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	<title>BOLOGNA TG24 - QUOTIDIANO REGIONALE DELL&#039;EMILIA ROMAGNA &#187; Cronaca</title>
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	<description>Video e Notizie sulla città di Bologna e l&#039;Emilia Romagna</description>
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		<title>LA NDRANGHETA CHE CAMBIA PELLE. SI FA MAFIA PER GESTIRE MEGLIO GLI AFFARI AL NORD</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 21:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ ROMA, 14 LUG. – L’omicidio di  Carmelo Novella ( detto compare Nuzzo ), avvenuto il 14 luglio 2008 in un bar di  San Vittore Olona, certificò la vera e propria mutazione genetica della  ‘ndrangheta. Sembrava il risultato di una faida legata agli appalti nell’edilizia, invece  Novella aveva detto in giro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4099/4790972856_800eac2abf_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong><span style="color: #99cc00;"> ROMA, 14 LUG.</span></strong><strong> – L’omicidio di  Carmelo Novella ( detto compare Nuzzo ), avvenuto il 14 luglio 2008 in un bar di  San Vittore Olona, certificò la vera e propria mutazione genetica della  ‘ndrangheta.<span id="more-7922"></span></strong> Sembrava il risultato di una faida legata agli appalti nell’edilizia, invece  Novella aveva detto in giro che “la Lombardia” &#8211; le ‘ndrine trapiantate al Nord  &#8211; avrebbero potuto “fare da soli”, senza i clan calabresi. La volontà di  allontanarsi dalla terra madre è costata a Novella la morte e ha avuto come  conseguenza la nomina di un altro calabrese, <strong>Giuseppe Neri</strong>, come uomo del  raccordo tra il Nord danaroso e il Sud antico e sanguinario.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Nell’inchiesta ribattezzata  “Il Crimine”, questo episodio rappresenta uno degli episodi cardine. Nei  fascicoli dei procuratori Ilda Boccassini e Giuseppe Pignatone sono entrati  anche due filmati senza precedenti.</strong> Il più clamoroso è stato registrato a Paderno Dugnano, in un centro intitolato  ai giudici <strong>Giovanni Falcone</strong> e <strong>Paolo Borsellino</strong>. Per alzata di  mano, e all’unanimità, è stato scelto, dai vertici dei clan calabresi del Nord  tutti riuniti, il “mastro generale”, e cioè <strong>Pasquale Zappia</strong>. L’altro  filmato è stato girato in Aspromonte, alla Madonna dei Polsi, dove si sono  riuniti i boss calabresi. Senza l’aiuto di pentiti, sono stati documentati circa  quaranta incontri. E da quanto raccontano i documenti redatti dai carabinieri e  dalla polizia, è stata fatta una fondamentale scoperta. La ‘ndrangheta sinora  non era mai stata considerata come una struttura unitaria e, invece, sono emersi  i tre mandamenti della ‘ndrangheta in Calabria, con un organo di vertice che  prende le decisioni o le ratifica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Sottoposta alla “cupola”  calabrese c’è “La Lombardia”, cioè la federazione dei gruppi trapiantati al  Nord, con una camera di controllo deputata al raccordo tra le strutture lombarde  e calabresi. Una struttura unitaria e, ovviamente, i clan al Nord avevano in  mente di prendersi qualche buon appalto per l’Expo.</strong> Non ci sono riusciti per il fallimento della “Perego General contractor srl”:  una ditta di rilievo dove <strong>Salvatore Strangio</strong>, espressione della famiglia  Pelle, soprannominata “Gambazza”, faceva il bello e cattivo tempo, per favorire  varie imprese controllate dagli affiliati lombardi. Ne sono stati individuati  ben 160, ma i boss si dicono che hanno circa 500 unità. Secondo i pm Boccassini  e Pignatone dal Duemila in poi la ‘ndrangheta si è trasformata in “mafia  imprenditrice”. Ci sono i criminali, ma accanto a loro affiliati lombardi,  spesso senza problemi con la giustizia, com’è il caso di un alto funzionario  della sanità lombarda. L’inchiesta sembra riguardare anche il recente voto in  Lombardia. Inoltre, da una lavanderia nel centro commerciale di Siderno, gestita  dal boss <strong>Giuseppe Commisso</strong>, si è arrivati a nove locali individuati a  Toronto e uno a Thunder Bay, controllati dalla provincia di Reggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;">Davide De Stavola</span></strong></p>
<p><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
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		<title>NDRANGHETA, BATTAGLIA POLITICA TRA CLAN PER CONQUISTARE LA LIGURIA</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 08:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GENOVA, 14 LUGLIO &#8211; &#8220;La stiamo appoggiando noialtri&#8230; ci impegniamo noi  contro la volontà di compare Mimmo Gangemi che abbiamo avuto una discussione&#8230;.  Che ha voluto appoggiare a un (inc) che e&#8217; un finanziere, uno sbirro&#8230; cinque  anni fa ha detto lui che e&#8217; sbirro questo qua, che e&#8217; un infame&#8230; che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4099/4790972856_800eac2abf_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong><span style="color: #99cc00;">GENOVA, 14 LUGLIO</span></strong> &#8211; &#8220;La stiamo appoggiando noialtri&#8230; ci impegniamo noi  contro la volontà di compare Mimmo Gangemi che abbiamo avuto una discussione&#8230;.  Che ha voluto appoggiare a un (inc) che e&#8217; un finanziere, uno sbirro&#8230; cinque  anni fa ha detto lui che e&#8217; sbirro questo qua, che e&#8217; un infame&#8230; che questo<span id="more-7864"></span>&#8230;  adesso ha voluto appoggiare a Monteleone lui&#8230; lo potete appoggiare&#8230; uno vale  l&#8217;altro, appoggiamo a Monteleone&#8230; adesso questo gli ha promesso un posto di  lavoro al genero e voleva appoggiare a questo qua&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; questa l&#8217;intercettazione telefonica madre inclusa nella  maxi ordinanza messa a punto dai gip di Reggio Calabria e Milano che ha  decapitato con 304 arresti un’organizzazione malavitosa calabrese operante su  tutto il territorio nazionale che lambisce anche la Liguria. Chi parla e&#8217;  Domenico &#8220;Mimmo&#8221; Belcastro, 48 anni, imprenditore calabrese, considerato dalla  Dia un leader emergente della &#8216;ndrangheta a Genova. Sta avendo una conversazione  con Giuseppe Commisso, lo storico boss calabrese, suo referente. E parla del  leader &#8216;ndranghetuso genovese, Domenico &#8220;Mimmo&#8221; Gangemi, di 64 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle sue parole fa capolino il nome di Monteleone, Rosario  Monteleone, presidente del Consiglio regionale ligure, rappresentante dell&#8217;Udc,  ex dc con varie cariche amministrative nel suo passato di politico di  professione. La battaglia tra Mimmo Belcastro e Mimmo Gangemi si gioca proprio  sulla decisione dell&#8217;appoggio politico. Belcastro, originario di Siderno,  ritiene di dovere dare il proprio appoggio per le regionali alla figlia di  Vincenzo Moio, 51 anni, originario di Taurianova, residente a Camporosso, in  provincia di Imperia, imprenditore edile ed ex vice sindaco di Ventimiglia con  la maglia del Pdl. La telefonata risale al 4 marzo del 2010, alla vigilia della  tornata elettorale. &#8220;Stiamo appoggiando ad uno, voi sapete che e&#8217; questo che lui  veniva sempre a Siderno e vi conosce&#8230; quel Moio ve lo ricordate voi? Che e&#8217; un  amico che si impegna&#8230; e adesso sta candidando la figlia e l&#8217;appoggiamo  noi&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Commisso chiede a Belcastro se all’interno del gotha della  &#8216;ndrangheta genovese sia stata fatta una votazione. Belcastro assicura: &#8220;No!&#8221;. E  aggiunge: &#8220;(Gangemi, ndr) Se ne e&#8217; andato a Ventimiglia lui a chiamare persone  ad uno ad un altro la&#8217;&#8230; invece questi hanno mandato da me a questo, no?&#8230; gli  hanno detto: &#8220;andate da Mimmo e non vi preoccupate&#8221;&#8230; e lui si e&#8217; risentito che  e&#8217; venuto da me&#8230; e io non l&#8217;ho mandato a chiamare&#8230; poi mi ha mandato a  chiamare lui, poi alla fine ha detto che voleva parlare con Moio a chiedergli  scusa che ha sbagliato in buona fede, poi gli ha chiesto scusa pure a questo  Moio&#8230;&#8221;. L&#8217;appartenenza di Gangemi alla &#8216;ndrangheta sembra chiara, e così  appare in una conversazione telefonica avuta con il ‘capo dei capi’ Domenico  Oppedisano: Dice Gangemi: &#8220;Siamo tutti una cosa, pare, che la Liguria e&#8217;  ndranghetista. Noi siamo calabresi e quello che c&#8217;era qui lo abbiamo portato li.  Quello che abbiamo li&#8217; e&#8217; una cosa che abbiamo&#8230;noi siamo in collaborazione con  la Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo tutti una cosa&#8230;calabresi. Mi trovo a Rosarno&#8230;sempre  da qua sei partito&#8221;. Segue l&#8217;avvertimento del boss Oppedisano: &#8220;Pero&#8217; compare  quello che amministriamo li&#8217;, lo amministriamo per la nostra terra, li  amministriamo sempre noi calabresi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;">Redazione Calabria</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
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		<title>NDRANGHETA, SCACCO MATTO A DOMENICO OPPEDISANO NUMERO UNO DELLE COSCHE CALABRESI</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 18:16:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ MILANO, 13 LUG. – Le Procure  della Repubblica di Milano e Reggio Calabria hanno messo in ginocchio alcune  delle più potenti ‘ndrine calabresi radicatesi nel nord, arrestando 300 persone  in diverse parti d’Italia per vari reati. Le accuse vanno dall’associazione di tipo mafioso al traffico di armi e  stupefacenti, dall’omicidio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4099/4790972856_800eac2abf_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;">MILANO, 13 LUG.</span> – Le Procure  della Repubblica di Milano e Reggio Calabria hanno messo in ginocchio alcune  delle più potenti ‘ndrine calabresi radicatesi nel nord, arrestando 300 persone  in diverse parti d’Italia per vari reati.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span id="more-7843"></span> Le accuse vanno dall’associazione di tipo mafioso al traffico di armi e  stupefacenti, dall’omicidio all’estorsione, dall’usura ad altri gravi reati.  Complessivamente sono 304 i provvedimenti restrittivi &#8211; tra fermi di indiziato  di reato e ordinanze di custodia cautelare &#8211; emessi dalle autorità giudiziarie  nell’ambito della maxi operazione contro la ‘ndrangheta. In particolare, 248  provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri, 53 dalla polizia di Stato e 3  dalla Dia.  Gli inquirenti calabresi e lombardi, al lavoro da tempo su questa  inchiesta, hanno indagato in particolare sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta  nel nord Italia, sia nelle attività produttive e commerciali, sia nel mondo  politico e amministrativo locale. Oltre agli arresti, il blitz delle forze  dell&#8217;ordine avrebbe portato anche al sequestro di denaro, armi e droga.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Sono 38 gli immobili sparsi  tra Pavia, Torre D’Isola (Pavia) e in Liguria sequestrati insieme a 10 conti  correnti a Carlo Antonio Chiriaco, il direttore dell’Asl di Pavia, arrestato  oggi nell’ambito della maxi operazione coordinata dalla Dda di Milano e Reggio  Calabria.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> Gli  immobili sono intestati alla figlia del direttore sanitario dell’Asl e a delle  società a lui riconducibili. Chiriaco dovrebbe essere portato in carcere a  Torino. Nei suoi confronti le accuse ipotizzate sono associazione mafiosa in  qualità di capo promotore del locale di Pavia insieme a Pino Neri, <strong>Rocco  Coluccio</strong> e <strong>Francesco Bertucca</strong>. Il direttore sanitario è anche  accusato di concorso in corruzione elettorale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Nel maxi blitz di carabinieri  e polizia, coordinato dalle Dda di Milano e Reggio Calabria, è stato arrestato  Pino Neri, considerato il capo della ndrangheta in Lombardia.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> A quanto si è appreso da fonti investigative, Neri era, fino a prima  dell&#8217;arresto, il vertice assoluto della mafia calabrese in Lombardia. Pino Neri  è accusato anche di avere convogliato voti elettorali su indicazione di Antonio  Chiriaco, direttore dell’Asl di Pavia, anche lui finito in carcere per  associazione mafiosa e corruzione. Da quanto si apprende, Neri, ritenuto il capo  assoluto della mafia calabrese in Lombardia, avrebbe indirizzato, su indicazione  di Chiriaco, voti a favore del deputato del Pdl <strong>Giancarlo Abelli</strong>, che  risulta estraneo ai fatti e non è indagato. Tra gli arrestati c’è anche <strong> Domenico Oppedisano</strong>, 80 anni, considerato dagli investigatori l’attuale  numero uno delle cosche calabresi. La sua nomina a capocrimine &#8211; cioè colui che  è al vertice dell’organismo che comanda su tutte le ‘ndrine ed è denominato  Provincia &#8211; sarebbe stata decisa il 19 agosto del 2009 nel corso del matrimonio  tra <strong>Elisa Pelle</strong> e <strong>Giuseppe Barbaro</strong>, entrambi figli di boss.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;">I NUOVI VOLTI DELLA  NDRANGHETA</span> –</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> <strong> Tra i 300 destinatari di misure cautelari di oggi, ci sono un po’ tutti, non  solo gli uomini delle cosche.</strong> È stato arrestato per associazione mafiosa e  corruzione il direttore dell&#8217;Asl di Pavia, <strong>Carlo</strong> <strong>Antonio Chiriaco</strong>.  Nell’inchiesta, che ha accertato infiltrazioni della ‘ndrangheta nel nord  Italia, sono indagati anche l’assessore comunale di Pavia, <strong>Pietro Trivi</strong> (per corruzione elettorale) e l’ex assessore provinciale milanese <strong>Antonio  Oliviero</strong> (per corruzione e bancarotta). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Tra gli indagati anche  quattro carabinieri di Rho (Milano), uno dei quali per concorso esterno in  associazione mafiosa.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> Le indagini, condotte dalla Dia di Milano, hanno anche portato  all’arresto di <strong>Francesco Bertucca</strong>, 57 anni, imprenditore edile di Pavia,  e di <strong>Rocco Coluccio</strong>, biologo e imprenditore. Assieme al direttore  dell&#8217;Asl di Pavia sono accusati di essere stati organici alla ‘ndrangheta e di  essere il punto di congiunzione con l’organizzazione agli ordini del boss <strong> Pino Neri</strong>. Nel corso dell’operazione gli uomini della Dia hanno eseguito  anche 55 perquisizioni e sequestrato beni immobili, quote societarie e conti  correnti. L&#8217;inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Milano <strong> Ilda Boccassini</strong> e dai pm <strong>Paolo Storari</strong>, <strong>Alessandra Dolci</strong>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Secondo le indagini, l’ex  assessore provinciale milanese Antonio Oliviero, invece, sarebbe stato in  rapporti con l’imprenditore Ivano Perego, arrestato per associazione mafiosa, e  responsabile della Perego Strade.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> La società, a quanto si è appreso, sarebbe stata  controllata dalla famiglia Strangio, una delle più note della mafia calabrese.  Quanto ai carabinieri di Rho indagati, gli altri tre rispondono di corruzione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Davide De Stavola</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
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		<title>AMSTERDAM, RIMANE UN MISTERO LA MORTE DEL 22ENNE DI TORINO TROVATO IN UN CANALE</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 16:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Simone Recrosio]]></category>

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		<description><![CDATA[AMSTERDAM, 12 LUG. – Potrebbe essere stato ucciso Simone Recrosio, 22 anni, trovato morto giovedì 8 luglio in un canale di Neck, un piccolo borgo a 10  chilometri da Amsterdam. Il giovane, originario di Ronco Canavese, un paesino in Val Soana, dopo la scuola alberghiera si era trasferito in Olanda, dove da due anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4056/4684550011_7a0f75f594_o.jpg" alt="" width="190" height="130" /><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>AMSTERDAM, 12 LUG. </strong></span>– Potrebbe essere stato ucciso<strong> Simone Recrosio, 22 anni</strong>, trovato <strong>morto </strong>giovedì 8 luglio<strong> in un canale </strong><strong><span style="font-family: Verdana; font-weight: normal;">di Neck, un piccolo borgo a 10  chilometri da </span></strong><strong><span style="font-family: Verdana;">Amsterdam</span></strong>.<span id="more-7814"></span> Il giovane, originario di Ronco Canavese, un paesino in Val Soana, dopo la scuola alberghiera si era trasferito in Olanda<!--more-->, dove da due anni lavorava come chef presso il ristorante italiano “Mario Uva”. Mercoledì mattina i colleghi non lo vedono al lavoro e avvisano subito la polizia, preoccupati perché Simone è una persona puntuale e precisa. Gli inquirenti stanno seguendo la pista dell’<strong>omicidio</strong>: sul corpo del ragazzo ci sarebbero evidenti <strong>segni di violenza</strong>, inoltre sull’argine del canale vicino alla bicicletta è stata trovata una <strong>macchia di sangue</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il titolare del ristorante, Mario Uva, in Toscana al momento dell’incidente, recatosi a Ronco dai genitori di Simone, avrebbe detto loro: “<strong>E stato come perdere un figlio</strong>”. Della vicenda sono stati informati la Farnesina e il Consolato italiano ad Amsterdam, anche se a svolgere le indagini sarà soltanto la polizia olandese. Intanto il padre del giovane, che era figlio unico, si è recato ad Amsterdam per seguire le procedure dell&#8217;<strong>autopsia</strong> e del rimpatrio della salma. Nel paesino in Val Soana tutti sperano ci siano presto sviluppi nelle indagini, per evitare almeno, che il caso sia archiviato tra gli irrisolti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Cristina Reggini</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
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		<title>BOLOGNA, ANCORA PROBLEMI DI CUORE PER LA MOGLIE DI PRODI, OPERATA D’URGENZA</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 15:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Flavia Franzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Di Bartolomeo]]></category>
		<category><![CDATA[Romani Prodi]]></category>

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		<description><![CDATA[ Bologna 12 luglio &#8211;  Si era recata al Sant’Orsola per una normale visita di controllo. Ma proprio  durante gli esami a Flavia Franzoni è stata riscontrata una  disfunzione cardiaca che ha reso necessario un intervento immediato. Un  giorno di panico per Romano Prodi, rimasto per tutto il tempo al  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4037/4514909191_3afec957d7_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><span style="color: #99cc00;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; text-transform: uppercase;"> Bologna 12 luglio</span></strong></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> &#8211;  Si era recata al Sant’Orsola per una normale visita di controllo. Ma proprio  durante gli esami a <strong>Flavia Franzoni</strong> è stata riscontrata una <strong> disfunzione cardiaca</strong> che ha reso necessario un intervento immediato.</span><span style="color: #99cc00;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; text-transform: uppercase;"><span id="more-7801"></span></span></strong></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> Un  giorno di panico per <strong>Romano Prodi</strong>, rimasto per tutto il tempo al  capezzale della moglie. Non si tratta della prima <strong>operazione</strong> cardiaca per  la signora. 7 anni fa fu operata a causa di un aneurisma aortico sempre al <strong> Sant’Orsola</strong> a cura del professore <strong>Roberto Di Bartolomeo</strong>. Flavia  Franzoni, 62enne docente alla facoltà di Scienze Politiche, è ora in  convalescenza ma sta bene, come assicurano i medici. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Rita Parrella</span></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
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		<title>ROMA, MANIFESTANTI AQUILANI AGGREDITI DALLE FORZE DELL&#8217;ORDINE. VIVIAMO IN UNO STATO DI &#8220;ILLEGALITÀ LEGALIZZATA&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 09:29:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[(A cura di Simone Luca Reale) &#8211; Quante volte si può morire? Un essere umano secondo le leggi biologiche può morire una volta sola. Non è così per la democrazia italiana. Dal dopoguerra ad oggi troppe volte è morta senza mai rinascere del tutto.
Oggi l&#8217;ennesimo lutto per la nostra democrazia. Cinquemila aquilani sfilavano per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4116/4773441047_22100a6f08_m.jpg" alt="" width="190" height="130" />(A cura di <span style="color: #99cc00;"><strong>Simone Luca Reale</strong></span>) &#8211; Quante volte si può morire? Un essere umano secondo le leggi biologiche può morire una volta sola. Non è così per la democrazia italiana. Dal dopoguerra ad oggi troppe volte è morta senza mai rinascere del tutto.<span id="more-7771"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Oggi l&#8217;ennesimo lutto per la nostra democrazia. Cinquemila aquilani sfilavano per le strade della capitale con la mera intenzione di chiedere i propri diritti. Diritti riconosciuti dalla nostra Carta Suprema.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Dai microfoni di Sky tg24 un manifestante con la maglia zuppa di sangue e la testa spaccata dichiara che il loro unico obiettivo era quello di raggiungere il Parlamento per portare un pò di visibilità alle loro legittime richieste, per far conoscere, cioè, agli italiani la reale condizione in cui sono costretti a vivere da più di un anno gli aquilani. Realtà, che troppe volte viene nascosta da un sistema dei mezzi di informazione che manifesta sempre di più la tendenza ad assoggettarsi al potere tradendo il ruolo originario e più nobile che da esso ci si attendeva.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Dicevamo, quindi, che i manifestanti volevano raggiungere il Parlamento, il luogo in cui gli eletti dal popolo, dovrebbero fare gli interessi e risolvere i problemi del popolo stesso.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In una parola, governare. Una parola che è stata sostituita, nell&#8217;ottica di coloro che dovrebbero rappresentarci, con la parola &#8220;Comandare&#8221;. Ed è proprio da tale concezione del potere politico che abbiamo la generazione di quell&#8217;embrione distorto che fa nascere nelle stesse forze dell&#8217;ordine la convinzione che tutto sia lecito, anche la repressione armata contro dei nostri concittadini, se questi ultimi possono, con la loro protesta, recare imbarazzo alla classe dirigente.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E&#8217; così che oggi, le forze dell&#8217;ordine bloccano i manifestanti prima a piazza Venezia, poi in via del Corso e ancora a piazza Colonna. Tre i manifestanti feriti: due ragazzi sono stati colpiti alla testa in via del Corso, un terzo ragazzo è stato malmenato durante il tentativo di forzare il primo posto di blocco in piazza Venezia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Aggrediti, da coloro che dovrebbero garantire l&#8217;ordine, perchè volevano portare alla ribalta le proprie legittime istanze. L&#8217;ennesima morte della democrazia italiana.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il leader dell&#8217;opposizione, Bersani, chiede a Maroni di riferire in Parlamento. Ma basterà questo?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Se la classe politica italiana ha veramente a cuore la sua stessa esistenza deve iniziare, da oggi, a pretendere senza se e senza ma, il rispetto dei principi costituzionali e per questo, deve chiedere le immediate dimissioni di Maroni e non ostacolare le inchieste giudiziarie che dovranno far piena luce sull&#8217;accaduto e punire i colpevoli.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Lo chiediamo a nome dei cittadini italiani. E diciamo se non lo volete fare per questi cittadini, fatelo per voi stessi, perché non sappiamo quanto potrà andare avanti un paese in cui oramai regna perenne una &#8220;illegalità legalizzata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT></p>
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		<title>DAI FAVORI A BERTOLASO E LUNARDI, AL FILO DIRETTO CON IL VATICANO. TUTTI I PARTICOLARI SULLA RETE CREATA DALLA ‘CRICCA’</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 13:50:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Appaltopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cricca]]></category>
		<category><![CDATA[Grandi Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Inchiesta G8]]></category>

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		<description><![CDATA[ PERUGIA, 6 LUG. – L’inchiesta sulla ‘Cricca’ sembra essere un pozzo senza fondo, dove si  trovano favori di ogni genere e se non bastasse quello che già è venuto fuori,  le nuove carte dell’inchiesta forniscono ulteriori particolari: ristrutturazioni  nelle case di politici e alti funzionari statali, argenti e vestiti dal valore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4100/4767977860_99de02d709_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong><span style="color: #99cc00;"> PERUGIA, 6 LUG.</span></strong><strong> –</strong> <strong>L’inchiesta sulla ‘Cricca’ sembra essere un pozzo senza fondo, dove si  trovano favori di ogni genere e se non bastasse quello che già è venuto fuori,  le nuove carte dell’inchiesta forniscono ulteriori particolari<span id="more-7729"></span>: ristrutturazioni  nelle case di politici e alti funzionari statali, argenti e vestiti dal valore  di almeno 8.000 euro regalati a prelati e personaggi del cinema in occasione del  Natale.</strong> Quanto emerge conferma sempre di più che la ‘cricca’ degli appalti  per i Grandi Eventi aveva creato una ‘rete’ fittissima di rapporti e favori, di  cui il provveditore alle opere pubbliche, <strong>Angelo Balducci</strong>, e  l’imprenditore <strong>Diego Anemone</strong> ( entrambi accusati di associazione per  delinquere e corruzione ) ne erano i <em>deus ex machina</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=5" width="120" height="600"></iframe></div></span>I due, secondo gli  ultimissimi riscontri, avrebbero instaurato un rapporto molto particolare sia  con Guido Bertolaso e che con l’ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi.  Di fronte ai magistrati il capo della Protezione Civile ha detto che la casa di  via Giulia gli fu procurata da Propaganda Fide</strong> attraverso “il mio amico <strong>Francesco Silvano</strong>, segretario del cardinale Sepe”.  Ed ecco la versione di <strong>Zampolini</strong>, già confermata dal proprietario  dell’appartamento <strong>Raffaele Curi</strong>: “Di Bertolaso ho sentito parlare la  prima volta quando Anemone mi disse che cercava un appartamento. Io l’ho aiutato  a trovarlo, era quello di via Giulia. Ho saputo dopo che la casa era per lui, me  lo disse lo stesso Curi. Se non sbaglio fu consegnato un acconto iniziale di  alcuni mesi. Diego mi diede i soldi in contanti, successivamente Curi si  rivolgeva a me per avere il pagamento dei canoni successivamente maturati tanto  che alla fine, a causa dei lunghi ritardi nei pagamenti, si è determinato a  risolvere il contratto. Mi sentivo responsabile anche del fatto che il canone,  per il contratto che avevo procacciato personalmente, non venisse pagato.  Ricordo che quando Diego mi disse che cercava l’appartamento era il 2005, 2006.  La seconda volta in cui ho incontrato Bertolaso è stato all’inaugurazione della  Maddalena”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> È confermano ancora una volta  il filo diretto che legava il costruttore agli ambienti del Vaticano e, in  particolare, a monsignor Francesco Camaldo, il cerimoniere di Sua Santità che  sarebbe riuscito a far assumere il nipote in una delle sue aziende.</strong> Nel fascicolo trasmesso al tribunale dei ministri dai pubblici ministeri <strong> Sergio Sottani</strong> e <strong>Alessia Tavarnesi</strong> viene ricostruito il presunto  “scambio” tra lo stesso Lunardi e il cardinale <strong>Crescenzio Sepe</strong>, all’epoca  presidente di Propaganda Fide: l’acquisto del palazzo di via dei Prefetti ad un  terzo del valore, concesso dalla Congregazione che poi ottenne un finanziamento  di 5 milioni di euro per il rifacimento della propria sede in piazza di Spagna.  Ma sono contenuti anche gli atti ufficiali dell’affare e, soprattutto, i verbali  di quelli che vengono ritenuti testimoni chiave per l’accusa. Primo fra tutti  l’architetto Angelo Zampolini. Nella relazione i due sostituti sottolineano di  avere a disposizione “gli elementi per procedere all’iscrizione nel registro  degli indagati per corruzione di Pietro Lunardi, in concorso con altri soggetti”  e, in particolare, con il cardinale Sepe.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> A parlare dei rapporti tra  Anemone e il Vaticano è l’autista tunisino Hidri Fathi Ben Laid. E sempre lui  racconta gli appuntamenti con la figlia di Lunardi</strong>:  “L’ho incontrata, più di una volta; una perché l’ho accompagnata presso  l’ufficio di Anemone, un’altra le ho consegnato una busta: non so bene che cosa  contenesse, dalla raccomandazione ricevuta da Anemone nella circostanza ho  pensato che ci fosse un assegno”. Poi affronta il capitolo che riguarda i  prelati. E dichiara: “Andai molte volte da don <strong>Evaldo Biasini</strong> e ho  consegnato e ricevuto buste con soldi. Non so a che titolo succedesse. Don  Evaldo era uno di famiglia per Anemone&#8230; Anemone conosceva tutti, aveva  conoscenze anche in Vaticano. Tra i tanti monsignori anche monsignor Camaldo il  cui nipote lavorava presso Anemone. A tutti loro portavo regali di Natale,  argenti, vestiti: tutti regali che acquistavano presso il negozio Anatriello che  adesso si è spostato verso via Frattina. Quando ritiravo i pacchi a volte  pagavo. Assegni o contanti, erano cifre nell’ordine di 8 o 10.000 euro.  Recapitavo regali per tutti: attori, registi, politici, preti”. Agli atti  dell’inchiesta sono state acquisite le telefonate intercettate nel 2006 per  ordine del giudice di Potenza tra Camaldo e Anemone relative anche ad un  prestito di 250.000 euro che l’alto prelato ottenne da Balducci. L’autista  ricorda poi i viaggi in Tunisia effettuati con l’allora Provveditore: “Quando  andavo lì una volta c’era la moglie, le altre eravamo solo io e lui. Una volta è  venuto Anemone. Balducci mi portava anche per fargli da interprete ma non so che  cosa facesse per lavoro lì”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;"> Davide De Stavola</span></strong></p>
<p><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
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		<title>TARICONE, DOLORE E  COMMOZIONE A TRASACCO. KASIA SMUTNIAK RIVELA LA TRISTE NOTIZIA ALLA FIGLIA</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 17:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Taricone]]></category>

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		<description><![CDATA[L’AQUILA, 1 LUG. &#8211; Pietro Taricone è stato sepolto nel cimitero del suo paese, vicino al nonno di cui portava il nome. All’entrata del paese si vede uno striscione “muore giovane chi è caro agli Dei”, citazione del poeta greco Menandro. Questo striscione simboleggia il legame tra Taricone e i ragazzi di Casapound, associazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4094/4745484035_4115138e1c_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>L’AQUILA, 1 LUG.</strong></span> &#8211; Pietro Taricone è stato sepolto nel cimitero del suo paese, vicino al nonno di cui portava il nome. All’entrata del paese si vede uno striscione “<em>muore giovane chi è caro agli Dei</em>”<span id="more-7567"></span>, citazione del poeta greco Menandro. Questo striscione simboleggia il legame tra Taricone e i ragazzi di <strong>Casapound,</strong> associazione di estrema destra.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><script type="text/javascript" language="JavaScript" src="http://adv.edintorni.net/content/120x240/?ct=it&af=7105&c1=333333&c2=333333&c3=669900&c4=FFFFFF&c5=669900"></script></div><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Taricone aveva infatti fondato un gruppo di paracadutismo sportivo di Casapound dal nome non proprio pacifico: «Istinto rapace». Per simbolo avevano scelto insieme un artiglio, ispirandosi all&#8217;iconografia dei vecchi indiani d&#8217;America. In queste ore l’artiglio è comparso su diversi muri d’Italia: da Sassari a Bolzano, da Udine a Lamezia Terme, da Aosta a Palermo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Non sono mancate le polemiche, che il Presidente del gruppo di estrema destra, Gianluca Iannone, ha tenuto a sciogliere “<strong>lui non era un fascista, era solo un uomo libero, per questo aveva voluto incontrarci, senza pregiudizi o preconcetti di sorta”.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Ma quando si spengono i riflettori, quando finiscono gli elogi e le inutili polemiche, rimane l’uomo, rimane una bimba di sei anni che ancora non sa della morte del proprio padre. <strong>Sophie</strong>, la figlia di 6 anni del “guerriero”, avuta con l’attrice polacca Kasia Smutniak, riceverà oggi la notizia della morte di suo padre, la madre cercherà di far capire alla propria piccola che suo padre non tornerà, ed è allora che le inutili polemiche perdono senso, che chiedersi se Taricone fosse o no legato all’ideologia di destra e di sinistra sembra stupido e pretenzioso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Stefania Cugnetto</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<table cellpadding="0" cellspacing="1" width="600" height="19">
<tr>
<td width="300" height="19"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div></td>
<td width="300" height="19"><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/2-1004835.js"></SCRIPT></td>
</tr>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>GAETANO DE CARLO, UNA GIORNATA DI SANGUE TRA RIVA DI CHIERI E RIVOLTA D’ADDA</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 17:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano De Carlo]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Montanaro]]></category>
		<category><![CDATA[Sonia Balconi]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO, 1 LUG. &#8211; Giornata di sangue ieri nel cuore del Nord della nostra penisola, tre cadaveri, tanto dolore e rabbia. Gaetano De Carlo, 55 anni, uccide le sue due ex e si toglie la vita, tutto in poche ore.
Ieri l’uomo, ossessionato da queste due donne, ha deciso di togliere la vita alle donne da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4094/4751081939_174eb2699b_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>MILANO, 1 LUG.</strong></span> &#8211; Giornata di sangue ieri nel cuore del Nord della nostra penisola, tre cadaveri, tanto dolore e rabbia. <strong>Gaetano De Carlo, 55 anni</strong>, uccide le sue due ex e si toglie la vita, tutto in poche ore.<span id="more-7564"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Ieri l’uomo, ossessionato da queste due donne, ha deciso di togliere la vita alle donne da lui morbosamente amate. La furia omicida  è iniziata ieri mattina <strong>a Riva di Chieri</strong>, dove la prima vittima si era trasferita da poco.</span></p>
<p><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><script type="text/javascript" language="JavaScript" src="http://adv.edintorni.net/content/120x240/?ct=it&af=7105&c1=333333&c2=333333&c3=669900&c4=FFFFFF&c5=669900"></script></div><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> <strong>Maria Montanaro, 36enne, è la prima vittima del killer</strong>, che l’ha raggiunta nella sua casa e le ha inferto <strong>tre colpi di pistola al volto</strong>, inutile i soccorsi, la donna è morta prima di arrivare all’ospedale. La tragica vicenda inizia dopo che la donna aveva deciso ,da pochi mesi, di <strong>chiudere la turbolenta relazione con De Carlo</strong>. L’uomo, che non riusciva ad accettare la decisione della sua compagna, la <strong>perseguitava e la minacciava</strong>, pare risalga a pochi giorni fa un sms di De Carlo “<em>vengo lì e ti ammazzo</em>.”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Sonia Balconi, 42 anni, è la seconda vittima</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">, stessa mano omicida, stessa ossessione. La donna è stata uccisa in macchina mentre rientrava a casa, a <strong>Rivolta D’Adda</strong>, dove ad aspettarla c’erano il marito e la figlia. <strong>Quattro colpi di pistola</strong>, uno alla spalla ed tre al volto, senza speranza di salvezza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La Balconi <strong>aveva chiuso da ormai 8 anni la storia con De Carlo</strong>, e da 4 anni era sposata con un altro uomo. Il killer la perseguitava da anni, e dopo averla aggredita nel giardino di casa sua nel giugno 2009, <strong>la donna si era convinto a denunciarlo</strong>. Il marito della Balconi aveva denunciato per ben <strong>7 volte l’uomo per stalking</strong>, e a De Carlo era anche stato tolto il porto d’armi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La tragedia si conclude quando il duplice omicida riprende in mano, per la terza volta in poche ore, <strong>la sua pistola e la punta contro sé stesso.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">De Carlo lavorava come carrozziere in provincia di Bergamo, ma viveva Vailate (Cremona); aveva già un matrimonio alle spalle ed un figlio, ormai adulto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Tragedia annunciata?,</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> questa la domanda dei parenti delle vittime, la seconda vittima aveva denunciato il suo killer e nel suo paese tutti sapevano dei problemi della Balconi con De Carlo, perché non è stato fatto niente? L’uomo poteva essere fermato prima? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Rimane l’amarezza di una strage incomprensibile, di una strage che ha sconvolto la vita di tre persone in una mattinata, rimane la rabbia per quello che si poteva fare e non è stato fatto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>Stefania Cugnetto</strong></span><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<table cellpadding="0" cellspacing="1" width="600" height="19">
<tr>
<td width="300" height="19"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div></td>
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</tr>
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		<title>BASTA DOMICILIARI PER LE MAESTRE DELL’ASILO LAGER</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 17:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Laura Scuderi]]></category>
		<category><![CDATA[Cip e Ciop]]></category>
		<category><![CDATA[Elisa Pesca]]></category>

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		<description><![CDATA[PISTOIA, 30 GIU. &#8211; I genitori dei bambini se lo aspettavano, la legge lo prevede, ma è una decisione che comunque non condividono. Le due maestre che maltrattavano i bambini all’interno dell’asilo Cip e Ciop di Pistoia non sono più costrette agli arresti domiciliari, ma non potranno più dimorare nella regione Toscana. Il Giudice per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4072/4313873524_90e5ed1be5_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><span style="font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>PISTOIA, 30 GIU.</strong></span> &#8211; I genitori dei bambini se lo aspettavano, la legge lo prevede, ma è una decisione che comunque non condividono. Le due maestre che maltrattavano i bambini all’interno dell’<strong>asilo Cip e Ciop di Pistoia</strong> non sono più costrette agli arresti domiciliari, ma non potranno più dimorare nella regione Toscana.<span id="more-7533"></span> Il Giudice per le udienze preliminari di Genova <strong>Roberto Fucigna </strong>ha così decretato, aggiungendo però l’obbligo per <strong>Anna Laura Scuderi</strong> ed <strong>Elisa Pesce</strong> di presentarsi settimanalmente alla polizia. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana;">Per i genitori è una scelta che può anche andar bene per color che vivono in Toscana, il problema però è per chi vive in altre regioni e che potrebbe trovarsi faccia a faccia con le due maestre che saranno giudicate a Genova in un processo con rito abbreviato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;"><span style="font-family: Verdana;">Luca Ciuffoni</span></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
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