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	<title>BOLOGNA TG24 - QUOTIDIANO REGIONALE DELL&#039;EMILIA ROMAGNA &#187; Milano</title>
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	<description>Video e Notizie sulla città di Bologna e l&#039;Emilia Romagna</description>
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		<title>MILANO, UCCIDE EX MOGLIE A COLPI DI PISTOLA DOPO UNA LITE. ARRESTATO IL 28ENNE GIUSEPPE DI STEFANO</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:12:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[MILANO, 3 SETT. – Una pistola calibro 22 per porre fine alla vita della donna che gli aveva dato tre figli. Al culmine di una lite scoppiato per l&#8217;affidamento dei piccoli Giuseppe Di Stefano, 28 anni, ha freddato la moglie dalla quale si stava separando, Teresa Patania, 30 anni, casalinga, nel cortile di un palazzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4106/4953154429_0895c170c2_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong><span style="color: #99cc00;">MILANO, 3 SETT.</span></strong> – Una pistola calibro 22 per porre fine alla vita della donna che gli aveva dato tre figli. Al culmine di una lite scoppiato per l&#8217;affidamento dei piccoli <strong>Giuseppe Di Stefano</strong>, 28 anni, ha freddato la moglie<span id="more-8082"></span> dalla quale si stava separando, <strong>Teresa Patania</strong>, 30 anni, casalinga, nel cortile di un palazzo popolare di via Barrili, nel quartiere Stadera a Milano.</p>
<p><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><!--  ADVERTISEMENT TAG 200 x 200, DO NOT MODIFY THIS CODE -->
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<p style="text-align: justify;"><strong>LA SCENA DEL CRIMINE</strong> &#8211; Di Stefano ha primo affrontato la moglie in cortile, sparandole un colpo, gli altri due li ha esplosi mentre era già risalito in casa, dal balcone. I vicini hanno avvertito immediatamente la Polizia e, quando gli agenti sono arrivati, l&#8217;operaio aveva ancora in pugno la Beretta calibro 22 con matricola abrasa ed ha cominciato a minacciarli, puntando l&#8217;arma contro di loro.</p>
<p style="text-align: justify;">La tensione ha rischiato di esplodere quando i parenti della vittima, che abitano numerosi nello stabile, hanno cominciato a inveire contro Di Stefano con intenzioni minacciose. Sono intervenute parecchie pattuglie della Questura e anche uomini del Reparto mobile, oltre ai volontari del 118 che non hanno potuto fare nulla, perché Teresa Patania era deceduta per le ferite riportate al torace e alla testa.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli agenti hanno anche indossato giubbetti antiproiettile, qualora Di Stefano avesse ricominciato a sparare. L&#8217;operaio, che si era barricato in casa, dopo un po&#8217; si è arreso, ha gettato la pistola in cortile e si è consegnato definitivamente ai poliziotti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;">Redazione</span></strong></p>
<p><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe></p>
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		<title>NDRANGHETA, SCACCO MATTO A DOMENICO OPPEDISANO NUMERO UNO DELLE COSCHE CALABRESI</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 18:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[domenico oppedisano]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>

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		<description><![CDATA[ MILANO, 13 LUG. – Le Procure  della Repubblica di Milano e Reggio Calabria hanno messo in ginocchio alcune  delle più potenti ‘ndrine calabresi radicatesi nel nord, arrestando 300 persone  in diverse parti d’Italia per vari reati. Le accuse vanno dall’associazione di tipo mafioso al traffico di armi e  stupefacenti, dall’omicidio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4099/4790972856_800eac2abf_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;">MILANO, 13 LUG.</span> – Le Procure  della Repubblica di Milano e Reggio Calabria hanno messo in ginocchio alcune  delle più potenti ‘ndrine calabresi radicatesi nel nord, arrestando 300 persone  in diverse parti d’Italia per vari reati.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span id="more-7843"></span> Le accuse vanno dall’associazione di tipo mafioso al traffico di armi e  stupefacenti, dall’omicidio all’estorsione, dall’usura ad altri gravi reati.  Complessivamente sono 304 i provvedimenti restrittivi &#8211; tra fermi di indiziato  di reato e ordinanze di custodia cautelare &#8211; emessi dalle autorità giudiziarie  nell’ambito della maxi operazione contro la ‘ndrangheta. In particolare, 248  provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri, 53 dalla polizia di Stato e 3  dalla Dia.  Gli inquirenti calabresi e lombardi, al lavoro da tempo su questa  inchiesta, hanno indagato in particolare sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta  nel nord Italia, sia nelle attività produttive e commerciali, sia nel mondo  politico e amministrativo locale. Oltre agli arresti, il blitz delle forze  dell&#8217;ordine avrebbe portato anche al sequestro di denaro, armi e droga.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Sono 38 gli immobili sparsi  tra Pavia, Torre D’Isola (Pavia) e in Liguria sequestrati insieme a 10 conti  correnti a Carlo Antonio Chiriaco, il direttore dell’Asl di Pavia, arrestato  oggi nell’ambito della maxi operazione coordinata dalla Dda di Milano e Reggio  Calabria.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> Gli  immobili sono intestati alla figlia del direttore sanitario dell’Asl e a delle  società a lui riconducibili. Chiriaco dovrebbe essere portato in carcere a  Torino. Nei suoi confronti le accuse ipotizzate sono associazione mafiosa in  qualità di capo promotore del locale di Pavia insieme a Pino Neri, <strong>Rocco  Coluccio</strong> e <strong>Francesco Bertucca</strong>. Il direttore sanitario è anche  accusato di concorso in corruzione elettorale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Nel maxi blitz di carabinieri  e polizia, coordinato dalle Dda di Milano e Reggio Calabria, è stato arrestato  Pino Neri, considerato il capo della ndrangheta in Lombardia.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> A quanto si è appreso da fonti investigative, Neri era, fino a prima  dell&#8217;arresto, il vertice assoluto della mafia calabrese in Lombardia. Pino Neri  è accusato anche di avere convogliato voti elettorali su indicazione di Antonio  Chiriaco, direttore dell’Asl di Pavia, anche lui finito in carcere per  associazione mafiosa e corruzione. Da quanto si apprende, Neri, ritenuto il capo  assoluto della mafia calabrese in Lombardia, avrebbe indirizzato, su indicazione  di Chiriaco, voti a favore del deputato del Pdl <strong>Giancarlo Abelli</strong>, che  risulta estraneo ai fatti e non è indagato. Tra gli arrestati c’è anche <strong> Domenico Oppedisano</strong>, 80 anni, considerato dagli investigatori l’attuale  numero uno delle cosche calabresi. La sua nomina a capocrimine &#8211; cioè colui che  è al vertice dell’organismo che comanda su tutte le ‘ndrine ed è denominato  Provincia &#8211; sarebbe stata decisa il 19 agosto del 2009 nel corso del matrimonio  tra <strong>Elisa Pelle</strong> e <strong>Giuseppe Barbaro</strong>, entrambi figli di boss.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;">I NUOVI VOLTI DELLA  NDRANGHETA</span> –</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> <strong> Tra i 300 destinatari di misure cautelari di oggi, ci sono un po’ tutti, non  solo gli uomini delle cosche.</strong> È stato arrestato per associazione mafiosa e  corruzione il direttore dell&#8217;Asl di Pavia, <strong>Carlo</strong> <strong>Antonio Chiriaco</strong>.  Nell’inchiesta, che ha accertato infiltrazioni della ‘ndrangheta nel nord  Italia, sono indagati anche l’assessore comunale di Pavia, <strong>Pietro Trivi</strong> (per corruzione elettorale) e l’ex assessore provinciale milanese <strong>Antonio  Oliviero</strong> (per corruzione e bancarotta). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Tra gli indagati anche  quattro carabinieri di Rho (Milano), uno dei quali per concorso esterno in  associazione mafiosa.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> Le indagini, condotte dalla Dia di Milano, hanno anche portato  all’arresto di <strong>Francesco Bertucca</strong>, 57 anni, imprenditore edile di Pavia,  e di <strong>Rocco Coluccio</strong>, biologo e imprenditore. Assieme al direttore  dell&#8217;Asl di Pavia sono accusati di essere stati organici alla ‘ndrangheta e di  essere il punto di congiunzione con l’organizzazione agli ordini del boss <strong> Pino Neri</strong>. Nel corso dell’operazione gli uomini della Dia hanno eseguito  anche 55 perquisizioni e sequestrato beni immobili, quote societarie e conti  correnti. L&#8217;inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Milano <strong> Ilda Boccassini</strong> e dai pm <strong>Paolo Storari</strong>, <strong>Alessandra Dolci</strong>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Secondo le indagini, l’ex  assessore provinciale milanese Antonio Oliviero, invece, sarebbe stato in  rapporti con l’imprenditore Ivano Perego, arrestato per associazione mafiosa, e  responsabile della Perego Strade.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> La società, a quanto si è appreso, sarebbe stata  controllata dalla famiglia Strangio, una delle più note della mafia calabrese.  Quanto ai carabinieri di Rho indagati, gli altri tre rispondono di corruzione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Davide De Stavola</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
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		<title>INCHIESTA ROS, 27 ANNI PER GANZER: CONDANNA DA NARCOTRAFFICANTE</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 23:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Ganzer]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO, 15 APR. – Il pm  Luisa Zanetti ha chiesto 27 anni di carcere per Gianpaolo Ganzer, comandante  dei Ros, nell’ambito del processo che lo vede coinvolto, insieme ad altri, tra  cui l&#8217;ex colonnello dei Ros Mauro Obino e altri sottufficiali dell&#8217;Arma, in  presunte irregolarità relative a operazioni antidroga, sotto copertura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="background: white none repeat scroll 0%; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2800/4521989202_8abb02fa55_m.jpg" alt="Gianpaolo Ganzer" width="190" height="130" />MILANO, 15 APR.</strong></span> – <strong>Il pm  Luisa Zanetti ha chiesto 27 anni di carcere per Gianpaolo Ganzer</strong>, comandante  dei Ros, nell’ambito del processo che lo vede coinvolto, insieme ad altri, tra  cui l&#8217;ex colonnello dei Ros Mauro Obino e altri sottufficiali dell&#8217;Arma, in  presunte irregolarità relative a operazioni antidroga<span id="more-3153"></span>, sotto copertura, avvenute  tra il 1991 e il 1997.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> Le accuse sono di associazione per delinquere aggravata dall&#8217;uso delle armi e  dal numero dei componenti superiore a dieci, peculato e falso, questi ultimi due  reati in parte coperti da prescrizione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">All’inizio della requisitoria  il pm ha precisato che &#8220;questo non è un processo a carico dei Ros, <strong>non è un  atto di accusa contro l&#8217;Arma dei carabinieri</strong>, di cui tutti riconoscono la  delicatissima funzione, il valore e l&#8217;impegno (&#8230;) Questo mio intervento mira  invece a dimostrare l&#8217;esistenza di deviazioni all&#8217;interno, cresciute, nutrite,  tollerate prima e incoraggiate, strutturate, organizzate poi, pur di produrre  risultati a qualsiasi costo, anche con metodi scorretti o illeciti&#8221;. Tra gli  episodi contestati anche un traffico d&#8217;armi tra Libano e Italia. La  requisitoria, andata avanti per 12 udienze, si è conclusa con le richieste di  condanna shock da parte del pm anche per gli altri 17 imputati: per una decina  degli imputati le pene variano dai 27 ai 25 anni di reclusione. Il pm ha chiesto  per tutti gli imputati anche l&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici.</span></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0%; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il difensore di Ganzer,  l’avvocato Tiburzio De Zuani non è sorpreso dalla richiesta, &#8220;viste le  responsabilità che il pm ha attribuito al mio assistito, questa richiesta era a  parer mio ovvia&#8221;, ha poi aggiunto </span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">&#8220;se fosse vera l&#8217;accusa,  che vera non è, si può dire che <strong>il mio assistito è stato trattato come un  narcotrafficante</strong>&#8220;.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> Sulla stessa linea anche alcuni difensori degli altri 17 imputati. Il generale  Gianpaolo Ganzer, si astiene dal commentare, &#8220;L&#8217;unica cosa che posso affermare &#8211;  dichiara &#8211; è che io continuo con la massima serenità ed impegno a fare il mio  lavoro&#8221;.</span></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Cristina Reggini</span></span></p>
<p><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=12"></script></p>
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		<title>MILANO, ANCORA L’OMBRA DELLA MAFIA.  23 PROIETTILI PER BLOCCARE LO SPETTACOLO DI GIULIO CAVALLI</title>
		<link>http://www.bolognatg24.it/city-news/2010/02/09/1402/milano-ancora-l-ombra-della-23-proiettili-per-bloccare-lo-spettacolo-di-giulio-cavalli/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 00:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[ MILANO, 8 FEBB.  &#8211; Sono statti trovati 23 proiettili davanti al teatro  Oscar di Milano, ove doveva andare in scena lo spettacolo “L&#8217;apocalisse  rimandata, ovvero benvenuta catastrofe”, scritto da Dario Fo. Un avvertimento in tipico stile mafioso, come confermato  anche da Antonio Di Pietro, il cui scopo era quella di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">MILANO, 8 FEBB.</span></strong></span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> &#8211; Sono statti trovati 23 proiettili davanti al teatro  Oscar di Milano, ove doveva andare in scena lo spettacolo “L&#8217;apocalisse  rimandata, ovvero benvenuta catastrofe”, scritto da Dario Fo. Un avvertimento in tipico stile mafioso, come confermato  anche da Antonio Di Pietro, il cui scopo era quella di intimidire <strong>Giulio  Cavalli</strong>.<span id="more-1402"></span> L&#8217;attore, nonché regista, è l&#8217;autore di “Do ut des”, opera in cui  mette in ridicolo i mafiosi, e di “A cento passi dal Duomo”, in cui svergogna le  trame mafiose in Lombardia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Giulio <strong>da sempre si è battuto attivamente affinché fosse  diffusa una maggiore comprensione delle attività delle organizzazioni criminali  di stampo mafioso</strong>; non soltanto recita, ma racconta, informa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Principalmente cerca di svelare la presenza criminale anche  nelle aree settentrionali, ove, diversamente, il problema mafioso è sempre stato  considerato come qualcosa da mettere in secondo piano. Gli interessi economici,  gli investimenti nelle attività imprenditoriali, la contiguità di uomini  d&#8217;affari e politici, queste le tematiche  a lui più care.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Ultimamente, poi, <strong>l&#8217;attore si era anche candidato alle  elezioni regionali come indipendente nell&#8217;Italia dei valori</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Cavalli è una voce scomoda (l’anno scorso Giampiero Fiorani  tentò, senza successo, di bloccare il suo spettacolo sull’epopea della Bpl) ed è  per questo che , dal 2006, è sotto scorta. Infatti, <strong>più volte ha subito  minacce</strong>: lettere anonime; scritte sui furgoni della sua compagnia; una bara  disegnata sul muro del teatro Nebiolo di Tavazzano, che Cavalli dirige; un  proiettile davanti la sede milanese dell&#8217;idv, 48 ore dopo la sua candidatura,   e, davanti la filiale scelta per il conto corrente elettorale, un volantino  minatorio in cui si sosteneva che quella banca fosse controllata dalla mafia. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il Nobel <strong>Dario Fo</strong> si dice «terribilmente sorpreso. È  incredibile che a Milano succedano cose così».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">Subito dopo la scoperta dei  proiettili, sabato pomeriggio, la Digos ha sconsigliato all&#8217;attore di andare in  scena. Lui si è detto d&#8217;accordo, ma </span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">sul palco è salito lo stesso</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">,  esternando il suo stato d&#8217;animo: </span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">«Avrei voluto vederli questi omuncoli mentre gettavano a  terra la loro viltà, scambiandola per coraggio»</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">.  Poi, ha promesso: «Continuerò a pretendere da me stesso e dagli altri che il  diritto-dovere di lavorare mi sia garantito [...] se accade a un attore fa  rumore, ma in Lombardia ci sono imprenditori, artigiani, operai che non possono  fare il loro lavoro. E questo è inaccettabile»</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">Alla domanda “cosa da fastidio  dei suoi spettacoli?”, risponde: «credo sia una cosa più ampia: le mie  collaborazioni con i sindaci antimafia, con i magistrati con cui scrivo i miei  testi. Poi </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">ovvio che,</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;"> </span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">in una regione dove il  negazionismo sulla criminalità organizzata ha fatto comodo a moltissima gente,  questi spettacoli siano ritenuti ‘pericolosi’</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">.  Perché il pubblico viene a sentirci, ci appoggia, anche se fa meno rumore dei  quattro vigliacchi che continuano a fare gesti di questo tipo».</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">Valeria Castellano</span></em></span></p>
<p></p>
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		<title>MILANO, DOLCE E AMARO AL “MI AMI ANCORA”: DENTRO SI BALLA, MA FUORI UN GIOVANE VIENE PICCHIATO A SANGUE DALLA SECURITY</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 00:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO, 08 FEBB. &#8211; E&#8217; notte, il Leoncavallo pullula di  giovani. Nella folla non c&#8217;è la solita gente che frequenta il centro sociale e  sono tutti in attesa nella kilometrica fila che si è creata per entrare. Siamo  al Mi Ami Ancora, l&#8217;evento organizzato dall&#8217;associazione Rockit, che si  occupa della promozione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://www.rockit.it/res/include/thumbnail.php?articolo=779&amp;size=580&amp;mode=images" alt="" width="190" height="130" />MILANO, 08 FEBB.</strong></span> &#8211; E&#8217; notte, il Leoncavallo pullula di  giovani. Nella folla non c&#8217;è la solita gente che frequenta il centro sociale e  sono tutti in attesa nella kilometrica fila che si è creata per entrare. Siamo  al <strong>Mi Ami Ancora</strong>, l&#8217;evento organizzato dall&#8217;associazione Rockit, che si  occupa della promozione di musicisti emergenti.<span id="more-1385"></span> </span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Una volta acquistato il biglietto, siamo dentro. Nella sala grande ci sono numerosi stand che vendono di  tutto e sul palco <strong>Hormonauts, Comaneci, Dj Gruff, Krisma, Moltheni</strong> e  tutte le altre band italiane si alternano a suonare. I ragazzi ballano e pogano sotto le casse.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">In un&#8217;altra stanza ci sono persone sdraiate sulle amache  montate per l&#8217;occasione, alcuni leggono libri, mentre altri si rilassano  ascoltando la musica che viene dal vicino palco. Sullo schermo, intanto, la mano  di un disegnatore tratteggia su un foglio bianco il volto di un giovane punk.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">E&#8217; la festa della musica, ma intanto, fuori, non si ride e  non si balla. Già intorno alle 2 di notte gli ingressi vengono chiusi.  Non entra più nessuno. La gente, già esausta dalla fila che dura quasi un&#8217;ora, è  costretta ad aspettare. Molti hanno comprato il ticket a prezzo dimezzato, ma non  serve, le porte sono chiuse.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il caos </span></strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">scatta quando il cancello che blocca l&#8217;ingresso nel cortile  interno si apre per far uscire il furgone di un gruppo di artisti. La gente  prova ad entrare superando la sicurezza, ma i mastini del leoncavallo non  tardano a cacciare i manganelli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Un giovane</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> con la testa rasata <strong>viene accerchiato da</strong> un gruppo  di <strong>persone addette alla security che lo iniziano a picchiare</strong>, causandogli  una contusione al cranio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Dentro nessuno si accorge e nessuno sa di ciò che sta  accadendo fuori. La festa continua indifferente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Non è la prima volta</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> che eventi simili accadono al leoncavallo. Lo  scorso fine settimana al concerto dei 99 Posse un extracomunitario era stato  svegliato a calci dai buttafuori. Il <strong>14 novembre 2009</strong>, invece, un ragazzo  è stato accerchiato da 3 o 4 della sicurezza che lo hanno massacrato a calci e  pugni e, quando alcuni suoi amici sono intervenuti per sedare la rissa, un  giovane è stato colpito dal manico del manganello proprio sul cranio ed altre  due ragazze avrebbero subito minacce con pistole elettriche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Accadimenti assolutamente spiacevoli in un contesto come  quello di un centro sociale, ove la libertà, il rispetto e la democrazia sono  valori che dovrebbero regnare. Un accadimento che fa perdere la parola “sociale”  alla parola “centro”. Insomma, eventi che snaturano lo spirito e gli ideali che  dovrebbero governare in un posto simile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Un connubio di dolce e amaro, di bello e brutto, quindi, il  Mi Ami Ancora 2010 nella cornice del più famoso spazio pubblico autogestito di  Milano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Abbiamo intervistato il musicista <strong>Umberto Giardini (Moltheni)</strong>.  Per lui, tornare a suonare nel capoluogo lombardo, città dalla quale è  cominciata le sua carriera negli anni &#8216;90, è un tuffo nella sua giovinezza, nel  ricordo delle “sbornie”, della grande ispirazione che aveva.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">“<strong>Adoro Milano che per me è la città per eccellenza</strong>,  almeno in Italia” &#8211; dichiara Umberto &#8211; “tornare a Milano è sempre molto  importante per me, non a caso lo faccio capitare almeno una volta al mese”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Quanto allo spazio che ospita l&#8217;evento, dice, “essere a  Leoncavallo è un modo per sentire da vicino un certo ambiente anarchico che mi è  sempre appartenuto, nel sangue direi. Essere qui è per me bellissimo”, ma  aggiunge, ”di questo posto ho una grande stima. Anche se oramai e&#8217; un luogo  comune denotare un certo snobismo da parte di chi incontri all&#8217;interno di esso,  qui chi lavora, vive, e porta avanti il progetto non ride e questo e&#8217; un grosso  limite. I centri e gli ex centri sociali o a chiaro carattere popolare  dovrebbero essere colmi di gente ospitale e sorridente; ma in Italia così non è.  Questo presupposto mi tocca e mi delude moltissimo” &#8211; e conclude &#8211; “tuttavia, io  sarò sempre dalla parte del leoncavallo, nonché di quei posti che hanno scritto  la storia sociale del nostro paese”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><em><span style="color: #99cc00;"><strong>Valeria Castellano</strong></span></em><br />
</span></p>
<p></p>
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		<title>MILANO, SCOMPARSA LEA GAROFALO COLLABORATRICE DI GIUSTIZIA. CRESCE L’ IPOTESI DEL SEQUESTRO-OMICIDIO</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 12:15:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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MILANO, 7 FEB - Misteri della ‘ndrangheta. Prima hanno tentato di ucciderla  e poi l&#8217;hanno sequestrato per vendetta dopo che aveva fatto dichiarazioni  scottanti sulle cosche della &#8216;ndrangheta di Petilia Policastro. E&#8217; la storia coraggiosa di Lea Garofalo, di 36 anni, per la quale adesso  si teme il peggio perché, secondo le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="486" height="412" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="flashObj" /><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="flashvars" value="videoId=65417213001&amp;linkBaseURL=http%3A%2F%2Fvideo.sky.it%2Fvideoportale%2Findex.shtml%3FvideoID%3D65417213001&amp;playerId=1445085911&amp;viewerSecureGatewayURL=https://console.brightcove.com/services/amfgateway&amp;servicesURL=http://services.brightcove.com/services&amp;cdnURL=http://admin.brightcove.com&amp;domain=embed&amp;autoStart=false&amp;" /><param name="src" value="http://c.brightcove.com/services/viewer/federated_f8/1445085911" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="486" height="412" src="http://c.brightcove.com/services/viewer/federated_f8/1445085911" flashvars="videoId=65417213001&amp;linkBaseURL=http%3A%2F%2Fvideo.sky.it%2Fvideoportale%2Findex.shtml%3FvideoID%3D65417213001&amp;playerId=1445085911&amp;viewerSecureGatewayURL=https://console.brightcove.com/services/amfgateway&amp;servicesURL=http://services.brightcove.com/services&amp;cdnURL=http://admin.brightcove.com&amp;domain=embed&amp;autoStart=false&amp;" bgcolor="#FFFFFF" name="flashObj"></embed></object><span id="more-1242"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>MILANO, 7 FEB </strong></span>- Misteri della ‘ndrangheta. Prima hanno tentato di ucciderla  e poi l&#8217;hanno sequestrato per vendetta dopo che aveva fatto dichiarazioni  scottanti sulle cosche della &#8216;ndrangheta di Petilia Policastro. E&#8217; la storia coraggiosa di <strong>Lea Garofalo</strong>, di 36 anni, per la quale adesso  si teme il peggio perché, secondo le ultime indiscrezioni giornalistiche, la  donna potrebbe essere stata sequestrata per essere uccisa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Della vicenda si sta occupando la Procura della Repubblica  di Campobasso, che ha disposto l&#8217;arresto dell&#8217;ex compagno della donna, <strong>Carlo  Garofalo</strong>, di 40 anni, e di <strong>Massimo Sabatino</strong>, di 37 anni, già detenuto  per altra causa. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Secondo quanto è emerso dalle indagini dei carabinieri di  Campobasso, Cosco sarebbe stato il mandante del tentativo di omicidio della  donna, messo in atto da Sabatino e non riuscito per la reazione della donna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">I particolari della vicenda saranno resi noti nel corso  della conferenza stampa che i magistrati della Procura di Campobasso ed i  carabinieri hanno fissato per lunedi&#8217; prossimo nel capoluogo molisano. Ma i  particolari della vicenda stanno già emergendo.</span></p>
<p></p>
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		<title>ROCKIT, TORNA A MILANO IL &#8220;MI AMI ANCORA&#8221;. SUL PALCO DEL LEONCAVALLO SFILANO BAND ITALIANE</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 00:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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MILANO, 06 FEBB. &#8211; Via Leoncavallo (Mi), un grande  appuntamento imprescindibile con la musica italiana. Torna, infatti, a  grandissima richiesta, nella splendida cornice del centro sociale autogestito  più grande d&#8217;Italia, l&#8217;edizione invernale del festival che per anni ha divertito  la città di Milano, il Mi Ami Ancora.
Ad organizzarlo è il Rockit, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><strong><span style="color: #99cc00;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://www.rockit.fm/immagini/MIAMI09Rockit.jpg" alt="" width="190" height="130" /></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>MILANO, 06 FEBB.</strong></span> &#8211; Via Leoncavallo (Mi), un grande <strong> appuntamento imprescindibile con la musica italiana</strong>. Torna, infatti, a  grandissima richiesta, nella splendida cornice del centro sociale autogestito  più grande d&#8217;Italia, l&#8217;edizione invernale del festival che per anni ha divertito  la città di Milano, il Mi Ami Ancora.<span id="more-1070"></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Ad organizzarlo è il <strong>Rockit</strong>, l&#8217;associazione italiana  che, sin dal 1997, si occupa della promozione di band rigorosamente italiane.  Attraverso il suo portale, con milioni di pageview mensili e 30mila utenti, gli  artisti hanno la possibilità di caricare le proprie tracce, farsi conoscere o,  semplicemente, fare amicizia, creando una rete di relazioni. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il Rockit organizza anche eventi ed il festival estivo Mi  Ami costituisce quello più importante. <strong>L&#8217;edizione invernale</strong>, tuttavia, <strong> cambia leggermente il proprio format</strong>. Lo start up è previsto per le ore 17  di Sabato ed il finale “apro gli occhi e ti penso” alle 9 della domenica  mattina. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Al prezzo di 10 euro (birra compresa) i giovani avranno la  possibilità di godersi <strong>15 ore di divertimento puro</strong> tra i 2 palchi  predisposti per i live, lo spazio reading e concerti acustici, l&#8217;area relax  (teatro) ed una zona expo con più di 50 espositori ed autoproduzioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Sabato, poi, avremo una vetrina piena di meravigliosa  musica. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Abbiamo parlato con Jacopo di <strong>Iosonouncane</strong>, che  salirà sul palco del Leoncavallo intorno alle ore 20 e 15. L&#8217;artista ci promette  uno spettacolo in cui lascerà “molto spazio all&#8217;improvvisazione”,  un&#8217;improvvisazione che sarà “suonata, cantata, recitata e mimata”. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il programma prevede, inoltre, la partecipazione di band,  tra le quali ricordiamo My awesome mixtape, The hormonauts, Dj Gruff, Moltheni,  Krisma, Bolognaviolenta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Valeria Castellano</span></strong></p>
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<div>
<input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-0521364566239484:uk9obo-l7ql" /><span style="color: #99cc00;"><em><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Cerca le altre news correlate<br />
</span></strong></em></span></p>
<input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" />
<input name="q" size="25" type="text" />
<input name="sa" type="submit" value="Cerca" /></div>
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