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	<title>BOLOGNA TG24 - QUOTIDIANO REGIONALE DELL&#039;EMILIA ROMAGNA &#187; Politica</title>
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	<description>Video e Notizie sulla città di Bologna e l&#039;Emilia Romagna</description>
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		<title>LA CASA AL COLOSSEO DI SCAJOLA RISTRUTTURATA CON I SOLDI DEI CONTRUIBUENTI</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 21:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Balducci]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Scajola]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Anemone]]></category>

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		<description><![CDATA[ PERUGIA, 14 LUG. – Non è  stata ristrutturata con il denaro di Diego Anemone, come si pensava  precedentemente, la casa dell’ex ministro Claudio Scajola, ma con i soldi dei  contribuenti. Tanto emerge dagli accertamenti effettuati nelle ultime settimane  proprio dagli investigatori delle Fiamme Gialle. Nel 2004 un’altra azienda del Gruppo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4049/4577946992_4ce13f936e_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong><span style="color: #99cc00;"> PERUGIA, 14 LUG.</span></strong><strong> – Non è  stata ristrutturata con il denaro di Diego Anemone, come si pensava  precedentemente, la casa dell’ex ministro Claudio Scajola, ma con i soldi dei  contribuenti. Tanto emerge dagli accertamenti effettuati nelle ultime settimane  proprio dagli investigatori delle Fiamme Gialle.<span id="more-7918"></span></strong> Nel 2004 un’altra azienda del Gruppo, la «Anemone di Anemone Dino», era  impegnata nel rifacimento della caserma Zignani destinata a diventare una delle  prestigiose sedi del Sisde, ora Aisi. I costi, inizialmente fissati in tre  milioni di euro, lieviteranno fino a portare nelle casse della società circa 12  milioni. Dal 10 ottobre di quell’anno il direttore del Dipartimento  tecnico-logistico del Sisde era proprio <strong>Pittorru</strong>. La Finanza ha acquisito  le fatture emesse per le ristrutturazioni degli appartamenti dello stesso  generale e di Scajola, le ha confrontate con gli atti acquisiti al Sisde. Poi ha  interrogato i responsabili delle ditte che se ne occuparono per sapere chi pagò  i conti. Tutto venne addebitato al Sisde come se quei lavori fossero stati  compiuti all’interno della Zignani. Ora bisognerà scoprire se fu Pittorru ad  autorizzare i mandati di pagamento, ma già si sa che sono stati utilizzati i  fondi riservati, che la legge destina esclusivamente agli 007.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Intanto la Procura della  Repubblica di Perugia ha avviato l’ascolto delle telefonate rimaste finora  segrete tra i componenti della “cricca” e i politici. </strong> Migliaia di conversazioni intercettate in oltre due anni di  indagine che riguardano gli affari legati agli appalti dei Grandi Eventi, ma  anche le nomine e gli accordi avvenuti all’interno delle strutture che hanno  gestito l’organizzazione del G8 a La Maddalena e poi a L’Aquila, i Mondiali di  Nuoto, le celebrazioni dei 150 dall’Unità d’Italia. E che potrebbero aggiungere  nuovi dettagli a quanto è stato scoperto negli ultimi mesi attraverso le  verifiche dei conti correnti degli indagati e i controlli effettuati sulle  ristrutturazioni compiute dalle ditte del costruttore Diego Anemone. L’ultima  informativa consegnata dalla Guardia di Finanza ai pubblici ministeri <strong>Sergio  Sottani</strong> e <strong>Alessia Tavarnesi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> E proprio per verificare se  nuovi elementi investigativi possano arrivare dalle telefonate rimaste finora  segrete che i pm hanno ordinato l’ascolto di tutti i nastri e la trascrizione di  quelli ritenuti utili all’inchiesta.</strong> I brogliacci trasmessi dai colleghi di Firenze danno conto di conversazioni  registrate sui telefoni di <strong>Angelo Balducci</strong>, di Diego Anemone e degli  altri indagati, compreso il capo della Protezione Civile <strong>Guido Bertolaso</strong>.  Ci sono vari contatti istituzionali e dunque con interlocutori di palazzo Chigi,  del ministero delle Infrastrutture e del Turismo coinvolti nell’organizzazione  dei Grandi Eventi, della Santa Sede. Ma ci sono anche colloqui privati tra  personaggi che sono entrati nell’inchiesta soltanto nelle ultime settimane. Al  termine di una prima verifica si era ritenuto che non ci fossero elementi  rilevanti, ma alla luce di quanto è emerso in seguito si è deciso di effettuare  una “rilettura” completa del materiale partendo proprio dalle sintesi contenute  nei registri compilati dai carabinieri del Ros.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;"> Davide De Stavola</span></strong></p>
<p><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
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		<title>NUOVA P3, NUOVE RIVELAZIONI SULLE PRESSIONI AL CSM E I SUMMIT IN AUTOGRILL</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 21:09:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Carbone]]></category>
		<category><![CDATA[P3]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[ ROMA, 14 LUG. – Spesso il  luogo di incontri della nuova P3 era l’autogrill del casello autostradale di  Roma Sud, dove Flavio Carboni e Arcangelo Martino discutevano di affari e di  politica. I carabinieri hanno trovato le loro facce nelle immagini del circuito  interno di video-sorveglianza. Il 3 febbraio scorso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4100/4793972065_41944d3509_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong><span style="color: #99cc00;"> ROMA, 14 LUG. </span></strong><strong>– Spesso il  luogo di incontri della nuova P3 era l’autogrill del casello autostradale di  Roma Sud, dove Flavio Carboni e Arcangelo Martino discutevano di affari e di  politica.<span id="more-7913"></span> I carabinieri hanno trovato le loro facce nelle immagini del circuito  interno di video-sorveglianza. Il 3 febbraio scorso, alle 19.22, Carboni e  Martino erano lì. </strong> Mentre chiacchieravano Carboni cercava di telefonare a Denis Verdini, aveva  fatto il numero ed era in attesa della risposta, e il registratore per le  intercettazioni ha captato la voce di Martino che chiedeva: “C’era anche lui  quando sei andato da Berlusconi?”. Il riferimento era probabilmente a Verdini,  mentre non si capisce a quale appuntamento col premier alludesse. Carboni non ha  replicato. Il telefono del coordinatore del Pdl ha continuato a squillare a  vuoto, e lui ha detto solo: “Stanno alla Camera, non mi risponde&#8230;. E non  insisto”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> In altre occasioni, invece,  l’imprenditore sardo e i suoi amici campani si sono rivelati molto insistenti.  Anche nel cercare contatti altolocati nel mondo della politica. Più su Verdini e  Dell’Utri che &#8211; secondo il rapporto dei carabinieri – “partecipano alle attività  di pianificazione ed esecutive relative ad alcune delle operazioni realizzate  dal gruppo”.</strong> Il 20 gennaio 2010, ad esempio, quando comincia “la  manovra di killeraggio politico” nei confronti del candidato del centrodestra  alla guida della Campania <strong>Caldoro</strong>, scelto al posto del sottosegretario <strong> Nicola Cosentino</strong>, Martino sollecita incontri e intreccia telefonate. Finché,  parlando con <strong>Pasquale Lombardi</strong> dice: “Io ho parlato con tutti e sto  aspettando un invito, perché devo andare a vedere probabilmente dopo, prima  dell’ufficio di direzione, che si fa alle otto, essa, essa, essa parla cù  Berlusconi, mo vediamo”. Lombardi chiede, riferendosi a Cosentino: “Ma Nicola sa  qualcosa di questo?”. E Martino: “Nicola sa tutto”. Sette giorni dopo Martino  dice a Cosentino, alludendo a Caldoro e alle abitudini sessuali che gli  vorrebbero affibbiare: “Vabbuò, togliamo a culattone, adesso parliamo”, e il  sottosegretario risponde; “D’accordissimo, questo è l’obiettivo principale, poi  tutto il resto è&#8230;”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Rispetto a tale inchiesta, il  presidente del Consiglio Berlusconi ha detto che si tratta di un polverone e per  questo motivo “non succede niente”.</strong> Intervenuto alla cena per i 30 anni di Capital, nel corso della quale è tornato  anche a difendere la legge sulle intercettazioni (“era doverosa”) e i contenuti  della manovra economica correttiva a proposito della quale ha ribadito la  necessità del voto di fiducia (“è un atto di coraggio, avremmo la migliore  finanziaria tra quelle approvate in Europa”), Berlusconi si è detto “sereno e  tranquillissimo”. Non solo: “Non state a leggere i titoli dei giornali.  Stamattina hanno parlato di P3&#8230;” ma sono “quattro sfigati pensionati” ha detto  riferendosi fra gli altri a Flavio Carbone. “Quattro sfigati pensionati che si  mettono insieme per cambiare l’Italia. Ma se non ci riesco io&#8230;”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;"> Davide De Stavola</span></strong></p>
<p><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
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		<title>DAI FAVORI A BERTOLASO E LUNARDI, AL FILO DIRETTO CON IL VATICANO. TUTTI I PARTICOLARI SULLA RETE CREATA DALLA ‘CRICCA’</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 13:50:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Appaltopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cricca]]></category>
		<category><![CDATA[Grandi Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Inchiesta G8]]></category>

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		<description><![CDATA[ PERUGIA, 6 LUG. – L’inchiesta sulla ‘Cricca’ sembra essere un pozzo senza fondo, dove si  trovano favori di ogni genere e se non bastasse quello che già è venuto fuori,  le nuove carte dell’inchiesta forniscono ulteriori particolari: ristrutturazioni  nelle case di politici e alti funzionari statali, argenti e vestiti dal valore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4100/4767977860_99de02d709_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong><span style="color: #99cc00;"> PERUGIA, 6 LUG.</span></strong><strong> –</strong> <strong>L’inchiesta sulla ‘Cricca’ sembra essere un pozzo senza fondo, dove si  trovano favori di ogni genere e se non bastasse quello che già è venuto fuori,  le nuove carte dell’inchiesta forniscono ulteriori particolari<span id="more-7729"></span>: ristrutturazioni  nelle case di politici e alti funzionari statali, argenti e vestiti dal valore  di almeno 8.000 euro regalati a prelati e personaggi del cinema in occasione del  Natale.</strong> Quanto emerge conferma sempre di più che la ‘cricca’ degli appalti  per i Grandi Eventi aveva creato una ‘rete’ fittissima di rapporti e favori, di  cui il provveditore alle opere pubbliche, <strong>Angelo Balducci</strong>, e  l’imprenditore <strong>Diego Anemone</strong> ( entrambi accusati di associazione per  delinquere e corruzione ) ne erano i <em>deus ex machina</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=5" width="120" height="600"></iframe></div></span>I due, secondo gli  ultimissimi riscontri, avrebbero instaurato un rapporto molto particolare sia  con Guido Bertolaso e che con l’ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi.  Di fronte ai magistrati il capo della Protezione Civile ha detto che la casa di  via Giulia gli fu procurata da Propaganda Fide</strong> attraverso “il mio amico <strong>Francesco Silvano</strong>, segretario del cardinale Sepe”.  Ed ecco la versione di <strong>Zampolini</strong>, già confermata dal proprietario  dell’appartamento <strong>Raffaele Curi</strong>: “Di Bertolaso ho sentito parlare la  prima volta quando Anemone mi disse che cercava un appartamento. Io l’ho aiutato  a trovarlo, era quello di via Giulia. Ho saputo dopo che la casa era per lui, me  lo disse lo stesso Curi. Se non sbaglio fu consegnato un acconto iniziale di  alcuni mesi. Diego mi diede i soldi in contanti, successivamente Curi si  rivolgeva a me per avere il pagamento dei canoni successivamente maturati tanto  che alla fine, a causa dei lunghi ritardi nei pagamenti, si è determinato a  risolvere il contratto. Mi sentivo responsabile anche del fatto che il canone,  per il contratto che avevo procacciato personalmente, non venisse pagato.  Ricordo che quando Diego mi disse che cercava l’appartamento era il 2005, 2006.  La seconda volta in cui ho incontrato Bertolaso è stato all’inaugurazione della  Maddalena”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> È confermano ancora una volta  il filo diretto che legava il costruttore agli ambienti del Vaticano e, in  particolare, a monsignor Francesco Camaldo, il cerimoniere di Sua Santità che  sarebbe riuscito a far assumere il nipote in una delle sue aziende.</strong> Nel fascicolo trasmesso al tribunale dei ministri dai pubblici ministeri <strong> Sergio Sottani</strong> e <strong>Alessia Tavarnesi</strong> viene ricostruito il presunto  “scambio” tra lo stesso Lunardi e il cardinale <strong>Crescenzio Sepe</strong>, all’epoca  presidente di Propaganda Fide: l’acquisto del palazzo di via dei Prefetti ad un  terzo del valore, concesso dalla Congregazione che poi ottenne un finanziamento  di 5 milioni di euro per il rifacimento della propria sede in piazza di Spagna.  Ma sono contenuti anche gli atti ufficiali dell’affare e, soprattutto, i verbali  di quelli che vengono ritenuti testimoni chiave per l’accusa. Primo fra tutti  l’architetto Angelo Zampolini. Nella relazione i due sostituti sottolineano di  avere a disposizione “gli elementi per procedere all’iscrizione nel registro  degli indagati per corruzione di Pietro Lunardi, in concorso con altri soggetti”  e, in particolare, con il cardinale Sepe.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> A parlare dei rapporti tra  Anemone e il Vaticano è l’autista tunisino Hidri Fathi Ben Laid. E sempre lui  racconta gli appuntamenti con la figlia di Lunardi</strong>:  “L’ho incontrata, più di una volta; una perché l’ho accompagnata presso  l’ufficio di Anemone, un’altra le ho consegnato una busta: non so bene che cosa  contenesse, dalla raccomandazione ricevuta da Anemone nella circostanza ho  pensato che ci fosse un assegno”. Poi affronta il capitolo che riguarda i  prelati. E dichiara: “Andai molte volte da don <strong>Evaldo Biasini</strong> e ho  consegnato e ricevuto buste con soldi. Non so a che titolo succedesse. Don  Evaldo era uno di famiglia per Anemone&#8230; Anemone conosceva tutti, aveva  conoscenze anche in Vaticano. Tra i tanti monsignori anche monsignor Camaldo il  cui nipote lavorava presso Anemone. A tutti loro portavo regali di Natale,  argenti, vestiti: tutti regali che acquistavano presso il negozio Anatriello che  adesso si è spostato verso via Frattina. Quando ritiravo i pacchi a volte  pagavo. Assegni o contanti, erano cifre nell’ordine di 8 o 10.000 euro.  Recapitavo regali per tutti: attori, registi, politici, preti”. Agli atti  dell’inchiesta sono state acquisite le telefonate intercettate nel 2006 per  ordine del giudice di Potenza tra Camaldo e Anemone relative anche ad un  prestito di 250.000 euro che l’alto prelato ottenne da Balducci. L’autista  ricorda poi i viaggi in Tunisia effettuati con l’allora Provveditore: “Quando  andavo lì una volta c’era la moglie, le altre eravamo solo io e lui. Una volta è  venuto Anemone. Balducci mi portava anche per fargli da interprete ma non so che  cosa facesse per lavoro lì”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;"> Davide De Stavola</span></strong></p>
<p><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
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		<title>MAFIA, SETTE ANNI PER MARCELLO DELL&#8217;UTRI, TRAMITE DI COSA NOSTRA DA PALERMO E MILANO</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 16:39:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Dell'Utri]]></category>

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		<description><![CDATA[ PALERMO, 29 GIU. &#8211;  Sette anni di reclusione e il risarcimento di 7mila euro  per le spese sostenute dal Comune e dalla Provincia: questa la sentenza della  corte d&#8217;appello di Palermo, presieduta dal giudice Claudio Dall&#8217;Acqua, nei  confronti di Marcello Dell&#8217;Utri, senatore per il Pdl e cofondatore del partito  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4141/4745455285_62f161bf8a_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;">PALERMO, 29 GIU.</span> &#8211; </span></strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Sette anni di reclusione e il risarcimento di 7mila euro  per le spese sostenute dal Comune e dalla Provincia: questa la sentenza della <strong> corte d&#8217;appello di Palermo, presieduta dal giudice Claudio Dall&#8217;Acqua<span id="more-7427"></span>, nei  confronti di Marcello Dell&#8217;Utri, senatore per il Pdl e cofondatore del partito  di Forza Italia</strong>. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La pena è stata confermata oggi dopo sei giorni di camera  di consiglio. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La condanna riguarda il reato di concorso esterno in  associazione mafiosa: è stato infatti provato che Dell&#8217;Utri era <strong>strettamente  legato a Cosa Nostra, tramite Stefano Bontade prima, e mediante gli uomini di  Totò Riina e Bernardo Provenzano dopo il 1980;</strong> una collaborazione palesata  dall&#8217;assunzione, nel 1974, di <strong>Vittorio Mangano</strong> con il ruolo ufficiale di  “stalliere” nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi; in realtà, il ruolo di  Mangano, uomo di Pippo Calò e condannato per duplice omicidio, era di <strong> garantire protezione a Dell&#8217;Utri e Berlusconi durante il periodo dei sequestri</strong>. </span><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il senatore è stato invece assolto per “le condotte  successive al 1992, perché <strong>il fatto non sussiste</strong>”, lasciando così in  sospeso il giudizio su un eventuale coinvolgimento di Dell&#8217;Utri nella trattativa  fra Stato e Mafia, nonostante le dichiarazioni di <strong>Gaspare Spatuzza, Nino  Giuffrè ed altri collaboratori di giustizia,</strong> e  la moltitudine di prove  documentate rilevate proprio su quel periodo dell&#8217;attività di Dell&#8217;Utri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Si dichiara “deluso” il <strong> procuratore generale Antonino Gatto</strong>, che aveva chiesto un pena di undici  anni, e che aveva lanciato un accorato appello ai giudici prima del consiglio: “<strong>E&#8217;  il potere a essere giudicato</strong> (…) </span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Voi potete contribuire alla costruzione di un gradino,  salito il quale forse, e ripeto forse, si potranno percorrere altri scalini che  potranno fare accertare le responsabilità che hanno insanguinato il nostro  Paese. Oppure lo potete distruggere, questo gradino”. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">“Ritengo che l’aspetto politico era la parte della vicenda  sulla quale l’accusa aveva quagliato meglio”, afferma Gatto, che attende di  conoscere le motivazioni che hanno spinto la corte d&#8217;appello a non considerare i  reati commessi dopo il 1992, e non esclude la <strong>possibilità di ulteriori  indagini</strong> riguardo al ruolo del senatore durante la stagione politica, vale a  dire dopo la fondazione del partito di Forza Italia.</span><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">“Cercherò il procuratore Gatto e gli farò le condoglianze”,  scherza Dell&#8217;Utri, nella conferenza stampa rilasciata questa mattina a Milano; <strong>definisce “pilatesca” la sentenza della corte di Palermo: “</strong>Hanno dato un  contentino alla procura palermitana e una grossa soddisfazione all&#8217;imputato,  perché hanno escluso tutto ciò che riguarda le ipotesi dal 1992 in poi”. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Attende “con fiducia” la Cassazione e cita anche i fratelli  Karamazov parlando di Vittorio Mangano, che, ribadisce il senatore, si comportò  come un eroe: “Era una persona in carcere, ammalata, invitata più volte a  parlare di Berlusconi e di me e si è sempre rifiutato di farlo. Se si fosse  inventato qualsiasi cosa gli avrebbero creduto. Ma ha preferito stare in  carcere, morire, che accusare ingiustamente. <strong>E&#8217; stato il mio eroe.</strong> Io non  so se avrei resistito a quello a cui ha resistito lui”.</span></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Diletta Sarzanini</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">
<table cellpadding="0" cellspacing="1" width="600" height="19">
<tr>
<td width="300" height="19"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div></td>
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</tr>
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		<item>
		<title>MONDIALI SUDAFRICA 2010: CALDEROLI ATTACCA GLI AZZURRI “RIDICOLI”</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 14:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali Sudafrica 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 25 giugno &#8211; Non vedeva l’ ora il ministro Calderoni di ricevere questo delizioso quanto amaro assist di Lippi per mettere la palla in rete e regalare agli italiani altre ‘perle di saggezza’. 
Dopo l’ uscita dell’ Italia dal mondiale, il ministro della Lega commenta : “Che vergogna. Semplicemente ridicoli. Pagati milioni, gambe di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3329/4576978452_4c67686cba_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><span style="color: #99cc00;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; text-transform: uppercase;">Roma, 25 giugno</span></strong></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> &#8211; </span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Non vedeva l’ ora il ministro Calderoni di ricevere questo delizioso quanto amaro assist di Lippi per mettere la palla in rete e regalare agli italiani altre ‘perle di saggezza’.<span id="more-7310"></span> </span><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Dopo l’ uscita dell’ Italia dal mondiale, il ministro della Lega commenta : “<span style="color: black;">Che <strong>vergogna</strong>. Semplicemente ridicoli. Pagati milioni, gambe di gelatina e fiato corto. Con questa sconfitta si conclude indecorosamente questa via crucis della nazionale, il cui epilogo era comunque scontato. Questa prematura eliminazione non è altro che il risultato di una demenziale <strong>politica sportiva</strong>, che ha portato alla cancellazione dei nostri vivai e che ha fatto sì che a vincere il campionato e la coppa Italia, oltre che la Champions League, sia una squadra che di nostrano non ha neppure l&#8217;allenatore”. </span></span><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">Analisi corretta, ma c’è da chiedersi se l’Italia non abbia di demenziale solo la politica sportiva o sia semplicemente anche una questione di politica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Ilaria de Lillo</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<table cellpadding="0" cellspacing="1" width="600" height="19">
<tr>
<td width="300" height="19"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div></td>
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		<title>INCHIESTA G8, DANNO ALL’IMMAGINE PER LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO</title>
		<link>http://www.bolognatg24.it/politica/2010/06/15/6737/inchiesta-g8-danno-all%e2%80%99immagine-per-la-presidenza-del-consiglio/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 21:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Denis Verdini]]></category>
		<category><![CDATA[Inchiesta G8]]></category>

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		<description><![CDATA[
ROMA, 15 GIU. &#8211; Nel fascicolo aperto dalla Procura di Roma,  riguardo all&#8217;inchiesta sull&#8217;appalto della scuola marescialli di Firenze,  risultano indagate per concorso in corruzione sette persone, tra cui l&#8217;ex  presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci e il  coordinatore del Pdl Denis Verdini. 
Indagati anche il presidente del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4023/4582494085_3db79f64d1_o.jpg" alt="" width="600" height="200" /><span style="color: #99cc00;"><strong></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong>ROMA, 15 GIU.</strong></span> &#8211; Nel fascicolo aperto dalla Procura di Roma,  riguardo all&#8217;inchiesta sull&#8217;appalto della scuola marescialli di Firenze,  risultano <strong>indagate per concorso in corruzione sette persone</strong>, tra cui l&#8217;ex  presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci e il  coordinatore del Pdl Denis Verdini. <span id="more-6737"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Indagati anche il presidente del consiglio  dei lavori pubblici della Toscana, Fabio De Santis, l&#8217;imprenditore Francesco  Maria De Vito Piscicelli, l&#8217;avvocato Guido Cerruti e i due imprenditori Roberto  Bartolomei e Riccardo Fusi. Restano in carcere<strong> </strong>Balducci e De Santis,  arrestati nell&#8217;ambito<strong> </strong>dell&#8217;inchiesta sull&#8217;appalto Scuola marescialli a  Firenze. Intanto, l&#8217;Avvocato dello stato, Massimo Giannuzzi,<strong> </strong>rende noto  che<strong> la presidenza del Consiglio chiederà di costituirsi parte civile,</strong> <strong> per danno all&#8217;immagine</strong>, nel processo che si è aperto oggi a Firenze, per  l&#8217;appalto della scuola Marescialli dei carabinieri.<script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong>Cristina Reggini</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<table cellpadding="0" cellspacing="1" width="600" height="19">
<tr>
<td width="300" height="19"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div></td>
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</tr>
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		<item>
		<title>INTERCETTAZIONI, IL GOVERNO HA PAURA DEL DIBATTITO PARLAMENTARE E METTE LA FIDUCIA SUL DDL BAVAGLIO</title>
		<link>http://www.bolognatg24.it/politica/2010/06/10/6460/intercettazioni-il-governo-ha-paura-del-dibattito-parlamentare-e-mette-la-fiducia-sul-ddl-bavaglio/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 13:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ddl intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia governo]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Bavaglio]]></category>

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		<description><![CDATA[
ROMA, 10 GIU. - Il Senato della Repubblica Italiana da il via libera al ddl sulle intercettazioni. La decisione era scontata dopo che il governo aveva deciso di porre la fiducia. Fiducia che provoca le dure proteste dell’opposizione. Ovviamente, in quest’ultima non includiamo il partito capeggiato dalla “bandieruola” Casini. 
Il Pd esce dall’aula al momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://farm2.static.flickr.com/1307/4688155812_41204ddf16_o.jpg" alt="" width="600" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>ROMA, 10 GIU. </strong></span>- Il <strong>Senato della Repubblica Italiana</strong> da il via libera al ddl sulle intercettazioni. La decisione era scontata dopo che il governo aveva deciso di porre la fiducia. Fiducia che provoca le dure proteste dell’opposizione. Ovviamente, in quest’ultima non includiamo il partito capeggiato dalla “bandieruola” <strong>Casini</strong>.<span id="more-6460"></span> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il <strong>Pd </strong>esce dall’aula al momento della votazione. I senatori dell’<strong>Idv</strong> hanno invece occupato a lungo i banchi del governo. Il presidente <strong>Renato Schifani </strong>alla fine conterà 164 sì, 25 no. Esulta la maggioranza che, per bocca del capogruppo <strong>Maurizio Gasparri</strong>, si dice &#8220;orgogliosa&#8221; di questa legge. Noi ci permettiamo di essere orgogliosi del fatto che Gasparri sia orgoglioso di questa legge.</span></p>
<p><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=5" width="120" height="600"></iframe></div><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Già dalla prima mattinata si era capito che in aula sarebbe stata bagarre. I senatori dell’Italia dei Valori, dopo aver passato la notte a <strong>Palazzo Madama</strong>, salgono sulle barricate e occupano, tricolore nel taschino della giacca, i banchi del governo. &#8220;Siamo disposti a fare di tutto per impedire questa schifezza&#8221; tuona <strong>Felice Belisario</strong>. Poi tocca a <strong>Di Pietro</strong> che grida alla &#8220;resistenza permanente&#8221; e si appella al capo dello Stato &#8220;perché difenda la <strong>Costituzione</strong>&#8220;. Fuori, invece, cresce la mobilitazione del Popolo Viola.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Sono le 11 quando, dopo essere stati richiamati per tre volte dal presidente Renato Schifani, i senatori Idv vengono espulsi dall’aula. Seguono alcuni interventi. Il clima è infuocato e si infiamma ancora di più quando a parlare è <strong>Anna Finocchiaro</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Oggi è avvenuto “<strong>il massacro della libertà</strong>”, dice la Finocchiaro. Aggiungendo: “Il Pd non parteciperà al voto. Questa legge non tutela la privacy dei soggetti ma i criminali, uccide la libertà di informazione e limita i mezzi a disposizione degli investigatori per individuare e punire i colpevoli&#8221;. Chiude tra gli applausi dei suoi, la Finocchiaro. Che, con un cenno della mano, fa uscire tutti i senatori democratici. Insieme incontreranno una delegazione della <strong>Fnsi </strong>e del <strong>popolo viola</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">L’abbandono dell’aula fa dire a Maurizio Gasparri: “Non siete democratici&#8221;. &#8220;La sinistra in italia non cambia mai&#8221; rincara il ministro per i beni culturali, <strong>Sandro Bondi</strong>. Ed è ancora Gasparri a difendere una legge fortemente voluta dal premier: &#8220;Siamo orgogliosi di votarla dopo aver applicato al suo interno quella democrazia che voi ignorate e calpestate&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Sorge spontanea la domanda: Gasparri e Bondi sono le stesse persone che da più di un decennio sostengono un Presidente del consiglio che calpesta i valori costituzionali e che, giusto ieri, ha dichiarato che governare seguendo la costituzione è un inferno?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Intanto, Di Pietro annuncia un referendum abrogativo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il provvedimento dovrà ora tornare alla camera per la sua terza lettura, dove <strong>Berlusconi</strong> ha affermato che non potrà più essere modificato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Ci chiediamo dove sia quel presidente che qualche settimana fa si è esibito davanti alle telecamere mettendo in atto un show mediatico dal dubbio gusto? </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Presidente Fini</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">, a cosa serve il parlamento se non a migliorare eventualmente i disegni di legge?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Oggi, abbiamo la conferma più che mai di quello che sapevamo già.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Fini, si vende per un piatto di lenticchie. L’opposizione è tramortita e non riesce a sfruttare le malefatte del governo per far crescere il proprio consenso presso la società civile. Infine, siamo governati da un uomo che finalmente ci ha fatto comprendere il significato di quelle parole pronunciate da <strong>Veronica Lario</strong>: “Ha bisogno di aiuto”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Purtroppo, aggiungiamo, che quelli che hanno più bisogno di aiuto sono i cittadini italiani. Hanno bisogno di una classe dirigente, che attualmente non esiste, che li guidi fuori da un quasi ventennio distruttivo da tutti i punti vista.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>Simone Luca Reale</strong></span><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">
<table cellpadding="0" cellspacing="1" width="600" height="19">
<tr>
<td width="300" height="19"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div></td>
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</tr>
</table>
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		<item>
		<title>LISTA ANEMONE, SPUNTA IL NOME DI DI PIETRO. IL LEADER IDV “DEPISTAGGIO MEDIATICO”</title>
		<link>http://www.bolognatg24.it/politica/2010/06/03/5897/lista-anemone-spunta-il-nome-di-di-pietro-il-leader-idv-depistaggio-mediatico/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 16:51:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[: Antonio Di Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Zampolini]]></category>
		<category><![CDATA[Appaltopoli]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta Grandi Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[ BOLOGNA, 3 GIU. &#8211;  La bufera scatenatasi a seguito del ritrovamento della  lista di Diego Anemone continua ad interssare politici e personalità  rilevanti del panorama italiano, generando una situazione già denominata “Tangentopoli  2”. L&#8217;ultimo onorevole investito dall&#8217;ondata  della corruzione è il leader dell&#8217;Italia dei Valori Antonio Di Pietro,  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm2.static.flickr.com/1378/4608695239_0e46e46e49_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /> BOLOGNA, 3 GIU.</span> &#8211; </strong> La bufera scatenatasi a seguito del ritrovamento della  lista di <strong>Diego Anemone</strong> continua ad interssare politici e personalità  rilevanti del panorama italiano, generando una situazione già denominata “<strong>Tangentopoli  2”. </strong><strong><span style="color: #99cc00;"><span id="more-5897"></span></span></strong><strong>L&#8217;ultimo onorevole investito dall&#8217;ondata  della corruzione è il leader dell&#8217;Italia dei Valori Antonio Di Pietro</strong>,  il cui nome è stato fatto dall&#8217;<strong>architetto della “cricca” di Anemone Angelo  Zampolini </strong>(arrestato a febbraio per corruzione), presentatosi spontaneamente  davanti ai magistrati perugini.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel verbale risulta che l&#8217;ex pm di Mani Pulite avrebbe  usufruito di due appartamenti, concessi da <strong>Propaganda Fide </strong>(l&#8217;agenzia  immobiliare del Vaticano che forniva gli appartamenti che venivano  sistematicamente ristrutturati dalla ditta di Anemone) a prezzi stracciati,  grazie alla mediazione dello stesso Anemone e dell&#8217;<strong>ex Presidente del  Consiglio dei Lavori Pubblici Angelo Balducci</strong>, nei quali avrebbero abitato <strong>sua figlia Anna </strong>e <strong>il tesoriere Idv Susanna Mura.</strong></p>
<p><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=5" width="120" height="600"></iframe></div><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script>
<p style="text-align: justify;">Immediata la reazione dell&#8217;opinione pubblica, che si sfoga  sul blog dello stesso Di Pietro: “crollo di un mito”, “come tutti gli altri”  sono i commenti degli internauti, adirati e sbigottiti per le dichiarazioni di  Zampolini. Altrettanto veloce la risposta del leader Idv, che, in un lunghissimo  post dal titolo emblematico (<strong><em>Male non fare, paura non avere</em></strong><em>) </em>per dimostra la propria estraneità ai fatti, allegando atti e documenti  legali. L&#8217;intenzione di Di Pietro è di “riaffermare con forza che non è proprio  vero – nel senso materiale del termine &#8211; quanto affermato da Zampolini, al quale  evidentemente qualcuno ha propinato false informazioni per mettere tutti nello  stesso calderone”: è appunto questa la tesi dell&#8217;ex pm, cioè un “puro  depistaggio mediatico”. Oltre a Di Pietro, infatti,  Zampolini ha tirato in  ballo altri esponenti della sinistra, cioè <strong>Romano Prodi, Walter Veltroni e  Francesco Rutelli.</strong> Come afferma a Marco Lillo de <em>Il Fatto, </em>“non è  sospetto che Zampolini, dopo avere detto cose gravissime su Scajola, Bertolaso e  altri politici di centrodestra, improvvisamente torni dai pm dopo 4 giorni per  mettere a verbale tre nomi dell&#8217;opposizione: Di Pietro, Veltroni e Prodi?”.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre gli altri due ex esponenti della sinistra italiana  confermano l&#8217;intenzione di rispondere alle accuse lanciate da Zampolini mediante  i loro legali, Di Pietro si dichiara “ben felice” di dimostrare ai pm di Perugia  e Firenze (cioè quelli impegnati nell&#8217;indagine sui grandi eventi, ai quali ha  subito chiesto di essere ascoltato) e all&#8217;opinione pubblica la sua versione dei  fatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la sua preoccupazione è un&#8217;altra, vale a dire le  eventuali “rivelazioni ad orologeria”, come le definisce in un&#8217;intervista  rilasciata a Giovanna Casadio di <em>Repubblica.<strong> </strong></em>Quel che è certo è  che la notizia del suo coinvolgimento nei loschi affari della cricca è stato  pubblicato su tutti i quotidiani nazionali, che “dedicano pagine,  approfondimenti e commenti da parte di politici condannati in via definitiva”  nonostante la non ufficialità dei fatti, che devono ancora essere confermati e  dimostrati: fortemente polemico, il suo ultimo post punta il dito contro  l&#8217;informazione politicizzata, ribadendo che “<strong>la responsabilità va ricondotta sia a chi dirige questi giornali</strong>,  sia a chi dirige i direttori dei giornali “<strong>chi dirige questi giornali</strong>, sia a chi dirige i  direttori dei giornali”. Informa inoltre di essere in procinto di stendere una  querela per diffamazione e calunnia, alla quale l&#8217;architetto Zampolini dovrà  rispondere.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><em> Diletta Sarzanini</em></span></p>
<p>﻿
<p style="text-align: justify;">
<table cellpadding="0" cellspacing="1" width="600" height="19">
<tr>
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		<title>BERLUSCONI INTERVIENE A BALLARÒ E RIATTACCA IL TELEFONO</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 15:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ballarò]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA, 3 GIU. &#8211; Durante la  trasmissione di Giovanni Floris su Raitre di martedì scorso, il presidente del  Consiglio, Silvio Berlusconi, interrompe tramite una telefonata i due  ospiti della serata Massimo Giannini (vicedirettore di Repubblica) e Nando  Pagnoncelli (Ipsos) accusandoli di fornire sondaggi falsi riguardo  l’apprezzamento degli italiani nei confronti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="Corpo" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2762/4398381051_c6e0ecc829_m.jpg" alt="" width="190" height="130" />ROMA, 3 GIU.</strong></span> &#8211; Durante la  trasmissione di Giovanni Floris su Raitre di martedì scorso, il presidente del  Consiglio, <strong>Silvio Berlusconi</strong>, interrompe tramite una telefonata i due  ospiti della serata Massimo Giannini (vicedirettore di Repubblica) e Nando  Pagnoncelli (Ipsos) accusandoli di fornire <strong>sondaggi falsi</strong><span id="more-5880"></span> riguardo  l’apprezzamento degli italiani nei confronti del suo governo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">&#8220;Sono sondaggi fasulli, ho in  mano un sondaggio di Euromedia che dice che il 62% degli italiani sta col  presidente del Consiglio e il mio governo ha un gradimento del 50%. Tanto vi  dovevo perché non è accettabile sentire in una Tv di Stato certe menzogne&#8221;, così  il premier denuncia le affermazioni emerse nella puntata di Ballarò prima di <strong> riagganciare il telefono</strong>, senza lasciare alcuna parola agli accusati. Il  direttore Floris, alibito dal comportamento del Presidente, conclude l’accaduto  dichiarando: “Ciò che veramente è inaccettabile in una televisione di Stato è  che si inizi un dialogo ma poi si insulti e si butti giù il telefono prima che  arrivi la risposta”. </span><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Fabio Conti</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<table cellpadding="0" cellspacing="1" width="600" height="19">
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		<title>INCONTRO TRA SCUOLA E POLITICA: FINI DOCET</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 17:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>

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		<description><![CDATA[BOLOGNA, 31 MAGGIO - Il presidente della Camera Gianfranco  Fini, insieme al presidente del senato Schifani, sono stati i volti del progetto  “Lezioni di costituzione: dalle aule parlamentari, alle aule di scuola”, un  innovativo programma dedicato ai giovani, che punta ad accorciare la sempre più  profonda, recente distanza tra lo studente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4008/4576895420_1de6cf4f13_o.jpg" alt="" width="190" height="130" />BOLOGNA, 31 MAGGIO</strong></span> <span style="color: #ffffff;">- Il presidente della Camera Gianfranco  Fini, insieme al presidente del senato Schifani, sono stati i volti del progetto  “Lezioni di costituzione: dalle aule parlamentari, alle aule di scuola”, un  innovativo programma dedicato ai giovani, che punta ad accorciare la sempre più  profonda, recente distanza tra lo studente e la politica.<span id="more-5666"></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span class="apple-style-span"> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">«Oggi non  c&#8217;è una dittatura che ci minaccia, ma ci sono altre insidie. La Costituzione  contiene comunque gli antidoti per combattere questi rischi», Fini punta a  fornire ai ragazzi dell’ultimo anno di liceo che assistono al suo discorso  dall’aula di Montecitorio, un’immagine più fresca e dinamica della politica di  oggi, a farsi portatore del messaggio secondo cui ognuno di noi è coinvolto in  prima persona nell’azione politica, e ha il diritto e il dovere di conoscerla  fino in fondo, per poter rivolgersi ad essa non come spettatore, ma con l’occhio  critico e costruttivo di chi sa come leggere il problema, e sa impegnarsi per  far sì che venga risolto.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=5" width="120" height="600"></iframe></div><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span class="apple-style-span"> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Bisogna  guardare alla Costituizione “non come un testo sacro, o un totem polveroso e  intoccabile, ma come un codice aperto di convivenza civile che tutti possiamo e  dobbiamo migliorare”.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span class="apple-style-span"> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Ambizioso lo  sforzo nell’esortare i giovani a una maggiore partecipazione politica,  accentuato dalle scuole di tutta Italia che hanno proposto agli studenti di  realizzare una tesi sul valore della Costituzione. I lavori sono stati poi  sottoposti all’attenzione di Gianfranco Fini per essere scelti e premiati  durante l’incontro di questa mattina.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span class="apple-style-span"> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Quasi a  voler sottintendere che la vera minaccia di oggi è rappresentata dalla grande  indifferenza e dal disimpegno che le generazioni in erba vivono nei confronti  della politica, perché “non c’è nessuna dittatura, ma ci sono numerose insidie a  cui far fronte, e la Costituzione contiene tutti gli antidoti per combattere  questi rischi”.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span class="apple-style-span"> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">“Come i  classici della letteratura, che non finiscono mai di dirci quello che vogliono  dire”, ha detto Fini, citando Calvino, “la nostra Costituzione è sempre viva e  attualissima e risponde a tanti interrogativi del nostro tempo”.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span class="apple-style-span"> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">È seguito  l’ammonimento ai “ventenni in famiglia”, quel fascio grigio di giovani in balia  della disoccupazione e delle difficoltà sociali ed economiche di quest’epoca,  quel pezzetto di generazione rassegnato alla mancanza d’opportunità. Non è  sicuramente questo il modo giusto per affrontare la crisi, ma poco ci rincuorano  in realtà, le parole di Fini, secondo cui “il nostro è un paese con un passato  difficile e stiamo vivendo un momento pieno di incognite, ma grazie alla  costituzione valori importanti per superare tutto questo si sono radicati”.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span class="apple-style-span"> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Ci vorrà ben  altro che la Costituzione a risollevare le coscienze di questa generazione.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="apple-style-span"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;"><strong><span style="color: #99cc00;">Fabiana Palano</span></strong><br />
</span></span></p>
<table style="height: 19px;" cellspacing="1" cellpadding="0" width="600">
<tbody>
<tr>
<td width="300" height="19"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div></td>
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</tr>
</tbody>
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