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BOLOGNA, 6 FEB. – Difficile pensare a due modi di essere scrittori e di vivere nella propria realtà più diversi di quelli di James Ellroy e Carlo Lucarelli. Il primo è uno scrittore di Los Angeles, sua madre è stata uccisa nel 1958, e in qualche modo questo deve aver segnato la sua vita se poi è diventato uno dei maggiori scrittori di noir della letteratura americana (/globale?). Di sicuro tra i più noti. Dai suoi romanzi sono stati tratti, tra gli altri, i film L.A. Confidential (classico con Kim Basinger e Kevin Spacey) e Black Dalia (recente filmetto con la bellissima Scarlett Johansson in versione retrò).

Il buon Carlo Lucarelli è certamente un ottimo scrittore di gialli e di attualità, ma al confronto sembra più un “poverino” (stile Pierino per intenderci), che scrive perché la gente si accorga di cosa ha intorno. Concetto che sfugge completamente a Ellroy, che rifugge dalla realtà come dalla scarlattina, che vive per lo più “sdraiato sul suo letto al buio”, almeno mentre è in fase di gestazione. Niente computer, niente tv, niente giornali (ma non è ora di smetterla con lo stereotipo dell’artista fuori dal mondo? Personalmente ci credo poco). Alla domanda di Lucarelli su come abbia fatto a scrivere una trilogia sulla storia degli Stati Uniti e del mondo (American Tabloid, Sei pezzi da mille e l’ultimo Il sangue è randagio), in cui l’ultimo descrive persino Haiti e la Repubblica Dominicana, Ellroy risponde che ha assunto una ricercatrice: “Il massimo di terzo mondo per me è la zona est di Los Angeles”. Figurarsi cosa poteva rispondere a “Per i suoi personaggi prende spunto da chi le sta intorno?”: “No, invento”.

Per la trilogia dice di aver preso spunto da “quel bellissimo libro che è Libra di Don DeLillo, a cui devo molto”. Mentre il suo punto di riferimento come scrittore non è nemmeno uno scrittore ma niente di meno che Beethoven, per aver portato la musica a un livello inimmaginabile, “E se è riuscito a migliorare sempre anche quando era ormai sordo come una campana perché non posso provarci anch’io?”. E annuncia di avere in mente una quadrilogia che porterà la letteratura a livelli mai visti prima. Perché “leggere i miei libri è un’esperienza esaltante, spirituale, una strada per il paradiso, anche più veloce se ognuno di voi compra 10 copie del mio romanzo!”

Eva Brugnettini

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