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	<title>BOLOGNA TG24 - QUOTIDIANO REGIONALE DELL&#039;EMILIA ROMAGNA &#187; City News</title>
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	<description>Video e Notizie sulla città di Bologna e l&#039;Emilia Romagna</description>
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		<title>NDRANGHETA, BATTAGLIA POLITICA TRA CLAN PER CONQUISTARE LA LIGURIA</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 08:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GENOVA, 14 LUGLIO &#8211; &#8220;La stiamo appoggiando noialtri&#8230; ci impegniamo noi  contro la volontà di compare Mimmo Gangemi che abbiamo avuto una discussione&#8230;.  Che ha voluto appoggiare a un (inc) che e&#8217; un finanziere, uno sbirro&#8230; cinque  anni fa ha detto lui che e&#8217; sbirro questo qua, che e&#8217; un infame&#8230; che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4099/4790972856_800eac2abf_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong><span style="color: #99cc00;">GENOVA, 14 LUGLIO</span></strong> &#8211; &#8220;La stiamo appoggiando noialtri&#8230; ci impegniamo noi  contro la volontà di compare Mimmo Gangemi che abbiamo avuto una discussione&#8230;.  Che ha voluto appoggiare a un (inc) che e&#8217; un finanziere, uno sbirro&#8230; cinque  anni fa ha detto lui che e&#8217; sbirro questo qua, che e&#8217; un infame&#8230; che questo<span id="more-7864"></span>&#8230;  adesso ha voluto appoggiare a Monteleone lui&#8230; lo potete appoggiare&#8230; uno vale  l&#8217;altro, appoggiamo a Monteleone&#8230; adesso questo gli ha promesso un posto di  lavoro al genero e voleva appoggiare a questo qua&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; questa l&#8217;intercettazione telefonica madre inclusa nella  maxi ordinanza messa a punto dai gip di Reggio Calabria e Milano che ha  decapitato con 304 arresti un’organizzazione malavitosa calabrese operante su  tutto il territorio nazionale che lambisce anche la Liguria. Chi parla e&#8217;  Domenico &#8220;Mimmo&#8221; Belcastro, 48 anni, imprenditore calabrese, considerato dalla  Dia un leader emergente della &#8216;ndrangheta a Genova. Sta avendo una conversazione  con Giuseppe Commisso, lo storico boss calabrese, suo referente. E parla del  leader &#8216;ndranghetuso genovese, Domenico &#8220;Mimmo&#8221; Gangemi, di 64 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle sue parole fa capolino il nome di Monteleone, Rosario  Monteleone, presidente del Consiglio regionale ligure, rappresentante dell&#8217;Udc,  ex dc con varie cariche amministrative nel suo passato di politico di  professione. La battaglia tra Mimmo Belcastro e Mimmo Gangemi si gioca proprio  sulla decisione dell&#8217;appoggio politico. Belcastro, originario di Siderno,  ritiene di dovere dare il proprio appoggio per le regionali alla figlia di  Vincenzo Moio, 51 anni, originario di Taurianova, residente a Camporosso, in  provincia di Imperia, imprenditore edile ed ex vice sindaco di Ventimiglia con  la maglia del Pdl. La telefonata risale al 4 marzo del 2010, alla vigilia della  tornata elettorale. &#8220;Stiamo appoggiando ad uno, voi sapete che e&#8217; questo che lui  veniva sempre a Siderno e vi conosce&#8230; quel Moio ve lo ricordate voi? Che e&#8217; un  amico che si impegna&#8230; e adesso sta candidando la figlia e l&#8217;appoggiamo  noi&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Commisso chiede a Belcastro se all’interno del gotha della  &#8216;ndrangheta genovese sia stata fatta una votazione. Belcastro assicura: &#8220;No!&#8221;. E  aggiunge: &#8220;(Gangemi, ndr) Se ne e&#8217; andato a Ventimiglia lui a chiamare persone  ad uno ad un altro la&#8217;&#8230; invece questi hanno mandato da me a questo, no?&#8230; gli  hanno detto: &#8220;andate da Mimmo e non vi preoccupate&#8221;&#8230; e lui si e&#8217; risentito che  e&#8217; venuto da me&#8230; e io non l&#8217;ho mandato a chiamare&#8230; poi mi ha mandato a  chiamare lui, poi alla fine ha detto che voleva parlare con Moio a chiedergli  scusa che ha sbagliato in buona fede, poi gli ha chiesto scusa pure a questo  Moio&#8230;&#8221;. L&#8217;appartenenza di Gangemi alla &#8216;ndrangheta sembra chiara, e così  appare in una conversazione telefonica avuta con il ‘capo dei capi’ Domenico  Oppedisano: Dice Gangemi: &#8220;Siamo tutti una cosa, pare, che la Liguria e&#8217;  ndranghetista. Noi siamo calabresi e quello che c&#8217;era qui lo abbiamo portato li.  Quello che abbiamo li&#8217; e&#8217; una cosa che abbiamo&#8230;noi siamo in collaborazione con  la Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo tutti una cosa&#8230;calabresi. Mi trovo a Rosarno&#8230;sempre  da qua sei partito&#8221;. Segue l&#8217;avvertimento del boss Oppedisano: &#8220;Pero&#8217; compare  quello che amministriamo li&#8217;, lo amministriamo per la nostra terra, li  amministriamo sempre noi calabresi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;">Redazione Calabria</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
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		<title>NDRANGHETA, SCACCO MATTO A DOMENICO OPPEDISANO NUMERO UNO DELLE COSCHE CALABRESI</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 18:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>

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		<description><![CDATA[ MILANO, 13 LUG. – Le Procure  della Repubblica di Milano e Reggio Calabria hanno messo in ginocchio alcune  delle più potenti ‘ndrine calabresi radicatesi nel nord, arrestando 300 persone  in diverse parti d’Italia per vari reati. Le accuse vanno dall’associazione di tipo mafioso al traffico di armi e  stupefacenti, dall’omicidio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4099/4790972856_800eac2abf_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;">MILANO, 13 LUG.</span> – Le Procure  della Repubblica di Milano e Reggio Calabria hanno messo in ginocchio alcune  delle più potenti ‘ndrine calabresi radicatesi nel nord, arrestando 300 persone  in diverse parti d’Italia per vari reati.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span id="more-7843"></span> Le accuse vanno dall’associazione di tipo mafioso al traffico di armi e  stupefacenti, dall’omicidio all’estorsione, dall’usura ad altri gravi reati.  Complessivamente sono 304 i provvedimenti restrittivi &#8211; tra fermi di indiziato  di reato e ordinanze di custodia cautelare &#8211; emessi dalle autorità giudiziarie  nell’ambito della maxi operazione contro la ‘ndrangheta. In particolare, 248  provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri, 53 dalla polizia di Stato e 3  dalla Dia.  Gli inquirenti calabresi e lombardi, al lavoro da tempo su questa  inchiesta, hanno indagato in particolare sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta  nel nord Italia, sia nelle attività produttive e commerciali, sia nel mondo  politico e amministrativo locale. Oltre agli arresti, il blitz delle forze  dell&#8217;ordine avrebbe portato anche al sequestro di denaro, armi e droga.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Sono 38 gli immobili sparsi  tra Pavia, Torre D’Isola (Pavia) e in Liguria sequestrati insieme a 10 conti  correnti a Carlo Antonio Chiriaco, il direttore dell’Asl di Pavia, arrestato  oggi nell’ambito della maxi operazione coordinata dalla Dda di Milano e Reggio  Calabria.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> Gli  immobili sono intestati alla figlia del direttore sanitario dell’Asl e a delle  società a lui riconducibili. Chiriaco dovrebbe essere portato in carcere a  Torino. Nei suoi confronti le accuse ipotizzate sono associazione mafiosa in  qualità di capo promotore del locale di Pavia insieme a Pino Neri, <strong>Rocco  Coluccio</strong> e <strong>Francesco Bertucca</strong>. Il direttore sanitario è anche  accusato di concorso in corruzione elettorale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Nel maxi blitz di carabinieri  e polizia, coordinato dalle Dda di Milano e Reggio Calabria, è stato arrestato  Pino Neri, considerato il capo della ndrangheta in Lombardia.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> A quanto si è appreso da fonti investigative, Neri era, fino a prima  dell&#8217;arresto, il vertice assoluto della mafia calabrese in Lombardia. Pino Neri  è accusato anche di avere convogliato voti elettorali su indicazione di Antonio  Chiriaco, direttore dell’Asl di Pavia, anche lui finito in carcere per  associazione mafiosa e corruzione. Da quanto si apprende, Neri, ritenuto il capo  assoluto della mafia calabrese in Lombardia, avrebbe indirizzato, su indicazione  di Chiriaco, voti a favore del deputato del Pdl <strong>Giancarlo Abelli</strong>, che  risulta estraneo ai fatti e non è indagato. Tra gli arrestati c’è anche <strong> Domenico Oppedisano</strong>, 80 anni, considerato dagli investigatori l’attuale  numero uno delle cosche calabresi. La sua nomina a capocrimine &#8211; cioè colui che  è al vertice dell’organismo che comanda su tutte le ‘ndrine ed è denominato  Provincia &#8211; sarebbe stata decisa il 19 agosto del 2009 nel corso del matrimonio  tra <strong>Elisa Pelle</strong> e <strong>Giuseppe Barbaro</strong>, entrambi figli di boss.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;">I NUOVI VOLTI DELLA  NDRANGHETA</span> –</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> <strong> Tra i 300 destinatari di misure cautelari di oggi, ci sono un po’ tutti, non  solo gli uomini delle cosche.</strong> È stato arrestato per associazione mafiosa e  corruzione il direttore dell&#8217;Asl di Pavia, <strong>Carlo</strong> <strong>Antonio Chiriaco</strong>.  Nell’inchiesta, che ha accertato infiltrazioni della ‘ndrangheta nel nord  Italia, sono indagati anche l’assessore comunale di Pavia, <strong>Pietro Trivi</strong> (per corruzione elettorale) e l’ex assessore provinciale milanese <strong>Antonio  Oliviero</strong> (per corruzione e bancarotta). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Tra gli indagati anche  quattro carabinieri di Rho (Milano), uno dei quali per concorso esterno in  associazione mafiosa.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> Le indagini, condotte dalla Dia di Milano, hanno anche portato  all’arresto di <strong>Francesco Bertucca</strong>, 57 anni, imprenditore edile di Pavia,  e di <strong>Rocco Coluccio</strong>, biologo e imprenditore. Assieme al direttore  dell&#8217;Asl di Pavia sono accusati di essere stati organici alla ‘ndrangheta e di  essere il punto di congiunzione con l’organizzazione agli ordini del boss <strong> Pino Neri</strong>. Nel corso dell’operazione gli uomini della Dia hanno eseguito  anche 55 perquisizioni e sequestrato beni immobili, quote societarie e conti  correnti. L&#8217;inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Milano <strong> Ilda Boccassini</strong> e dai pm <strong>Paolo Storari</strong>, <strong>Alessandra Dolci</strong>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Secondo le indagini, l’ex  assessore provinciale milanese Antonio Oliviero, invece, sarebbe stato in  rapporti con l’imprenditore Ivano Perego, arrestato per associazione mafiosa, e  responsabile della Perego Strade.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> La società, a quanto si è appreso, sarebbe stata  controllata dalla famiglia Strangio, una delle più note della mafia calabrese.  Quanto ai carabinieri di Rho indagati, gli altri tre rispondono di corruzione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Davide De Stavola</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
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		<title>AMSTERDAM, RIMANE UN MISTERO LA MORTE DEL 22ENNE DI TORINO TROVATO IN UN CANALE</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 16:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Recrosio]]></category>

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		<description><![CDATA[AMSTERDAM, 12 LUG. – Potrebbe essere stato ucciso Simone Recrosio, 22 anni, trovato morto giovedì 8 luglio in un canale di Neck, un piccolo borgo a 10  chilometri da Amsterdam. Il giovane, originario di Ronco Canavese, un paesino in Val Soana, dopo la scuola alberghiera si era trasferito in Olanda, dove da due anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4056/4684550011_7a0f75f594_o.jpg" alt="" width="190" height="130" /><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>AMSTERDAM, 12 LUG. </strong></span>– Potrebbe essere stato ucciso<strong> Simone Recrosio, 22 anni</strong>, trovato <strong>morto </strong>giovedì 8 luglio<strong> in un canale </strong><strong><span style="font-family: Verdana; font-weight: normal;">di Neck, un piccolo borgo a 10  chilometri da </span></strong><strong><span style="font-family: Verdana;">Amsterdam</span></strong>.<span id="more-7814"></span> Il giovane, originario di Ronco Canavese, un paesino in Val Soana, dopo la scuola alberghiera si era trasferito in Olanda<!--more-->, dove da due anni lavorava come chef presso il ristorante italiano “Mario Uva”. Mercoledì mattina i colleghi non lo vedono al lavoro e avvisano subito la polizia, preoccupati perché Simone è una persona puntuale e precisa. Gli inquirenti stanno seguendo la pista dell’<strong>omicidio</strong>: sul corpo del ragazzo ci sarebbero evidenti <strong>segni di violenza</strong>, inoltre sull’argine del canale vicino alla bicicletta è stata trovata una <strong>macchia di sangue</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il titolare del ristorante, Mario Uva, in Toscana al momento dell’incidente, recatosi a Ronco dai genitori di Simone, avrebbe detto loro: “<strong>E stato come perdere un figlio</strong>”. Della vicenda sono stati informati la Farnesina e il Consolato italiano ad Amsterdam, anche se a svolgere le indagini sarà soltanto la polizia olandese. Intanto il padre del giovane, che era figlio unico, si è recato ad Amsterdam per seguire le procedure dell&#8217;<strong>autopsia</strong> e del rimpatrio della salma. Nel paesino in Val Soana tutti sperano ci siano presto sviluppi nelle indagini, per evitare almeno, che il caso sia archiviato tra gli irrisolti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Cristina Reggini</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
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		<title>FORTITUDO BOLOGNA: OGGI SI DECIDE IL SUO DESTINO. SACRATI SI AGGRAPPA ALL&#8217;ERARIO</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 12:52:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[fortitudo bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[
Bologna, 12 luglio – La cenerentola Fortitudo attende con ansia lo scoccare della mezzanotte per  conoscere il suo futuro. Il patron Gilberto Sacrati dovrà regolarizzare i propri  conti, altrimenti per la seconda estate consecutiva la ‘Effe’ non sarà iscritta  al prossimo campionato di LegaDue.
Indispensabili due mln di euro, una cifra cospicua che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4013/4634607905_abd728a269_o.jpg" alt="" width="600" height="250" /><span style="color: #99cc00;"><strong></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; text-transform: uppercase;"><span id="more-7778"></span>Bologna, 12 luglio</span></strong></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> – La cenerentola Fortitudo attende con ansia lo scoccare della mezzanotte per  conoscere il suo futuro. Il patron Gilberto Sacrati dovrà regolarizzare i propri  conti, altrimenti per la seconda estate consecutiva la ‘Effe’ non sarà iscritta  al prossimo campionato di LegaDue.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Indispensabili due mln di euro, una cifra cospicua che nel  corso della giornata potrebbe abbassarsi notevolmente se dall’Agenzia delle  Entrate dovesse arrivare un feedback positivo alle richieste di rateizzazione di  Irpef, Iva ed Enpals che sono state tardivamente presentate nei giorni scorsi. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Sacrati spera nell’ennesimo aiuto dell’erario per salvare  in extremis la sua società, ma il tempo utile stringe e nel caso in cui la  richiesta non venisse accettata o non giungesse in tempo, domani sarebbe già  troppo tardi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La <strong>LegaDue</strong> diventerebbe un miraggio e il sogno di  rivalsa che è iniziato con il roccambolesco canestro insaccato da Malaventura a  Forlì in gara 5 si trasformerebbe nell’incubo peggiore per il popolo biancoblù.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>Redazione Sportiva</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT></p>
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		<item>
		<title>ROMA, MANIFESTANTI AQUILANI AGGREDITI DALLE FORZE DELL&#8217;ORDINE. VIVIAMO IN UNO STATO DI &#8220;ILLEGALITÀ LEGALIZZATA&#8221;</title>
		<link>http://www.bolognatg24.it/cronaca/2010/07/08/7771/roma-manifestanti-aquilani-aggrediti-dalle-forze-dellordine-viviamo-in-uno-stato-di-illegalita-legalizzata/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 09:29:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[(A cura di Simone Luca Reale) &#8211; Quante volte si può morire? Un essere umano secondo le leggi biologiche può morire una volta sola. Non è così per la democrazia italiana. Dal dopoguerra ad oggi troppe volte è morta senza mai rinascere del tutto.
Oggi l&#8217;ennesimo lutto per la nostra democrazia. Cinquemila aquilani sfilavano per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4116/4773441047_22100a6f08_m.jpg" alt="" width="190" height="130" />(A cura di <span style="color: #99cc00;"><strong>Simone Luca Reale</strong></span>) &#8211; Quante volte si può morire? Un essere umano secondo le leggi biologiche può morire una volta sola. Non è così per la democrazia italiana. Dal dopoguerra ad oggi troppe volte è morta senza mai rinascere del tutto.<span id="more-7771"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Oggi l&#8217;ennesimo lutto per la nostra democrazia. Cinquemila aquilani sfilavano per le strade della capitale con la mera intenzione di chiedere i propri diritti. Diritti riconosciuti dalla nostra Carta Suprema.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Dai microfoni di Sky tg24 un manifestante con la maglia zuppa di sangue e la testa spaccata dichiara che il loro unico obiettivo era quello di raggiungere il Parlamento per portare un pò di visibilità alle loro legittime richieste, per far conoscere, cioè, agli italiani la reale condizione in cui sono costretti a vivere da più di un anno gli aquilani. Realtà, che troppe volte viene nascosta da un sistema dei mezzi di informazione che manifesta sempre di più la tendenza ad assoggettarsi al potere tradendo il ruolo originario e più nobile che da esso ci si attendeva.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Dicevamo, quindi, che i manifestanti volevano raggiungere il Parlamento, il luogo in cui gli eletti dal popolo, dovrebbero fare gli interessi e risolvere i problemi del popolo stesso.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In una parola, governare. Una parola che è stata sostituita, nell&#8217;ottica di coloro che dovrebbero rappresentarci, con la parola &#8220;Comandare&#8221;. Ed è proprio da tale concezione del potere politico che abbiamo la generazione di quell&#8217;embrione distorto che fa nascere nelle stesse forze dell&#8217;ordine la convinzione che tutto sia lecito, anche la repressione armata contro dei nostri concittadini, se questi ultimi possono, con la loro protesta, recare imbarazzo alla classe dirigente.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E&#8217; così che oggi, le forze dell&#8217;ordine bloccano i manifestanti prima a piazza Venezia, poi in via del Corso e ancora a piazza Colonna. Tre i manifestanti feriti: due ragazzi sono stati colpiti alla testa in via del Corso, un terzo ragazzo è stato malmenato durante il tentativo di forzare il primo posto di blocco in piazza Venezia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Aggrediti, da coloro che dovrebbero garantire l&#8217;ordine, perchè volevano portare alla ribalta le proprie legittime istanze. L&#8217;ennesima morte della democrazia italiana.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il leader dell&#8217;opposizione, Bersani, chiede a Maroni di riferire in Parlamento. Ma basterà questo?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Se la classe politica italiana ha veramente a cuore la sua stessa esistenza deve iniziare, da oggi, a pretendere senza se e senza ma, il rispetto dei principi costituzionali e per questo, deve chiedere le immediate dimissioni di Maroni e non ostacolare le inchieste giudiziarie che dovranno far piena luce sull&#8217;accaduto e punire i colpevoli.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Lo chiediamo a nome dei cittadini italiani. E diciamo se non lo volete fare per questi cittadini, fatelo per voi stessi, perché non sappiamo quanto potrà andare avanti un paese in cui oramai regna perenne una &#8220;illegalità legalizzata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT></p>
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		<title>APPALTI A TRENITALIA, CINQUE ARRESTI. SPUNTA IL NOME DEL CARDINALE SEPE</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 14:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[ NAPOLI, 6 LUG. &#8211; E&#8217; durato poco l&#8217;orgoglio delle Ferrovie dello Stato a seguito delle  congratulazioni del Segretario ai Trasporti USA Ray LaHood, in visita nella  giornata di ieri per valutare il servizio italiano dell&#8217;Alta Velocità. E&#8217; stata  infatti aperta un&#8217;inchiesta da parte del Gip di  Napoli Luigi Giordano, su  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4137/4768039458_03aa31a34b_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><strong><span style="color: #99cc00;"> NAPOLI, 6 LUG.</span></strong><strong> &#8211; E&#8217; durato</strong> poco l&#8217;orgoglio delle <strong>Ferrovie dello Stato</strong> a seguito delle  congratulazioni del Segretario ai Trasporti USA Ray LaHood, in visita nella  giornata di ieri per valutare il servizio italiano dell&#8217;Alta Velocità.<span id="more-7741"></span> E&#8217; stata  infatti <strong>aperta un&#8217;inchiesta da parte del Gip di  Napoli Luigi Giordano, su  richiesta dei pm Henri John Woodcock e Francesco Curcio</strong>.</p>
<p><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=5" width="120" height="600"></iframe></div>
<p style="text-align: justify;">Le indagini riguardano un sistema illegale di <strong> assegnazione di appalti</strong>, e vede coinvolte le Ferrovie dello Stato e  l&#8217;azienda <strong>Fd Costruzioni srl</strong>, cui facevano capo gli <strong>imprenditori  napoletani Giovanni e Antonio De Luca</strong>, assieme alla sorella Anna.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono cinque le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla  Procura partenopea: arrestati i due <strong>fratelli De Luca, Raffaele Arena,  Fiorenzo Carassai</strong> (entrambi ex dirigenti del servizio di manutenzione di  Trenitalia), mentre è ai domiciliari <strong>Carmine D&#8217;Elia</strong>, ritenuto il socio  occulto di Arena. I reati contestati sono “<strong>associazione a delinquere  finalizzata a pilotare in modo sistematico e seriale” gli appalti Fs, turbativa  d&#8217;asta, riciclaggio, corruzione e reimpiego di proventi illeciti in attività  economiche</strong> svolte dall&#8217;azienda. Tutto mediante un sistema di tangenti che,  dal 2002 a questa parte, ha dato vita ad un giro da dieci milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Fondamentali, per l&#8217;indagine, le <strong>intercettazioni</strong>: in  una telefonata del 12 Febbraio, Giovanni de Luca fa pressione a Carassai  (entrambi erano già in stato d&#8217;arresto) per concludere una commessa con la  Bombardier Transportation Italy s.p.a., azienda operante, tra le altre cose, di  progettazione e manutenzione di treni. Nel dialogo fra i due, De Luca parla di  un incontro con tale “Clemente”, e chiede a Carassai informazioni sul suo conto.  L&#8217;ex dirigente parla di “un impiccione politico”delle file Udc che “va una volta  a destra, una volta a sinistra”, ma comunque un ottimo aggancio perché “un  intrallazzatore”. Spiega il gip Giordano che si tratta di <strong>Clemente Carta</strong>,  membro del Cda Anas e Fs, e Presidente della commissione Finanze della Camera  durante la IX Legislatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle intercettazioni raccolte da Aprile dello scorso anno,  la Procura ha notato un tentativo da parte dell&#8217;azienda partenopea di  accaparrarsi gli appalti di ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo: <strong>Anna  De Luca</strong>, che partecipa al 30% al capitale della Fd Costruzioni, ha  intrattenuto delle trattative con il capo del Dipartimento della Protezione  Civile, ma senza nessun risultato. Secondo Giordano “nonostante la buona  accoglienza riservata alla De Luca, <strong>l&#8217;impresa dei De Luca non ha conseguito  appalti</strong>”. Un&#8217;ulteriore riferimento all&#8217;inchiesta Grandi Eventi di Roma è il  nome del cardinale <strong>Crescenzio Sepe</strong> (attualmente indagato per corruzione),  citato da De Luca in una telefonata, nella quale preme perché la sorella chieda  un&#8217; “intercessione” da parte del cardinale con i vertici Trenitalia per ottenere  gli appalti. Al momento, Sepe, non è coinvolto nelle accuse.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;">Diletta Sarzanini</span></p>
<p><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/3-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=0" width="468" height="60"></iframe><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script></p>
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		<title>BOLOGNATG24, I FATTI DEL GIORNO: EDIZIONE DEL 2 LUGLIO. IL RICORDO DI FRANCESCO FONTANA. SACRATI INDAGATO PER EVASIONE FISCALE</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 12:20:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 
BOLOGNA, 2 LUG. &#8211; «Invece di  parlarne e basta abbiamo deciso di fare qualcosa per ricordarlo tutti insieme»,  raccontano i compagni di scuola ritrovatisi ieri pomeriggio nei giardini delle  medie Francesco Francia armati di pennarelli e cartelloni. Puntuali, alle  quattro sotto il sole cocente, accompagnati dalle mamme o da soli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4139/4754853976_b86016f824_b.jpg" alt="" width="600" height="198" /><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong> </strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong><span id="more-7608"></span>BOLOGNA, 2 LUG.</strong></span> &#8211; «Invece di  parlarne e basta abbiamo deciso di fare qualcosa per ricordarlo tutti insieme»,  raccontano i compagni di scuola ritrovatisi ieri pomeriggio nei giardini delle  medie Francesco Francia armati di pennarelli e cartelloni. Puntuali, alle  quattro sotto il sole cocente, accompagnati dalle mamme o da soli in bici hanno  invaso con fogli e colori il campo di basket sul quale solitamente giocano. Si  sono dati appuntamento su Facebook tramite la pagina appositamente dedicatagli  («Tieni duro Francesco Fontana») già poche ore dopo il terribile incidente. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">I MESSAGGI &#8211; </span></strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Continui i messaggi di cordoglio sulla bacheca virtuale «postati» da  coetanei e amici, come «Ciao Francesco, mankerai a Tutti! Ora sei volato lassù  lasciando un enorme vuoto dentro tutti noi. Ci hai insegnato tanto e non ti  dimenticheremo MAI, anche lassù sarai sempre il più FORTE», ma non solo. Tanti  infatti gli adulti sconvolti dalla prematura fine di «Fonta», uno dei suoi  soprannomi, come un suo ex professore Andrea Macrì: «Profondo dolore per  Francesco, mio ex alunno, stupefacente disegnatore pur con un semplice unico  righello (motivo mio di ira, ma aveva ragione lui), non ti dimenticherò». </span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-style: italic; font-weight: 700;"> CorriereBologna</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">SACRATI INDAGATO DALLA PROCURA DI TERAMO</span></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">BOLOGNA, 2 LUG. &#8211; Gilberto Sacrati, patron della Fortitudo,  è finito nel mirino della Procura di Pescara in una maxi-operazione anti  evasione, che vuole far luce su alcune società con base nell´isola portoghese di  Madeira. Nell´elenco dei 29 imprenditori indagati, diffuso ieri dal <em> quotidiano Il Centro</em>, c´è anche lui: il teorema dell´accusa, che ha fatto  scattare perquisizioni a tappeto nelle loro società, è che gli imprenditori  indagati avessero allestito un sistema per evadere il fisco grazie a fatture  emesse per operazioni mai fatte, in un giro di soldi milionario. Gli  imprenditori sono in gran parte abruzzesi, ma ci sono anche manager d´altre  parti d´Italia. <strong><em>RepubblicaBologna</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; text-transform: uppercase;">Accoltello&#8217; figlio suo datore  lavoro, arrestato nel Lucchese</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">BOLOGNA, 2 LUG &#8211; Scappato dopo aver aggredito a colpi di  bastone e coltello il figlio del suo datore di lavoro a Bologna, ieri sera e&#8217;  stato rintracciato in Toscana. Jose Eduardo Hernandez Olvera, messicano di 26  anni che da qualche mese lavorava come giardiniere per una famiglia bolognese,  e&#8217; stato sottoposto a fermo per tentato omicidio. Era a Stiava, frazione di  Massarosa (Lucca), ospite di una coppia di pensionati conoscenti di sua cugina.  L&#8217;aggressione e&#8217; avvenuta il 30 giugno e la vittima, di 17 anni, guarira&#8217; tra 25  giorni. <strong><em>Ansa</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><strong><em>Rassegna Stampa<br />
</em></strong></span></p>
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		<title>NDRANGHETA, OPERAZIONE GIANO: SEQUESTRATE IMPRESE E PATRIMONI AL CLAN CORDÌ</title>
		<link>http://www.bolognatg24.it/city-news/2010/07/01/7575/ndrangheta-operazione-giano-sequestrate-imprese-e-patrimoni-al-clan-cordi/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 18:09:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>
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		<category><![CDATA[operazione Shark]]></category>

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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA, 1 LUG. &#8211; Facevano parte del Clan Cordì. Lo stesso che probabilmente è responsabile della morte del politico Francesco Fortugno, assassinato a Locri nel 2005.
Stamattina il comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, all’interno dell’operazione nominata “Giano”, ha dato esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare e ha posto i sigilli a un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4038/4549060418_5df3401939_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>REGGIO CALABRIA, 1 LUG.</strong></span> &#8211; Facevano parte del Clan <strong>Cordì</strong>. Lo stesso che probabilmente è responsabile della morte del politico <strong>Francesco Fortugno</strong>, assassinato a Locri nel 2005.<span id="more-7575"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Stamattina il comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, all’interno dell’operazione nominata “<strong>Giano</strong>”, ha dato esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare e ha posto i sigilli a un patrimonio aziendale dal valore complessivo di un milione e mezzo di euro. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><script type="text/javascript" language="JavaScript" src="http://adv.edintorni.net/content/120x240/?ct=it&af=7105&c1=333333&c2=333333&c3=669900&c4=FFFFFF&c5=669900"></script></div><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">I provvedimenti hanno coinvolto i paesi di <strong>Locri</strong> e <strong>Melito Porto Salvo</strong> e hanno portato agli arresti di due pezzi grossi della mafia locale. Si tratta di <strong>Cosimo Ruggia</strong> e <strong>Gerardo Zucco</strong>. Quest’ultimo genero del defunto boss <strong>Andrea Cordì</strong>, il “ragioniere”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">I titoli d’accusa sono diversi: associazione per delinquere di tipo mafioso, usura, frode in esecuzione di contratto d’appalto, truffa aggravata, intestazione fittizia di beni. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">I carabinieri hanno apposto i sigilli ad alcune imprese usate dalla cosca, tra cui le due filiali della società “Auto Fashion”. Dove si troverebbero una Ferrari e una Cadillac. Sequestrate anche moto d’acqua e moto da strada di grossa cilindrata. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Le indagini che hanno condotto all’operazione sono state avviate nel 2009, in continuazione all’attività anti ‘<strong>ndrangheta</strong>, nominata <strong>Shark</strong>. In quell’ambito, a settembre furono arrestate 16 persone.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>Rita Parrella</strong></span><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<table cellpadding="0" cellspacing="1" width="600" height="19">
<tr>
<td width="300" height="19"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div></td>
<td width="300" height="19"><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/2-1004835.js"></SCRIPT></td>
</tr>
</table>
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		<title>MAXI BLITZ ANTI CAMORRA NEL BRONX. SCOVATA ROCCAFORTE DELLO SPACCIO</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 18:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Camorra]]></category>
		<category><![CDATA[operazione bronx]]></category>

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		<description><![CDATA[NAPOLI, 1 LUG. - Una  vera e propria zona offlimits, controllata e gestita dalla Camorra. Una  cittadella che non è “stato”, dove la droga è venduta 24 ore su 24. Alla  periferia est di Napoli, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio: il  Bronx. La scorsa notte 260 militari vi hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4072/4313873524_90e5ed1be5_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>NAPOLI, 1 LUG. </strong></span>- Una  vera e propria zona offlimits, controllata e gestita dalla <strong>Camorra</strong>. Una  cittadella che non è “stato”, dove la droga è venduta 24 ore su 24. Alla  periferia est di Napoli, nel quartiere di <strong>San Giovanni a Teduccio</strong>: il <strong> Bronx</strong>.<span id="more-7571"></span> La scorsa notte 260 militari vi hanno fatto irruzione, portando agli  arresti 28 persone, su richiesta del Pm <strong>Mariella Di Mauro. </strong>Tra i  destinatari del provvedimento il boss del clan omonimo, <strong>Bernardino Formicola</strong>,  di anni 33.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Le indagini effettuate con  l’ausilio di intercettazioni telefoniche e immagini registrate avevano  documentato in 40 giorni 870 vendite di droga. <span class="nero14">Il  procuratore <strong>Giovandomenico Lepore</strong> e il procuratore aggiunto <strong>Rosario  Cantelmo</strong>, coordinatore della Dda, hanno per l’appunto indicato che con la  nuova normativa sulle intercettazioni l’operazione non sarebbe stata  praticabile.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><script type="text/javascript" language="JavaScript" src="http://adv.edintorni.net/content/120x240/?ct=it&af=7105&c1=333333&c2=333333&c3=669900&c4=FFFFFF&c5=669900"></script></div><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il sistema era organizzato  nei minimi particolari. Lo <strong>spaccio</strong> non aveva pause, né di giorno, né di  notte. Il personale era specializzato nelle più diverse mansioni: dalle vedette  effettuate da donne e bambini agli spacciatori divisi in turni. Ognuno riceveva  una busta paga proporzionale alla posizione detenuta e una casa. Alloggi e punti  vendita all’interno della roccaforte. Perfino una pizzeria che consegnava le  vivande ai giovani impegnati nella vendita. Coca, marijuana, hashish e crack: un  centro commerciale adibito anche alla ricettazione di merce, soprattutto  telefonini, rubati dai tossicodipendenti per pagarsi la dose. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Non è la prima  operazione  del genere. Anni fa i carabinieri sgomberarono i casermoni abusivi del Bronx. Ma  subito dopo il clan riuscì ad impossessarsi nuovamente della zona.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>Rita Parrella</strong></span><br />
</span></p>
<table style="height: 19px;" cellspacing="1" cellpadding="0" width="600">
<tbody>
<tr>
<td width="300" height="19"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div></td>
<td width="300" height="19"><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/2-1004835.js"></SCRIPT></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>GAETANO DE CARLO, UNA GIORNATA DI SANGUE TRA RIVA DI CHIERI E RIVOLTA D’ADDA</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 17:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano De Carlo]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Montanaro]]></category>
		<category><![CDATA[Sonia Balconi]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO, 1 LUG. &#8211; Giornata di sangue ieri nel cuore del Nord della nostra penisola, tre cadaveri, tanto dolore e rabbia. Gaetano De Carlo, 55 anni, uccide le sue due ex e si toglie la vita, tutto in poche ore.
Ieri l’uomo, ossessionato da queste due donne, ha deciso di togliere la vita alle donne da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4094/4751081939_174eb2699b_m.jpg" alt="" width="190" height="130" /><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>MILANO, 1 LUG.</strong></span> &#8211; Giornata di sangue ieri nel cuore del Nord della nostra penisola, tre cadaveri, tanto dolore e rabbia. <strong>Gaetano De Carlo, 55 anni</strong>, uccide le sue due ex e si toglie la vita, tutto in poche ore.<span id="more-7564"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Ieri l’uomo, ossessionato da queste due donne, ha deciso di togliere la vita alle donne da lui morbosamente amate. La furia omicida  è iniziata ieri mattina <strong>a Riva di Chieri</strong>, dove la prima vittima si era trasferita da poco.</span></p>
<p><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><script type="text/javascript" language="JavaScript" src="http://adv.edintorni.net/content/120x240/?ct=it&af=7105&c1=333333&c2=333333&c3=669900&c4=FFFFFF&c5=669900"></script></div><script type="text/javascript" src="http://adserving.cpxadroit.com/tags2/10-1004835.js"></SCRIPT><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> <strong>Maria Montanaro, 36enne, è la prima vittima del killer</strong>, che l’ha raggiunta nella sua casa e le ha inferto <strong>tre colpi di pistola al volto</strong>, inutile i soccorsi, la donna è morta prima di arrivare all’ospedale. La tragica vicenda inizia dopo che la donna aveva deciso ,da pochi mesi, di <strong>chiudere la turbolenta relazione con De Carlo</strong>. L’uomo, che non riusciva ad accettare la decisione della sua compagna, la <strong>perseguitava e la minacciava</strong>, pare risalga a pochi giorni fa un sms di De Carlo “<em>vengo lì e ti ammazzo</em>.”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Sonia Balconi, 42 anni, è la seconda vittima</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">, stessa mano omicida, stessa ossessione. La donna è stata uccisa in macchina mentre rientrava a casa, a <strong>Rivolta D’Adda</strong>, dove ad aspettarla c’erano il marito e la figlia. <strong>Quattro colpi di pistola</strong>, uno alla spalla ed tre al volto, senza speranza di salvezza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La Balconi <strong>aveva chiuso da ormai 8 anni la storia con De Carlo</strong>, e da 4 anni era sposata con un altro uomo. Il killer la perseguitava da anni, e dopo averla aggredita nel giardino di casa sua nel giugno 2009, <strong>la donna si era convinto a denunciarlo</strong>. Il marito della Balconi aveva denunciato per ben <strong>7 volte l’uomo per stalking</strong>, e a De Carlo era anche stato tolto il porto d’armi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La tragedia si conclude quando il duplice omicida riprende in mano, per la terza volta in poche ore, <strong>la sua pistola e la punta contro sé stesso.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">De Carlo lavorava come carrozziere in provincia di Bergamo, ma viveva Vailate (Cremona); aveva già un matrimonio alle spalle ed un figlio, ormai adulto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Tragedia annunciata?,</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> questa la domanda dei parenti delle vittime, la seconda vittima aveva denunciato il suo killer e nel suo paese tutti sapevano dei problemi della Balconi con De Carlo, perché non è stato fatto niente? L’uomo poteva essere fermato prima? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Rimane l’amarezza di una strage incomprensibile, di una strage che ha sconvolto la vita di tre persone in una mattinata, rimane la rabbia per quello che si poteva fare e non è stato fatto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong>Stefania Cugnetto</strong></span><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<table cellpadding="0" cellspacing="1" width="600" height="19">
<tr>
<td width="300" height="19"><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=22" width="300" height="250"></iframe></div></td>
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</tr>
</table>
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