi” e braccio destro di Nicola Schiavone, il figlio di Francesco detto “Sandokan”. Il superlatitante arrestato ieri sera dai carabinieri a Lusciano (Caserta) è considerato il personaggio attualmente più potente dell’organizzazione camorristica casertana, dopo i due boss Michele Zagaria e Antonio Iovine. Panaro, quarantunenne originario di Casal di Principe, doveva scontare oltre nove anni di reclusione per associazione camorristica ed estorsione. L’operazione che ha portato all’arresto del malvivente, è stata coordinata dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia presso la Procura della Repubblica di Napoli, Federico Cafiero De Raho e Giovanni Conzo, ed è stata portata a termine dai militari della compagnia dei carabinieri di Casal di Principe, guidati dal capitano Andrea Corinaldesi e dal tenente Giuseppe Sacco.

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Panaro, grande appassionato di sistemi elettronici, non è riuscito ad evitare la cattura nonostante il sofisticato sistema di videosorveglianza a protezione del suo rifugio. Al momento dell’irruzione il latitante era da solo in casa, ma gli investigatori stanno indagando per identificare le persone che lo hanno aiutato a nascondersi in questi ultimi tempi. Al momento dell’irruzione dei carabinieri non era armato e non ha opposto resistenza. Il primo provvedimento restrittivo nei suoi confronti fu emesso, su richiesta della Dda, quando fu sorpreso a cena insieme con la moglie in un piccolo appartamento di un edificio non ancora completato e protetto da un alto muro di cinta. Fu in seguito scarcerato e da allora riuscì a far perdere le proprie tracce.

Secondo gli investigatori, però, ha continuato per conto della fazione capeggiata da Francesco Schiavone, a coordinare l’attività della cosca. Nicola Panaro, detto “Nick il principino”, è cugino del capo storico del clan, ‘Sandokan’, di cui é ritenuto il luogotenente. Era inserito nella lista dei trenta latitanti più pericolosi d’Italia e nei suoi confronti è stato anche emesso un mandato d’arresto internazionale per associazione per delinquere finalizzata all’estorsione. Panaro era sfuggito al blitz dell’operazione Spartacus 3, ma le forze dell’ordine all’epoca trovarono nel suo rifugio i ‘pizzini’ con cui dava disposizioni al clan. È destinatario di tre ordinanze di custodia cautelare: una per associazione camorristica, emessa nell’ambito di Spartacus 3, le altre per estorsione ai danni dei cantieri della ferrovia Alifana.

Davide De Stavola
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