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	<title>BOLOGNATG24.IT &#187; Reggio Calabria</title>
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	<description>&#34;Il Laboratorio di Giornalismo&#34;</description>
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		<title>Calabria, strade di nuovo insanguinate nel Reggino. Guardavalle sotto shock</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 20:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA, 18 GENNAIO-  Dopo la notte di Natale di sangue di meno di un mese fa, in cui lo scontro della loro auto con un fuoristrada aveva provocato la morte di cinque giovani a San Giovanni in Fiore nel Cosentino, ennesimo grave tragedia sulle strade della Calabria. Questa volta sono quattro le vittime a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-26825" title="Incidente Stradale Guardavalle" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/01/Incidente-Stradale-Guardavalle.jpg" alt="" width="477" height="347" /></p>
<p style="text-align: justify;">REGGIO CALABRIA, 18 GENNAIO-  Dopo la notte di Natale di sangue di meno di un mese fa, in cui lo scontro della loro auto con un fuoristrada aveva provocato la morte di cinque giovani a San Giovanni in Fiore nel Cosentino, ennesimo grave tragedia sulle strade della Calabria. Questa volta sono quattro le vittime a seguito di un incidente nel Reggino.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tratto della superstrada Ionio-Tirreno tra Gioiosa Ionica e Mammola deve essere sembrato drammaticamente simile ad un campo di battaglia dopo la fine delle ostilità agli occhi dei primi soccorritori, tra corpi sull’asfalto e lamiere contorte; tre vittime, questo è il tributo di sangue che la strada ha preteso questa volta, risultato della collisione fra una Nissan Micra ed un Audi A3.</p>
<p><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><script type="text/javascript"><!--
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<p style="text-align: justify;">Le dinamiche dell’incidente sono, al momento, al vaglio dei carabinieri visto che mancavano praticamente testimoni dell’incidente. Per quello che si è potuto stabilire, la Micra con a bordo tre delle vittime,  Cosimo Pugliese (26), Antonio Andreacchio (20)  e Giuseppe Franco (18) tutti di Guardavalle (Catanzaro) e tutti operai a giudicare dalle tute che indossavano e dagli attrezzi nell’auto, viaggiava in direzione di Gioiosa Ionica quando si è scontrata con l’Audi condotta da Giovanni Giorgi (28) di San Luca, con a bordo lo zio Antonio Giorgi (50) quarta vittima, che proveniva dalla direzione opposta.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguito dell’urto violentissimo, tanto che la Micra si sarebbe anche messa in verticale, entrambe le auto sono finite contro il guard-rail, riducendosi in modo tale che sono dovuti intervenire i vigili del fuoco con le cesoie per liberare Giovanni Giorgi, ferito e ora in gravi condizioni all’ospedale di Locri, dove è giunto con l’elisoccorso.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Anas ha chiuso quel tratto di strada che taglia la Calabria, deviando il traffico in modo da garantire comunque i collegamenti fra la Locride e l’autostrada Salerno Reggio Calabria mentre si prestavano i soccorsi e venivano compiuti i rilevamenti dei carabinieri.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.bolognatg24.it/in-breve/2012/01/18/26824/calabria-strade-di-nuovo-insanguinate-nel-reggino-guardavalle-sotto-shock/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Matteo Borile</p>
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		<title>Speciale Elezioni Amministrative: &#8220;Ha vinto l&#8217;Italia dei Comunisti e delle Toghe Rosse&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 18:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[BOLOGNA, 30 MAGGIO &#8211; &#8220;Forse il dato più rilevante per il Paese è che è stufo delle bugie che gli hanno raccontato e non crede più alla finzione&#8221;: così il segretario della Cgil Susanna Camusso ha commentato i dati elettorali quando è arrivata al comitato per Giuliano Pisapia. &#8220;Berlusconi deve trarre le conseguenze di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-14263"></span></p>
<p style="text-align: justify;">BOLOGNA, 30 MAGGIO &#8211; &#8220;Forse il dato più rilevante per il Paese è che è stufo delle bugie che gli hanno raccontato e non crede più alla finzione&#8221;: così il segretario della Cgil <strong>Susanna Camusso</strong> ha commentato i dati elettorali quando è arrivata al comitato per Giuliano Pisapia.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Berlusconi deve trarre le conseguenze di questo voto, è lui che ha dato valore politico a queste amministrative. Per il bene del Paese è meglio che se ne vada&#8221;. Così <strong>Rosi Bindi</strong> allo speciale Tg1 commenta l&#8217;esito dei ballottaggi. &#8220;Sconfitta anche del Pd? Ma se le nostre sconfitte fossero così me le prenderei tutte&#8230;&#8221;. risponde a chi gli ricorda che in queste amministrative anche il Pd è dato in calo, e il Pdl rimane il primo partito.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ha vinto l&#8217;Italia migliore&#8221;. E&#8217; il commento a caldo su Facebook del presidente di Sinistra ecologia libertà, <strong>Nichi Vendola</strong>, a fronte del clamoroso successo dei candidati del centrosinistra ai ballottaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questi risultati premiano ovunque il coraggio e l&#8217;umiltà del Partito Democratico, che da primo partito dell&#8217;opposizione e da secondo partito nazionale ha scelto i candidati con le primarie, mentre avrebbe potuto dire &#8216;signori, non ce n&#8217;è per nessuno&#8217;. I cittadini, molti dei quali iscritti al Pd, hanno scelto i candidati e hanno avuto ragione perché abbiamo vinto, hanno vinto il Pd e i partiti del centrosinistra, dappertutto&#8221;. Lo ha detto <strong>Anna Finocchiaro</strong>, presidente del gruppo del Pd al Senato, nel corso dello speciale del Tg1 sulle amministrative</p>
<p style="text-align: justify;">A cura di <strong>Federica Palmisano</strong> e <strong>Massimiliano Riverso</strong></p>
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		<title>Elezioni Provinciali Reggio Calabria: sarà ballottaggio tra Raffa e Morabito. Fuda ago della bilancia</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 17:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA, 17 MAGGIO &#8211; 640 sezioni su 698. Il candidato del centrodestra Raffa si conferma leader con il 46% delle preferenze. Seconda piazza per il presidente uscente Peppe Morabito, candidato del centrosinistra, con il 26,1. Ottimo il risultato di Fuda che sale ad un lusinghiero 21,8. Al quarto posto Nucera con il 4,6 %, quinta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://www.calabriatg24.it/wp-content/uploads/2011/05/Elezioni-Provinciali-Reggio-Calabria.png" alt="" width="200" height="100" />REGGIO CALABRIA, 17 MAGGIO &#8211; 640 sezioni su 698. Il candidato del centrodestra Raffa si conferma leader con il 46% delle preferenze.</p>
<p><span id="more-13892"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Seconda piazza per il presidente uscente Peppe Morabito, candidato del centrosinistra, con il 26,1. Ottimo il risultato di Fuda che sale ad un lusinghiero 21,8. Al quarto posto Nucera con il 4,6 %, quinta la Pelle con l&#8217;1%. Chiudono la classifica provvisoria Cutrupi con lo 0,3% e Greco con lo 0,2%</p>
<p><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=20" width="250" height="250"></iframe></div><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=12"></script><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
<p>PROVINCIA DI REGGIO 628 sezioni su 698</p>
<p><strong>RAFFA GIUSEPPE</strong> voti 118.332 pari al 46,01%<br />
<strong>MORABITO GIUSEPPE</strong> voti 66.783 pari al 25,96%<br />
FUDA PIETRO voti 56.396 pari al 21,92%<br />
NUCERA GIOVANNI voti 11.812 pari al 4,59%<br />
PELLE PATRIZIA voti 2.556 pari al 0,99%<br />
CUTRUPI DEMETRIO voti 679 pari al 0,26%</p>
<p>GRECO DOMENICO ANTONIO DETTO MIMMO  voti 608 pari al 0.23%</p>
<p>Redazione</p>
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		<item>
		<title>NDRANGHETA, BATTAGLIA POLITICA TRA CLAN PER CONQUISTARE LA LIGURIA</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 08:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
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		<category><![CDATA[domenico oppedisano]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>

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		<description><![CDATA[GENOVA, 14 LUGLIO &#8211; &#8220;La stiamo appoggiando noialtri&#8230; ci impegniamo noi contro la volontà di compare Mimmo Gangemi che abbiamo avuto una discussione&#8230;. Che ha voluto appoggiare a un (inc) che e&#8217; un finanziere, uno sbirro&#8230; cinque anni fa ha detto lui che e&#8217; sbirro questo qua, che e&#8217; un infame&#8230; che questo&#8230; adesso ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4099/4790972856_800eac2abf_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong><span style="color: #99cc00;">GENOVA, 14 LUGLIO</span></strong> &#8211; &#8220;La stiamo appoggiando noialtri&#8230; ci impegniamo noi  contro la volontà di compare Mimmo Gangemi che abbiamo avuto una discussione&#8230;.  Che ha voluto appoggiare a un (inc) che e&#8217; un finanziere, uno sbirro&#8230; cinque  anni fa ha detto lui che e&#8217; sbirro questo qua, che e&#8217; un infame&#8230; che questo<span id="more-7864"></span>&#8230;  adesso ha voluto appoggiare a Monteleone lui&#8230; lo potete appoggiare&#8230; uno vale  l&#8217;altro, appoggiamo a Monteleone&#8230; adesso questo gli ha promesso un posto di  lavoro al genero e voleva appoggiare a questo qua&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; questa l&#8217;intercettazione telefonica madre inclusa nella  maxi ordinanza messa a punto dai gip di Reggio Calabria e Milano che ha  decapitato con 304 arresti un’organizzazione malavitosa calabrese operante su  tutto il territorio nazionale che lambisce anche la Liguria. Chi parla e&#8217;  Domenico &#8220;Mimmo&#8221; Belcastro, 48 anni, imprenditore calabrese, considerato dalla  Dia un leader emergente della &#8216;ndrangheta a Genova. Sta avendo una conversazione  con Giuseppe Commisso, lo storico boss calabrese, suo referente. E parla del  leader &#8216;ndranghetuso genovese, Domenico &#8220;Mimmo&#8221; Gangemi, di 64 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle sue parole fa capolino il nome di Monteleone, Rosario  Monteleone, presidente del Consiglio regionale ligure, rappresentante dell&#8217;Udc,  ex dc con varie cariche amministrative nel suo passato di politico di  professione. La battaglia tra Mimmo Belcastro e Mimmo Gangemi si gioca proprio  sulla decisione dell&#8217;appoggio politico. Belcastro, originario di Siderno,  ritiene di dovere dare il proprio appoggio per le regionali alla figlia di  Vincenzo Moio, 51 anni, originario di Taurianova, residente a Camporosso, in  provincia di Imperia, imprenditore edile ed ex vice sindaco di Ventimiglia con  la maglia del Pdl. La telefonata risale al 4 marzo del 2010, alla vigilia della  tornata elettorale. &#8220;Stiamo appoggiando ad uno, voi sapete che e&#8217; questo che lui  veniva sempre a Siderno e vi conosce&#8230; quel Moio ve lo ricordate voi? Che e&#8217; un  amico che si impegna&#8230; e adesso sta candidando la figlia e l&#8217;appoggiamo  noi&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Commisso chiede a Belcastro se all’interno del gotha della  &#8216;ndrangheta genovese sia stata fatta una votazione. Belcastro assicura: &#8220;No!&#8221;. E  aggiunge: &#8220;(Gangemi, ndr) Se ne e&#8217; andato a Ventimiglia lui a chiamare persone  ad uno ad un altro la&#8217;&#8230; invece questi hanno mandato da me a questo, no?&#8230; gli  hanno detto: &#8220;andate da Mimmo e non vi preoccupate&#8221;&#8230; e lui si e&#8217; risentito che  e&#8217; venuto da me&#8230; e io non l&#8217;ho mandato a chiamare&#8230; poi mi ha mandato a  chiamare lui, poi alla fine ha detto che voleva parlare con Moio a chiedergli  scusa che ha sbagliato in buona fede, poi gli ha chiesto scusa pure a questo  Moio&#8230;&#8221;. L&#8217;appartenenza di Gangemi alla &#8216;ndrangheta sembra chiara, e così  appare in una conversazione telefonica avuta con il ‘capo dei capi’ Domenico  Oppedisano: Dice Gangemi: &#8220;Siamo tutti una cosa, pare, che la Liguria e&#8217;  ndranghetista. Noi siamo calabresi e quello che c&#8217;era qui lo abbiamo portato li.  Quello che abbiamo li&#8217; e&#8217; una cosa che abbiamo&#8230;noi siamo in collaborazione con  la Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo tutti una cosa&#8230;calabresi. Mi trovo a Rosarno&#8230;sempre  da qua sei partito&#8221;. Segue l&#8217;avvertimento del boss Oppedisano: &#8220;Pero&#8217; compare  quello che amministriamo li&#8217;, lo amministriamo per la nostra terra, li  amministriamo sempre noi calabresi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;">Redazione Calabria</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
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		<item>
		<title>NDRANGHETA, SCACCO MATTO A DOMENICO OPPEDISANO NUMERO UNO DELLE COSCHE CALABRESI</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 18:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MILANO, 13 LUG. – Le Procure della Repubblica di Milano e Reggio Calabria hanno messo in ginocchio alcune delle più potenti ‘ndrine calabresi radicatesi nel nord, arrestando 300 persone in diverse parti d’Italia per vari reati. Le accuse vanno dall’associazione di tipo mafioso al traffico di armi e stupefacenti, dall’omicidio all’estorsione, dall’usura ad altri gravi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4099/4790972856_800eac2abf_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;">MILANO, 13 LUG.</span> – Le Procure  della Repubblica di Milano e Reggio Calabria hanno messo in ginocchio alcune  delle più potenti ‘ndrine calabresi radicatesi nel nord, arrestando 300 persone  in diverse parti d’Italia per vari reati.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span id="more-7843"></span> Le accuse vanno dall’associazione di tipo mafioso al traffico di armi e  stupefacenti, dall’omicidio all’estorsione, dall’usura ad altri gravi reati.  Complessivamente sono 304 i provvedimenti restrittivi &#8211; tra fermi di indiziato  di reato e ordinanze di custodia cautelare &#8211; emessi dalle autorità giudiziarie  nell’ambito della maxi operazione contro la ‘ndrangheta. In particolare, 248  provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri, 53 dalla polizia di Stato e 3  dalla Dia.  Gli inquirenti calabresi e lombardi, al lavoro da tempo su questa  inchiesta, hanno indagato in particolare sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta  nel nord Italia, sia nelle attività produttive e commerciali, sia nel mondo  politico e amministrativo locale. Oltre agli arresti, il blitz delle forze  dell&#8217;ordine avrebbe portato anche al sequestro di denaro, armi e droga.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Sono 38 gli immobili sparsi  tra Pavia, Torre D’Isola (Pavia) e in Liguria sequestrati insieme a 10 conti  correnti a Carlo Antonio Chiriaco, il direttore dell’Asl di Pavia, arrestato  oggi nell’ambito della maxi operazione coordinata dalla Dda di Milano e Reggio  Calabria.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> Gli  immobili sono intestati alla figlia del direttore sanitario dell’Asl e a delle  società a lui riconducibili. Chiriaco dovrebbe essere portato in carcere a  Torino. Nei suoi confronti le accuse ipotizzate sono associazione mafiosa in  qualità di capo promotore del locale di Pavia insieme a Pino Neri, <strong>Rocco  Coluccio</strong> e <strong>Francesco Bertucca</strong>. Il direttore sanitario è anche  accusato di concorso in corruzione elettorale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Nel maxi blitz di carabinieri  e polizia, coordinato dalle Dda di Milano e Reggio Calabria, è stato arrestato  Pino Neri, considerato il capo della ndrangheta in Lombardia.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> A quanto si è appreso da fonti investigative, Neri era, fino a prima  dell&#8217;arresto, il vertice assoluto della mafia calabrese in Lombardia. Pino Neri  è accusato anche di avere convogliato voti elettorali su indicazione di Antonio  Chiriaco, direttore dell’Asl di Pavia, anche lui finito in carcere per  associazione mafiosa e corruzione. Da quanto si apprende, Neri, ritenuto il capo  assoluto della mafia calabrese in Lombardia, avrebbe indirizzato, su indicazione  di Chiriaco, voti a favore del deputato del Pdl <strong>Giancarlo Abelli</strong>, che  risulta estraneo ai fatti e non è indagato. Tra gli arrestati c’è anche <strong> Domenico Oppedisano</strong>, 80 anni, considerato dagli investigatori l’attuale  numero uno delle cosche calabresi. La sua nomina a capocrimine &#8211; cioè colui che  è al vertice dell’organismo che comanda su tutte le ‘ndrine ed è denominato  Provincia &#8211; sarebbe stata decisa il 19 agosto del 2009 nel corso del matrimonio  tra <strong>Elisa Pelle</strong> e <strong>Giuseppe Barbaro</strong>, entrambi figli di boss.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;">I NUOVI VOLTI DELLA  NDRANGHETA</span> –</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> <strong> Tra i 300 destinatari di misure cautelari di oggi, ci sono un po’ tutti, non  solo gli uomini delle cosche.</strong> È stato arrestato per associazione mafiosa e  corruzione il direttore dell&#8217;Asl di Pavia, <strong>Carlo</strong> <strong>Antonio Chiriaco</strong>.  Nell’inchiesta, che ha accertato infiltrazioni della ‘ndrangheta nel nord  Italia, sono indagati anche l’assessore comunale di Pavia, <strong>Pietro Trivi</strong> (per corruzione elettorale) e l’ex assessore provinciale milanese <strong>Antonio  Oliviero</strong> (per corruzione e bancarotta). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Tra gli indagati anche  quattro carabinieri di Rho (Milano), uno dei quali per concorso esterno in  associazione mafiosa.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> Le indagini, condotte dalla Dia di Milano, hanno anche portato  all’arresto di <strong>Francesco Bertucca</strong>, 57 anni, imprenditore edile di Pavia,  e di <strong>Rocco Coluccio</strong>, biologo e imprenditore. Assieme al direttore  dell&#8217;Asl di Pavia sono accusati di essere stati organici alla ‘ndrangheta e di  essere il punto di congiunzione con l’organizzazione agli ordini del boss <strong> Pino Neri</strong>. Nel corso dell’operazione gli uomini della Dia hanno eseguito  anche 55 perquisizioni e sequestrato beni immobili, quote societarie e conti  correnti. L&#8217;inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Milano <strong> Ilda Boccassini</strong> e dai pm <strong>Paolo Storari</strong>, <strong>Alessandra Dolci</strong>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Secondo le indagini, l’ex  assessore provinciale milanese Antonio Oliviero, invece, sarebbe stato in  rapporti con l’imprenditore Ivano Perego, arrestato per associazione mafiosa, e  responsabile della Perego Strade.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> La società, a quanto si è appreso, sarebbe stata  controllata dalla famiglia Strangio, una delle più note della mafia calabrese.  Quanto ai carabinieri di Rho indagati, gli altri tre rispondono di corruzione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Davide De Stavola</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
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		<title>NDRANGHETA, OPERAZIONE GIANO: SEQUESTRATE IMPRESE E PATRIMONI AL CLAN CORDÌ</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 18:09:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Clan Cordì]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Giano]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Shark]]></category>

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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA, 1 LUG. &#8211; Facevano parte del Clan Cordì. Lo stesso che probabilmente è responsabile della morte del politico Francesco Fortugno, assassinato a Locri nel 2005. Stamattina il comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, all’interno dell’operazione nominata “Giano”, ha dato esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare e ha posto i sigilli a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4038/4549060418_5df3401939_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>REGGIO CALABRIA, 1 LUG.</strong></span> &#8211; Facevano parte del Clan <strong>Cordì</strong>. Lo stesso che probabilmente è responsabile della morte del politico <strong>Francesco Fortugno</strong>, assassinato a Locri nel 2005.<span id="more-7575"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Stamattina il comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, all’interno dell’operazione nominata “<strong>Giano</strong>”, ha dato esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare e ha posto i sigilli a un patrimonio aziendale dal valore complessivo di un milione e mezzo di euro. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><script type="text/javascript" language="JavaScript" src="http://adv.edintorni.net/content/120x240/?ct=it&af=7105&c1=333333&c2=333333&c3=669900&c4=FFFFFF&c5=669900"></script></div><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">I provvedimenti hanno coinvolto i paesi di <strong>Locri</strong> e <strong>Melito Porto Salvo</strong> e hanno portato agli arresti di due pezzi grossi della mafia locale. Si tratta di <strong>Cosimo Ruggia</strong> e <strong>Gerardo Zucco</strong>. Quest’ultimo genero del defunto boss <strong>Andrea Cordì</strong>, il “ragioniere”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">I titoli d’accusa sono diversi: associazione per delinquere di tipo mafioso, usura, frode in esecuzione di contratto d’appalto, truffa aggravata, intestazione fittizia di beni. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">I carabinieri hanno apposto i sigilli ad alcune imprese usate dalla cosca, tra cui le due filiali della società “Auto Fashion”. Dove si troverebbero una Ferrari e una Cadillac. Sequestrate anche moto d’acqua e moto da strada di grossa cilindrata. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Le indagini che hanno condotto all’operazione sono state avviate nel 2009, in continuazione all’attività anti ‘<strong>ndrangheta</strong>, nominata <strong>Shark</strong>. In quell’ambito, a settembre furono arrestate 16 persone.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>Rita Parrella</strong></span><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<table cellpadding="0" cellspacing="1" width="600" height="19">
<tr>
<td width="300" height="19"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div></td>
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</tr>
</table>
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		<item>
		<title>NDRANGHETA, OPERAZIONE REALE: DURO COLPO ALLA LOCALE DI SAN LUCA. 9 ARRESTI PER ASSOCIAZIONE MAFIOSA</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 20:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Operazione Reale]]></category>

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		<description><![CDATA[Reggio Calabria, 22 apr. &#8211; I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione distrettuale antimafia nei confronti di 9 indagati per associazione mafiosa, estorsione ed intestazione fittizia di beni. L&#8217;operazione, nome in codice ‘Reale’, ha accertato il ruolo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="500" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/v96jXbPYSkk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="500" src="http://www.youtube.com/v/v96jXbPYSkk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span id="more-3427"></span></span><span style="color: #99cc00;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; text-transform: uppercase;">Reggio Calabria, 22 apr.</span></strong></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> &#8211; I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno  eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla  Direzione distrettuale antimafia nei confronti di 9 indagati per associazione  mafiosa, estorsione ed intestazione fittizia di beni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">L&#8217;operazione, nome in codice ‘Reale’, ha accertato il ruolo  di vertice delle cosche Pelle di San Luca e Morabito di Africo nella gestione  degli interessi criminali nella fascia ionica reggina, documentandone la stretta  sinergia con le cosche dello stato, Ficara e Latella, anche per il conferimento  di cariche e gradi all&#8217;interno della &#8216;ndrangheta e per la risoluzione delle  controversie, tra cui quella emersa per la nomina del reggente del locale di  Roghudi, dopo il decesso per cause naturali dello storico capobastone Antonio  Romeo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">E&#8217; stato inoltre confermato, riferiscono gli investigatori,  il pervasivo controllo dell&#8217;area di San Luca, Bovalino e comuni limitrofi, da  parte dei Pelle, mediante una diffusa attività estorsiva agli operatori  economici locali. I particolari dell&#8217;operazione saranno resi noti dal  procuratore della repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, nel corso  di una conferenza stampa che si terra&#8217; alle 11 al Comando provinciale dei  carabinieri della citta&#8217; dello Stretto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;">BOTGRedazione</span><br />
</span></p>
<table style="height: 20px;" border="0" cellspacing="1" width="600">
<tbody>
<tr>
<td width="300" height="20"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div></td>
<td width="300" height="20"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>BIMBA MORTA ALL’OSPEDALE DI LOCRI, I GENITORI DI SARA SARTI SCRIVONO ALLA PROCURA: “CAMBIATE IL PM”</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 16:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Sari]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Nicita]]></category>
		<category><![CDATA[Sara Sarti]]></category>

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		<description><![CDATA[LOCRI, 7 APR. &#8211; Alessandro Sarti e Caterina Nicita, i genitori di Sara Sarti, la bambina di 5 anni deceduta il 25 agosto dello scorso anno nell’ospedale di Locri per un presunto caso di malasanità, hanno scritto una lettera al Procuratore generale di Reggio Calabria, al Procuratore di Locri, al Csm ed al Ministro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; "><strong><span style="color: #99cc00;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://lanazione.ilsole24ore.com/livorno/2009/08/26/222834/images/258476-bimba_mo.JPG" alt="La piccola Sara Sarti al centro di un'inchiesta sulla malasanità all'ospedale di Locri" width="190" height="130" />LOCRI, 7 APR.</span></strong> &#8211; Alessandro Sarti e Caterina Nicita, <strong>i genitori di Sara Sart</strong>i, la bambina di 5 anni deceduta il 25 agosto dello scorso anno nell’ospedale di Locri per un presunto caso di malasanità, hanno scritto una lettera al Procuratore generale di Reggio Calabria, al Procuratore di Locri, al Csm ed al Ministro della Giustizia chiedendo che l’inchiesta sulla morte della bimba<span id="more-2897"></span> venga affidata ad un pm diverso da quello attuale.  <strong>Nell’inchiesta sono indagati quattro medici</strong>, tre dei quali tuttora in servizio all’ospedale di Locri.</p>
<p style="text-align: justify; ">Le relazioni dei nostri consulenti – scrivono Caterina e Alessandro Sarti – asseriscono che, senza margini di dubbi, la responsabilità di tre dei quattro medici indagati è totale ed è causa unica e diretta della morte di nostra figlia. Al di là delle consulenze tecniche, invochiamo il buon senso: Sara dopo tre giorni di vomito e fortissimi dolori addominali non è stata nemmeno visitata dalla pediatra di turno all’ospedale di Locri che si rifiutò di ricoverare la bambina, limitandosi a palparle l&#8217;addome, senza svolgere di fatto una visita medica che possa definirsi tale e senza compiere alcun accertamento diagnostico, mandandola a casa con un sedativo. Il giorno dopo sara è orrendamente morta dopo ben sei ore di rianimazione continua con adrenalina e defibrillatore, ma se fosse stata ricoverata il giorno prima, ci dicono i nostri consulenti, oggi sarebbe qui con noi». «Anche dopo aver visionato le nostre consulenze di parte – dicono i genitori di Sara nell’esposto ai Procuratori, al Ministro ed al Csm – il pm Sgueglia non ha richiesto il rinvio a giudizio degli indagati, ma un incidente probatorio per procedere ad un’ulteriore perizia medica. Siamo veramente sconfortati. Come se tutto ciò non fosse già orribile, abbiamo appreso appreso che la mattina del 5 marzo scorso la pediatra è stata ricevuta da sola dalla pm Sgueglia per circa mezz&#8217;ora. Questo è un fatto di estrema gravità».</p>
<p style="text-align: justify; "><span style="color: #99cc00;"><strong>BOTGRedazione via IlQuotidianodellaCalabria</strong></span></p>
<p style="text-align: justify; "><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CADAVERE CARBONIZZATO NEL CROTONESE, POTREBBE TRATTARSI DI GIUSEPPE LIA, RISTORATORE 43ENNE DI SERSALE</title>
		<link>http://www.bolognatg24.it/city-news/2010/02/11/1619/cadavere-carbonizzato-nel-crotonese-potrebbe-trattarsi-di-giuseppe-lia-ristoratore-43enne-di-sersale/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 22:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>

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		<description><![CDATA[CATANZARO, 11 FEBB &#8211; A segnalare l’auto bruciata, un’Alfa «147», in area di aperta campagna del comune di Mesoraca, è stato un camionista di passaggio. Quando i carabinieri hanno aperto il bagagliaio hanno trovato il cadavere completamente carbonizzato che le fiamme avevano spezzato in due parti. Dalla targa i carabinieri sono risaliti al proprietario della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span class="txt-articolo"> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/immagini/hi-res/auto-cadavere-carbonizzato.jpg" alt="" width="200" height="140" />CATANZARO, 11 FEBB</strong></span> &#8211; A  segnalare l’auto bruciata, un’Alfa «147», in area di aperta campagna del comune  di Mesoraca, è stato un camionista di passaggio. Quando i carabinieri hanno  aperto il bagagliaio hanno trovato il cadavere completamente carbonizzato che le  fiamme avevano spezzato in due parti. Dalla targa i carabinieri sono risaliti al  proprietario della vettura<span id="more-1619"></span>, ma è risultato che l’auto era stata ceduta da tempo  ad un’altra persona.</span></span> </p>
<p style="text-align: justify;"><span class="txt-articolo"> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Secondo le prime indagini dei  Carabinieri, la vittima sarebbe stata uccisa da un&#8217;altra parte, o forse aveva un  appuntamento con gli assassini nella località Termine Grosso, al confine tra  Roccabernarda e Cutro. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="txt-articolo"> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">I carabinieri inoltre,  ipotizzano possa trattarsi di Giuseppe Lia, ristoratore di 43 anni, di Sersale,  in provincia di Catanzaro, già noto alle forze dell&#8217;ordine per vicende di mafia,  visto per l&#8217;ultima volta ieri mattina alle 10 in paese e del quale la moglie non  ha più notizie. A Sersale porta anche il fatto che l&#8217;auto, seppure intestata a  una donna, fosse nella disponibilità di Lia.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="txt-articolo"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>Redazione</strong></span><br />
</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>NDRANGHETA, GIALLO SULLA SCOMPARSA DELLA COLLABORATRICE DI GIUSTIZIA LEA GAROFALO. SENTITO CARLO COSCO, L&#8217;EX COMPAGNO DELLA DONNA</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 01:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO, 9 FEBB. &#8211; E&#8217; circondata da una fitta coltre di mistero la scomparsa di Leo Garofalo, la collaboratrice di giustizia di origini calabresi scomparsa a Milano lo scorso novembre. Trentasei anni, una figlia quasi maggiorenne, la Garofalo nei primi anni Novanta aveva convissuto con Carlo Cosco, il padre della ragazza, l&#8217;uomo arrestato dai carabinieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="background-color: #ffffff; background-position: 0%;"> </span><span style="background: white none repeat scroll 0%; font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;" lang="RU"><span style="color: #99cc00;"><strong>MILANO, 9 FEBB.</strong></span> &#8211; E&#8217; circondata da una fitta coltre di mistero<strong> la scomparsa di Leo Garofalo</strong>,  la collaboratrice di giustizia di origini calabresi scomparsa a Milano lo scorso  novembre.</span><span style="background: white none repeat scroll 0%; font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;"> </span> <span style="background: white none repeat scroll 0%; font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;" lang="RU"> Trentasei anni, una figlia quasi maggiorenne, la Garofalo nei primi anni Novanta  aveva convissuto con <strong>Carlo Cosco</strong>, il padre della ragazza, l&#8217;uomo  arrestato dai carabinieri <span id="more-1427"></span>con l&#8217;accusa di essere il mandante del sequestro  dell&#8217;ex compagna tentato lo scorso maggio a Campobasso.</span></p>
<p align="justify"><span style="background: white none repeat scroll 0%; font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;" lang="RU"> Nel 2002, <strong>Lea Garofalo rompe il patto di omertà </strong>che vige all&#8217;interno  delle cosche e inizia a confessare ai magistrati tutto ciò di cui è a  conoscenza, a partire dalle vicende legate alla sanguinosa faida che nel 1975  contrappose le famiglie nemiche <strong>Garofalo</strong> e <strong>Mirabelli.</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="background: white none repeat scroll 0%; font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;" lang="RU"><strong>Sandro Dolce</strong>, pm della Dda del capoluogo calabrese, è il primo a  raccogliere le testimonianze della donna e ad ottenere provvisoriamente il  programma di protezione.</span></p>
<p align="justify"><span style="background: white none repeat scroll 0%; font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;" lang="RU"> In qualità di compagna di Cosco, la Garofalo aveva avuto contatto diretto per  gli affari di<strong> traffici di droga</strong> intercorsi tra il fratello Floriano, il  suo convivente e il fratello di quest&#8217;ultimo. Inoltre, era a conoscenza di  alcuni elementi legati ad <strong>omicidi avvenuti negli anni &#8216;</strong>90.</span></p>
<p align="justify"><span style="background: white none repeat scroll 0%; font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;" lang="RU"> Il legale di Cosco, <strong>Francesco Garofalo</strong>, dice che le accuse rivolte al suo  assistito non hanno alcun fondamento dal momento che Cosco e Lea Garofalo sono  sempre andati d&#8217;accordo, sia prima che dopo la fine della loro relazione.</span><span style="background: white none repeat scroll 0%; font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;"> </span> <span style="background: white none repeat scroll 0%; font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;" lang="RU"> Secondo l&#8217;accusa, <strong>Massimo Sabatino</strong> avrebbe portato a termine il sequestro  su mandato di Carlo Cosco.</span><span style="background: white none repeat scroll 0%; font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;"> </span> <span style="background: white none repeat scroll 0%; font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;" lang="RU"> Nel frattempo, si cerca di far luce sulle sorti della donna.</span></p>
<p align="justify"><span style="background: white none repeat scroll 0%; font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;" lang="RU"><em><span style="color: #99cc00;"><strong>Samantha Chittolina</strong></span></em><br />
</span></p>
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