TREVISO 10 FEB – Era stata operata il 28 gennaio per le vene varicose, quattro giorni dopo era tornata al pronto soccorso dell’ospedale civile di Conegliano in preda a forte cefalea e difficoltà respiratorie. I medici l’avevano dimessa assicurandole che si trattava di disturbi ordinari post-operatori destinati a scomparire nel giro di pochi giorni. D.A., una 49enne albanese, è morta la notte del 4 febbraio per arresto cardiocircolatorio. La Procura ha aperto un fascicolo.

[ad#Adsense 200 x 200 Sport] Anche dopo la visita di controllo al pronto soccorso i disagi “ordinari” non si erano placati e la sera prima del decesso i figli, vedendo la donna molto sofferente, avevano richiesto l’intervento della guardia medica. Intorno alle 23 il medico, dopo aver visitato la donna, aveva richiesto anche l’intervento del 118. Ora il marito e i figli, di 22 e 26 anni, tutti operai nella zona, esigono chiarezza su questa morte inaspettata che li ha sconvolti.

Il legale della famiglia, Alessandro Bortoluzzi, in un esposto ha sottolineato “lo stretto nesso di causa tra l’intervento chirurgico e l’esito letale, in una donna che si è presentata all’intervento con un fisico giovane e forte”. Sulle basi di ciò che è stato ricostruito nell’esposto, il pm Giovanni Malvassoi ha formulato l’accusa di omicidio colposo a carico dei due medici che hanno avuto in cura la donna.

La Procura ha nominato medico legale il professor Arrigoni, che effettuerà l’autopsia questo fine settimana. La famiglia albanese nominerà un perito di parte e al termine delle indagini la salma sarà riportata in patria.

Mara Monfregola

[ad#Redazione 468 x 60 Notizie]