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	<title>BOLOGNATG24.IT &#187; Palermo</title>
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	<description>&#34;Il Laboratorio di Giornalismo&#34;</description>
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		<title>Palermo, tre cadaveri carbonizzati nelle campagne. Esplode faida</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 07:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PALERMO, 23 DICEMBRE – Nessuna pista e nessun movente, circa il ritrovamento di ben tre cadaveri carbonizzati nelle campagne siciliane. Il primo corpo è stato rintracciato nelle campagne di Misilmeri, nel palermitano, più precisamente in contrada Marraffa. Non sono state accertate le generalità dell’uomo, ma il comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri ipotizza che possa trattarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #3366ff;"><strong><img class="size-full wp-image-23993 alignleft" style="margin-right: 7px;" title="Omicidio Palermo" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2011/12/4540645741_63cbd6eab2_o.jpg" alt="" width="210" height="148" />PALERMO, 23 DICEMBRE </strong></span>– Nessuna pista e nessun movente, circa il ritrovamento di ben tre <strong>cadaveri carbonizzati</strong> nelle campagne siciliane.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo corpo è stato rintracciato nelle campagne di <strong>Misilmeri</strong>, nel palermitano, più precisamente in contrada Marraffa. Non sono state accertate le generalità dell’uomo, ma il comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri ipotizza che possa trattarsi di <strong>Salvatore Unitario</strong>, 42 anni, disoccupato, di cui non si hanno più notizie dal 7 ottobre scorso.</p>
<p><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=20" width="250" height="250"></iframe></div><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script>
<p style="text-align: justify;">Gli altri due corpi, invece, sono stati rinvenuti in una macchina abbandonata, sempre in campagna, in zona <strong>Lentini,</strong> nel siracusano, più in particolare, in contrada Serravalle. L’auto era una Reanult Modus e i corpi carbonizzati erano posizionati, uno sul lato conducente, l’altro sul sedile posteriore. Non sono ancora state accertate le generalità dei corpi e, soprattutto, la causa della morte, ma dalla dinamica del ritrovamento, la Squadra mobile di Siracusa e gli agenti del commissariato di Lentini, giunti sul luogo dell’omicidio, sospetta che possa trattarsi di un <strong>omicidio</strong> di stampo mafioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Indagano rispettivamente carabinieri e polizia e, attualmente, non si esclude nessuna ipotesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #3366ff;">Federica Palmisano</span></strong></p>
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		<title>Mafia: decapitato l&#8217;ultimo mandamento a protezione di Matteo Messina Denaro</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 19:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[matteo messina denaro]]></category>

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		<description><![CDATA[PALERMO, 16 DICEMBRE &#8211; Un attacco mirato a privare Cosa Nostra delle sue teste pensanti. Questa l’idea alla base del blitz antimafia messo in atto ieri alle prime luci dell’alba. che ha portato all&#8217;arresto di 11 persone nella provincia di Trapani. Si sono concentrate A Campobello di Mazara del Vallo il corpo speciale dei Ros [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-25672" style="margin-right: 7px; border-image: initial; border: 1px solid black;" title="Matteo Messina Denaro" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2011/12/Matteo-Messina-Denaro-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />PALERMO, 16 DICEMBRE &#8211; Un attacco mirato a privare Cosa Nostra delle sue teste pensanti. Questa l’idea alla base del blitz antimafia messo in atto ieri alle prime luci dell’alba. che ha portato all&#8217;arresto di 11 persone nella provincia di Trapani.</p>
<p style="text-align: justify;">Si sono concentrate A Campobello di Mazara del Vallo il corpo speciale dei Ros ha notificato gli undici ordini di custodia cautelare emanati dal procuratore aggiunto di Palermo Maria Teresa Principato, coordinatrice dell’inchiesta insieme ai pm Marzia Sabella e Pierangelo Padova.</p>
<p><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><script type="text/javascript"><!--
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<p style="text-align: justify;">Manette ai polsi anche per il primo cittadino di Campobello, gravemente implicato nelle attività mafiose della zona, come testimoniano anche le numerose intercettazioni telefoniche. Fermati anche Leonardo Bonafede, <em>“u’ zu’ Nardino”</em>, il boss della zona insieme ad altri esponenti di spicco del clan come Michele Greco, imprenditore locale considerato la mente economica della cosa, Cataldo La Rosa e Simone Mangiaracina. Cosca locale che è considerata uno dei baluardi del potere del capo dei capi Matteo Messina Denaro, oltre che uno dei pilastri della sua lunga latitanza.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L&#8217;operazione, frutto di oltre 5 anni di indagini, potrebbe contribuire a destabilizzare il meccanismo che continua a proteggere il boss, spesso difficile da penetrare&#8221;</em>, parola del procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo.</p>
<p style="text-align: justify;">Matteo Borile</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Palermo, Overdose da cocaina e sevizie a soli 18 mesi</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 19:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
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		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[PALERMO, 04 NOVEMBRE &#8211; Ha appena 18 mesi il bambino ricoverato ieri nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Cristina di Palermo, con evidenti sintomi di overdose da cocaina ed anche più evidenti segni di maltrattamenti sul corpo. Ematomi, lesioni, persino segni di bruciature che parrebbero inferte con una sigaretta; evidenze che unite ai palesi problemi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><img class="alignnone size-full wp-image-24220" title="Autoambulanza Sud" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2011/12/4103396475_a42cc0709a_m.jpg" alt="" width="500" height="250" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">PALERMO, 04 NOVEMBRE</span> &#8211; Ha appena 18 mesi il bambino ricoverato ieri nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Cristina di Palermo, con evidenti sintomi di overdose da cocaina ed anche più evidenti segni di maltrattamenti sul corpo.</p>
<p><span id="more-25221"></span><br />
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<p style="text-align: justify;">Ematomi, lesioni, persino segni di bruciature che parrebbero inferte con una sigaretta; evidenze che unite ai palesi problemi di respirazione del piccolo hanno portato il personale sanitario ad allertare l’autorità di Pubblica Sicurezza, che è rapidamente giunto al fermo della madre del piccolo, al quale sono state contestate le accuse di maltrattamenti ed in seguito di cessione di stupefacenti; la donna, residente tra Bagheria e Palermo, è una tossicodipendente come il convivente, anche lui interrogato dagli investigatori ed attualmente indagato, continua a negare anche i maltrattamenti, sostenendo che il bambino si sarebbe procurato i segni da se.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad assistere il piccolo in ospedale rimane il nonno, che si era anche attivato ieri per farvelo arrivare, dopo essersi reso conto delle sue condizioni critiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Matteo Borile</span></p>
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		<title>CULTURA &#124; Palermo, si espone a Casa AUT</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 16:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Casa AUT]]></category>
		<category><![CDATA[Peppino Impastato]]></category>
		<category><![CDATA[Tano Badalamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[BOLOGNA, 20 NOVEMBRE - Se è vero che non si può parlare di progresso nell&#8217;arte, perchè ogni momento è compiuto in sè stesso, si può però parlare di una sua evoluzione continua, del divenire incessante di una realtà mutevole in parallelo con la storia dell&#8217;uomo, della vita e del pensiero, e poichè la mutevolezza ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-22234" title="Palermo, si espone a Casa AUT" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2011/11/Peppino-Impastato.jpg" alt="" width="605" height="250" /></strong><span id="more-22233"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;">BOLOGNA, 20 NOVEMBRE</span> -</strong> Se è vero che non si può parlare di progresso nell&#8217;arte, perchè ogni momento è compiuto in sè stesso, si può però parlare di una sua evoluzione continua, del divenire incessante di una realtà mutevole in parallelo con la storia dell&#8217;uomo, della vita e del pensiero, e poichè la mutevolezza ed il cambiamento sempre più veloci sono la caratteristica del nostro tempo, l&#8217;arte moderna è un fenomeno tumultuoso, che si alimenta di contraddizioni, a volte incomprensibile ed incontrollabile per chi ci vive dentro.</p>
<p style="text-align: justify;">In arte tutto cambia, fuorché le provocazioni. La cultura e la società hanno bisogno periodicamente di <strong>essere scosse</strong>. Loro l’hanno capito da anni, in una terra, la Sicilia, che si nutre di provocazioni. Questo è l&#8217;intento del <strong>Laboratorio Saccardi</strong> nato con la volontà di <strong>affermare provocatoriamente</strong> <strong>un nuovo linguaggio artistico</strong>.Rispondono al nome di “Laboratorio Saccardi” e la loro specialità è l’irriverente confronto con stili irriverenti a loro volta. Il risultato a volte è irriverente, a volte sorprendente. Masticano di concettuale, di situazionismo e di collage.</p>
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<p style="text-align: justify;">Il Laboratorio Saccardi è un gruppo artistico palermitano. Composto da <strong>Vincenzo Profeta</strong> (Palermo, 1977), <strong>Marco Barone</strong> (Palermo, 1978), <strong>Giuseppe Borgia</strong> (Palermo, 1978) e <strong>Toti Folisi</strong> (Sant&#8217;Agata di Militello, 1979), il Laboratorio Saccardi è stato formato nel 2002 e ha vinto due edizioni del Genio di Palermo, nel 2004 e nel 2005. Formato da tre componenti provenienti dall&#8217;<strong>Accademia di Belle arti di Palermo</strong> tranne uno , il Laboratorio Saccardi, utilizzando diversi linguaggi, dalla pittura al video, dalla fotografia alla poesia visiva,alla scultura , sceglie un&#8217;espressività provocatoria, di autodefinita &#8220;irrisione dello star-system dell’arte e dell’intellettuale&#8221;. Il nome del quartetto è un tributo all&#8217;artista svizzero <strong>Albert Saccardi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso si appropriano della casa del boss Gaetano Badalamenti, sfidato da Peppino Impastato, per renderla un luogo d&#8217;arte. “I luoghi assorbono e restituiscono come spugne ciò che i loro abitanti vivono al loro interno, nutrendosi avidamente delle nostre energie, mutano rapidamente in immaginifici, personalissimi, santuari. L’arte è un mezzo perfetto per la riconversione energetica di questi luoghi.È questa l’idea alla base del progetto siciliano <strong>Casa AUT </strong>(Sikania rising project), una mostra nell&#8217;abitazione di <strong>Gaetano Badalamenti</strong>, mandante dell&#8217;omicidio di Peppino Impastato.</p>
<p style="text-align: justify;">La tappa finale di <strong>Sikania Rising Project</strong> è un cortocircuito di energie che, a cura del Laboratorio Saccardi, si tiene a Casa AUT a Cinisi. Settantaquattro artisti, quasi tutti siciliani, espongono le loro opere nella casa di Don Tano Badalamenti, espropriata dallo Stato e assegnata alle as.sociazioni che ricordano la figura di Peppino Impastato.</p>
<p><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div>
<p style="text-align: justify;">Si tratta della casa del Boss Gaetano Badalamenti a Cinisi, a 20 km da Palermo. Uno dei capi più importanti della storia della mafia siciliana e della malavita internazionale, don Tano detto “il boss dei due mondi”, uno dei realizzatori della cosiddetta “Pizza Connection”, un anello del narcotraffico del valore di miliardi di dollari. Attraverso l’aereoporto “Falcone-Borsellino” di Puntaraisi che lo stesso Badalamenti fece costruire nelle sue terre, il boss importava eroina dal Medio Oriente, utilizzando, dal 1975 al 1984 circa, come centro di spaccio il retro di molte pizzerie degli Stati Uniti medio-occidentali. Per la costruzione dell’aeroporto, uno dei più pericolosi d’Europa perché troppo vicino al mare e troppo vicino alle montagne, don Tano con le sue cave devastò divorandolo il gruppo di montagne che si estende intorno al capoluogo siciliano, mortificando per sempre il territorio. Don Tano Badalamenti è pero conosciuto ai più come mandante dell’omicidio di Giuseppe Impastato, un giovane attivista che attraverso la <strong>radio libera “RADIO AUT”</strong> di Terrasini denunciava i mafiosi del territorio, le loro collusioni e i loro business, e soprattutto il capo assoluto di Cinisi, il gran Capo Don Tano Seduto padrone di Mafiopoli come Impastato lo dipingeva nei suoi programmi radiofonici. Don Gaetano Badalamenti è morto ad Ayer ( Massachusetts)il 29 aprile 2004.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qualche anno la sua casa è stata espropriata dallo Stato ed è stata assegnata al Comune di Cinisi e alle associazioni che ricordano la figura di Peppino Impastato. La Casa dei 100 passi o forse meno che si percorrono dalla casa di Peppino a quella del Boss, la casa del film che ha reso note le vite dei suoi protagonisti al grande pubblico. 100 passi che tracciano una linea energetica invisibile tra il bene e il male, una linea che va da A ad A. La casa di Giuseppe Impastato è da tempo gestita dall’Associazione ” casa memoria” ovvero la famiglia di Peppino che ne conserva la memoria storica. L’altra casa invece è oggi vuota, completamente agibile e integra. Le sue mura sono intatte, pregne dell’energia del suo particolarissimo proprietario, immacolate così come Don Tano le ha lasciate. Questa modesta casa è un simbolo importante per <strong>Cinisi</strong>, per la Sicilia e l’Italia tutta, è un simbolo che verrà rivalutato, segnando un nuovo passo per risorgere.</p>
<p style="text-align: justify;">Visitare l’esposizione significa essere coinvolti in un continuo traslare dalle opere –ognuna con un proprio orizzonte creativo e un mondo interiore- alla dimensione macabra del potere del boss di Cosa Nostra, che qui, al civico 183 di Corso Umberto, visse fino alla fine degli anni ’70. Tra le scalle in onice che collegano i tre piani della palazzina, nei bagni, nell’ampia cucina e nel salone dove vennero emanate le sentenze di morte di molti uomini, trovano posto le opere di <strong>Alessandro Bazan</strong>, Andrea Di Marco, Emilio Isgrò, Federico Lupo, <strong>Francesco De Grand</strong>i, Alfonso Leto, <strong>Letizia Battaglia</strong>, Toti Garraffa, <strong>Fabio Sgroi</strong>, Manfredi Beninati, Fulvio Di Piazza, Carla Cislaghi, <strong>Cesare Inzerillo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra, organizzata dal <strong>Laboratorio Saccardi</strong> è visitabile fino al 27 novembre, dove per anni ha abitato don Tano detto “il boss dei due mondi”, artefice della cosidetta “Pizza Connection”, anello del narcotraffico del valore di miliardi di dollari), noto come mandante dell’omicidio di <strong>Peppino Impastato</strong>. Da qualche anno la casa del boss è stata espropriata dallo Stato e assegnata al Comune di Cinisi e alle associazioni che ricordano la figura di Impastato.</p>
<p style="text-align: justify;">Speciale a cura di <span style="color: #99cc00;"><strong>Chiara Arnone</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La trattativa tra Stato e mafia iniziò dopo la strage di Capaci</title>
		<link>http://www.bolognatg24.it/bologna-notizie/2011/10/10/17206/la-trattativa-tra-stato-e-mafia-inizio-dopo-la-strage-di-capaci/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 19:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Brusca]]></category>
		<category><![CDATA[papello]]></category>
		<category><![CDATA[processo Mori]]></category>
		<category><![CDATA[Toto Riina]]></category>
		<category><![CDATA[Trattativa Stato-Mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[PALERMO, 10 OTTOBRE – Il pentito Giovanni Brusca era a conoscenza della presunta trattativa tra Stato e mafia. A parlargliene fu Totò Riina, dopo la strage di Capaci e prima della strage di via d&#8217;Amelio. Interrogato oggi nuovamente nel processo a carico del generale Mario Mori, e del colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato di Cosa Nostra in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-17207" title="La trattativa tra Stato e mafia iniziò dopo la strage di Capaci" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2011/10/Giuseppe-Brusca.jpg" alt="Il pentito Giuseppe Brusca" width="600" height="230" /></strong></p>
<p><span id="more-17206"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PALERMO, 10 OTTOBRE –</strong> Il pentito <strong>Giovanni Brusca</strong> era a conoscenza della presunta <strong>trattativa tra Stato e mafia</strong>. A parlargliene fu<strong> Totò Riina</strong>, dopo la strage di Capaci e prima della strage di via d&#8217;Amelio. Interrogato oggi nuovamente nel processo a carico del generale Mario Mori, e del colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato di Cosa Nostra in relazione alla mancata cattura di Bernardo Provenzano, l’ex capomafia di San Giuseppe Jato ha collocato le sue informazioni sulla trattativa in un momento precedente all’attentato a Borsellino.</p>
<p style="text-align: justify;">Le dichiarazioni di Brusca sul papello, cioè sulle richieste avanzate dal boss <strong>Totò Riina</strong> allo Stato per fare cessare la strategia stragista, se verificate, hanno particolare importanza, perché vanno a sostegno dell’ipotesi investigativa secondo cui Borsellino fu eliminato perché ritenuto un ostacolo tra i vertici mafiosi ed esponenti delle istituzioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Brusca</strong> ha anche citato per la prima volta Gaspare Spatuzza, collaboratore di giustizia la cui attendibilità non trova consensi unanimi tra i magistrati. In particolare, ha detto che Spatuzza gli riferì del fallito attentato allo stadio Olimpico quella che  nei piani della mafia doveva essere &#8220;una vendetta nei confronti dei carabinieri che ci hanno preso in giro&#8221;.<strong> </strong>Secondo le rivelazioni di <strong>Spatuzza</strong> riportate stamattina da Brusca, l&#8217;autobomba fu imbottita di bulloni e pezzi di ferro che con l&#8217;esplosione sarebbero stati sparati come proiettili, proprio per causare un più alto numeri di morti, ma non scoppiò per un difetto del telecomando che avrebbe dovuto innescare la deflagrazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noemi La Barbera</strong></p>
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		<title>TERMINI IMERESE, È SALVATORE CALÌ IL 30ENNE UCCISO A COLPI DI PISTOLA</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 23:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Calì]]></category>

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		<description><![CDATA[PALERMO, 3 SETT. – E’ Salvatore Calì il nome dell’uomo trovato morto questa mattina, nell’androne di un palazzo alla periferia di Termini Imerese. Il corpo del 30enne, originario di Bagheria (Palermo), freddato da tre colpi di pistola al torace, è stato rinvenuto casualmente da una donna, mentre andava a gettare l’immondizia. Le indagini della Polizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4123/4741896886_80bbd9f341_o.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong><span style="color: #99cc00;">PALERMO, 3 SETT.</span></strong> – E’ Salvatore Calì il nome dell’uomo trovato morto questa mattina, nell’androne di un palazzo alla periferia di Termini Imerese. Il corpo del 30enne, originario di Bagheria (Palermo), freddato da tre colpi di pistola al torace<span id="more-8076"></span>, è stato rinvenuto casualmente da una donna, mentre andava a gettare l’immondizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le indagini della Polizia di Stato si stanno concentrando sulla vita privata dell’uomo che era omosessuale e lavorava come cameriere in un bar di Bagheria, a qualche chilometro da Termini Imerese. La modalità dell’omicidio rimanda a un’esecuzione e al momento nessuna pista può essere esclusa. Salvatore Calì era incensurato.</p>
<p><strong><span style="color: #99cc00;">Cristina Reggini</span></strong></p>
<p><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
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		<title>AGRIGENTO, BLITZ ANTIDROGA 50 ARRESTI, IN MANETTE DUE EX CALCIATORI DEL LICATA</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 21:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Licata Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[AGRIGENTO, 15 GIU. – La notte scorsa nell’agrigentino, un blitz antidroga dei carabinieri ha portato all’arresto di 50 persone. In carcere anche due ex giocatori del Licata calcio. Coinvolti nell’indagine sei minorenni, per i quali è in corso di esecuzione un ordine di custodia cautelare, emesso dal Gip del Tribunale per i minorenni di Agrigento. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2577/4106346871_d6955048ed_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><span style="color: #99cc00;"><strong>AGRIGENTO, 15 GIU. </strong></span>– La notte scorsa nell’agrigentino, <strong>un blitz antidroga dei carabinieri ha portato all’arresto di 50 persone</strong>. In carcere anche <strong>due ex giocatori del Licata</strong> <strong>calcio</strong>. <strong>Coinvolti</strong> nell’indagine <strong>sei minorenni</strong>, per i quali è in corso di esecuzione un ordine di custodia cautelare<span id="more-6744"></span>, emesso dal Gip del Tribunale per i minorenni di Agrigento. La maggior parte delle persone arrestate, tra cui due donne, sono di Licata, altre ordinanze sono state eseguite a Seveso nel Milanese, a Sommatino, in provincia di Caltanissetta, a Palermo e in Germania. <strong>Le bande di pusher, operanti tra Agrigento e Licata,</strong> <strong>si rifornivano a Palermo, nel Nord Italia ed in Germania</strong>. L’operazione ha coinvolto 400 carabinieri con l&#8217;ausilio di un&#8217;unita cinofila di Palermo ed un elicottero.<script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
<p><strong><span style="color: #99cc00;">Cristina Reggini</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<table cellpadding="0" cellspacing="1" width="600" height="19">
<tr>
<td width="300" height="19"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div></td>
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</tr>
</table>
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		<title>BOLOGNA, LETTERA MINATORIA RECAPITATA A MASSIMO CIANCIMINO</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 17:36:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>

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		<description><![CDATA[BOLOGNA, 9 FEB. &#8211; Come nel migliore dei copioni di mafia, alle rivelazioni scottanti, quelle sui rapporti tra Stato e Cosa Nostra, segue una lettera di minacce; Massimo Ciancimino, teste nel processo contro l’ex generale dell’Arma Mario Mori, ha dichiarato di aver ricevuto una lettera minatoria, ritrovata dai poliziotti sotto casa sua. “Non ti salverà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>BOLOGNA, 9 FEB.</strong></span> &#8211; Come nel migliore dei copioni di mafia,  alle rivelazioni scottanti, quelle sui rapporti tra Stato e Cosa Nostra, segue  una lettera di minacce; Massimo Ciancimino, teste nel processo contro l’ex  generale dell’Arma Mario Mori, ha dichiarato di aver ricevuto una lettera  minatoria, ritrovata dai poliziotti sotto casa sua.<span id="more-1474"></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">“Non ti  salverà Bologna, e nemmeno i pm Ingroia e Di Matteo. Siamo gli stessi che sono  entrati nella tua casa di Palermo anni fa&#8221;, queste le parole esplicite contenute  nella missiva. Non è la prima volta che il figlio di “don Vito”, ex potente  sindaco di Palermo, legato alla mafia, ha ricevuto minacce: prima la busta con i  proiettili nella sua cassetta postale, poi il furto dei verbali del processo di  Palermo riguardante il generale Mori, senza scasso. In quel caso, venne aperto  un fascicolo a cura del pm Valter Giovannini, lo stesso dove sarà inclusa questa  nuova minaccia.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Ciancimino  dice di essere stato costretto, pressato dalle domande del giudice, a riferire  in tribunale di queste minacce, che nemmeno sua moglie ne era al corrente; la  sua preoccupazione, ora che resta a Palermo in attesa della fine delle sue  deposizioni nel processo, è per suo figlio, e ha detto che chiederà protezione  al questore Merolla. La questura conferma l´esistenza della lettera e la  relazione di servizio subito presentata dagli agenti in Procura.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Antonio  Ricucci</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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</script></p>
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		<title>IMPATTO FRONTALE SULLA PALERMO-SCIACCA, MUORE UN ANZIANO DI SANTA CRISTINA GELA</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 10:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>

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		<description><![CDATA[PALERMO, 08 FEBB. – Asfalto insanguinato lungo le strade sicule. E&#8217; di un morto e di un ferito il bilancio di un incidente stradale mortale avvenuto la notte scorsa sulla SS Palermo-Sciacca. La vittima e&#8217; un pensionato di 70 anni che abitava a Santa Cristina Gela, nel palermitano, e&#8217; invece rimasto ferito il conducente dell&#8217;altra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://www.siciliainformazioni.com/pictures/0200x0000/0000010804.jpg" alt="" width="190" height="130" />PALERMO, 08 FEBB.</strong></span> – Asfalto insanguinato lungo le strade  sicule. E&#8217; di un morto e di un ferito il bilancio di un <strong>incidente stradale  mortale</strong> avvenuto la notte scorsa sulla SS Palermo-Sciacca. La vittima e&#8217; un  pensionato di 70 anni che abitava a Santa Cristina Gela, nel palermitano, e&#8217;  invece rimasto ferito il conducente dell&#8217;altra auto, un trentenne ricoverato<span id="more-1301"></span> in  prognosi riservata all&#8217;ospedale Civico di Palermo.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Al momento non è chiara la  dinamica dello scontro frontale, ma non e&#8217; escluso, data l’intensa pioggia che  cade da ieri sera, che una delle due auto abbia perso il controllo per l&#8217;asfalto  bagnato.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><em><strong>Redazione</strong></em><br />
</span></p>
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