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	<title>BOLOGNATG24.IT &#187; Bari</title>
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	<description>&#34;Il Laboratorio di Giornalismo&#34;</description>
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		<title>Assalti a due blindati portavalori: far west a Nuoro e Bari</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 18:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bari]]></category>
		<category><![CDATA[City News]]></category>
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		<description><![CDATA[BOLOGNA, 01 DICEMBRE – Le strade italiane non sono così tanto sicuro oppure oggi è solo un maledetto giovedì nero per i blindati portavalori. Due rapine finite male nell’arco di una giornata. Due rapine in due punti opposti del paese: Nuoro e Bari. Si inizia questa mattina, intorno alle 7.30, a Nuoro, sulla strada statele [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #800000;"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-25112" title="Assalti a due blindati portavalori: far west a Nuoro e Bar" src="http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2011/12/Portavalori.jpg" alt="" width="500" height="250" /></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>BOLOGNA, 01 DICEMBRE </strong></span>– Le strade italiane non sono così tanto sicuro oppure oggi è solo un maledetto giovedì nero per i blindati portavalori. Due rapine finite male nell’arco di una giornata. Due rapine in due punti opposti del paese: Nuoro e Bari.<span id="more-25111"></span> Si inizia questa mattina, intorno alle 7.30, a Nuoro, sulla strada statele 131 Dcn Nuoro-Olbia. Un’ora dopo, all’incirca intorno alle 8.30, a Bari, sulla strada provinciale tra Bitritto-Adelfia-Loseto.</p>
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<p style="text-align: justify;">A Nuoro, all’altezza dello svincolo per Siniscola, un autocarro pick up, poi risultato rubato nella stessa provincia sarda, è uscito all’improvviso da una strada di penetrazione agraria e ha sbarrato la strada al mezzo blindato della società “Over Security”, già seguito da un’altra vettura con a bordo altri banditi. L’autista del portavalori non si è fermato e ha travolto il mezzo che gli sbarrava la strada: nel violento urto sono rimasti feriti un vigilante e il bandito alla guida del mezzo. Quest’ultimo è stato, poi, abbandonato dai suoi complici in un distributore di benzina lungo al statale 131, a tre kilometri dal luogo dell’assalto e, una volta soccorso, è stato arrestato da Polizia e Carabinieri, giunti sul luogo della rapina. I banditi, che avrebbero esploso anche qualche colpo di arma da fuoco, non sono riusciti a portare neanche un euro dei 50mila presenti nel portavalori e, attualmente, sono ricercati.</p>
<p style="text-align: justify;">In Puglia, invece, la rapina è stato anche più violenta in seguito a un conflitto a fuoco che ha ferito uno dei vigilantes che scortava il mezzo blindato. Il portavalori è stato bloccato da altri due mezzi blindati, scoperti rubati, lungo la strada provinciale, all’altezza con il cavalcavia della A14, e lo hanno assalito a colpi di mitraglietta, crivellandolo di colpi. Una delle guardie giurate è stata ferita di striscio da alcuni colpi, ma tutti e tre i vigilantes sono riusciti a rispondere al fuoco e a dare l’allarme, mettendo in fuga i rapinatori, uno dei quali potrebbe essere rimasto anche ferito. Il commando, secondo le prime ricostruzioni, sulle cui tracce si sono messi Polizia e Carabinieri, potrebbe essere composto da ben 7-8 persone, per via dell’accurata e ingente organizzazione dei due mezzi blindati utilizzati per la rapina.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Federica Palmisano</strong></span></p>
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		<title>UNA PALLOTTOLA RADENTE HA STRONCATO LA VITA DI DON FRANCESCO CASSOL</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 17:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bari]]></category>
		<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[don francesco cassol]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni converso]]></category>

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		<description><![CDATA[BARI, 23 AGOSTO &#8211; E&#8217; espiato immerso in una pozza di sangue, sembra nel giro di quattro-cinque minuti, don Francesco Cassol, il parroco di Longarone ucciso per un errore fatale da un cacciatore di cinghiali la notte tra sabato e domenica scorsi nelle campagne della Murgia barese. Lo ha accertato l&#8217;esame autoptico compiuto dal medico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4116/4920190149_b32ba5882c_m.jpg" alt="" width="190" height="130" />BARI, 23 AGOSTO</span></strong> &#8211; E&#8217; espiato immerso in una pozza di sangue, sembra nel giro di quattro-cinque  minuti, don Francesco Cassol, il parroco di Longarone ucciso per un errore  fatale da un cacciatore di cinghiali la notte tra sabato e domenica scorsi nelle  campagne della Murgia barese.<span id="more-7951"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Lo ha accertato l&#8217;esame autoptico compiuto dal medico  legale Gianfranco Divella alla quale ha assistito il consulente di fiducia della  famiglia Cassol Alessandro Dell&#8217;Erba. La pallottola – secondo quanto riportato  dal report medico &#8211; è stata sparata rasoterra da una distanza di una trentina di  metri, ha perforato e ha devastato l&#8217;addome del parroco provocandogli una vasta  emorragia interna. L&#8217;ogiva è poi uscita dal corpo e non sarebbe stata ritrovata,  a differenza del bossolo che è stato rinvenuto nel luogo in cui è stato sparato  il proiettile con un fucile automatico. Il medico legale &#8211; a quanto si è saputo  &#8211; sta valutando se il proiettile possa essere stato deviato da una pietra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> LA CONFESSIONE</strong> &#8211; Ha vuotato il sacco il cacciatore che sabato notte ha ucciso con un colpo di  fucile <strong>don Francesco Cassol</strong>. Si chiama <strong>Giovanni Ardino Converso</strong>,  ha 51 anni, ed è originario di Altamura (Bari). Lo confermano i carabinieri del  comando provinciale di Bari.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;uomo e ad altri cacciatori, già ieri sera, era stato  sequestrato il fucile da caccia per procedere agli accertamenti balistici.  Converso era anche stato portato in caserma per essere ascoltato. La sua  versione dei fatti &#8211; viene sottolineato &#8211; non aveva pienamente convinto gli  investigatori, anche perché sul suo volto erano impressi i segni di varie  escoriazioni e contusioni dovute ad una caduta che l&#8217;uomo diceva di aver fatto  qualche giorno prima. Quindi, il cacciatore era stato rilasciato ma stamani, in  compagnia del suo avvocato, ha deciso di costituirsi ai carabinieri e di  confessare i fatti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> INDAGATO,CREDEVO SPARARE A  CINGHIALI</strong> &#8211;  &#8220;Credevo di sparare a un branco di cinghiali&#8221;: lo ha confessato Giovanni  Converso, 51 anni, al pm e agli inquirenti cui ha confessato di aver sparato  l&#8217;altra notte sull’altopiano della Murgia uccidendo don Felice Cassol, parroco a  Longarone (Belluno). Il cacciatore, secondo la versione verbalizzata dagli  inquirenti, si è recato verso la mezzanotte in località &#8216;Pulo&#8217;, nel territorio  di Altamura, con la propria autovettura per la caccia del cinghiale, nonostante  questa sia in questo periodo non consentita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #99cc00;"> Massimiliano Riverso</span></em></strong></p>
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		<title>BARI, FREDDATO A COLPI DI PISTOLA PREGIUDICATO DEL CLAN MONTANI</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 15:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bari]]></category>
		<category><![CDATA[City News]]></category>
		<category><![CDATA[bari notizie]]></category>
		<category><![CDATA[clan montani]]></category>
		<category><![CDATA[Cosimo Damiano Montani]]></category>

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		<description><![CDATA[BARI, 30 GIU. – Cosimo Damiano Montani, 41enne con precedenti penali è stato freddato a colpi di pistola all’una della notte scorsa, in via Ognissanti nel quartiere di Carbonara, davanti all’abitazione di alcuni conoscenti Gli agenti della squadra mobile che indagano sull&#8217;omicidio, hanno trovato sul posto sei bossoli calibro 9 e una ogiva. A sparare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4116/4748632603_0e5931e746_m.jpg" alt="Cosimo Damiano Montani" width="190" height="130" /><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;"><span style="color: #99cc00;"><strong>BARI, 30 GIU.</strong></span> – </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><strong>Cosimo Damiano Montani</strong>, 41enne con precedenti penali è stato freddato a colpi di pistola</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;"> all’una della notte scorsa, in via Ognissanti nel quartiere di Carbonara, davanti all’abitazione di alcuni conoscenti Gli agenti della squadra mobile </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">che indagano sull&#8217;omicidio, </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">hanno trovato sul posto sei bossoli calibro 9 e una ogiva.<span id="more-7521"></span> </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">A sparare i numerosi colpi di pistola sarebbero stati due uomini su una moto di grossa cilindrata</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">, mortale il colpo alla testa. Cosimo Damiano Montani è cugino di Andrea Montani (detto Malagnac), considerato il capo dell’omonimo clan e condannato nel &#8217;91, nel primo maxi processo alla criminalità barese. Secondo gli investigatori </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">la vittima sarebbe legata al clan Montani</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">, anche se non risulta abbia partecipato ultimamente ad alcuna attività di rilievo.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #99cc00;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Cristina Reggini</span></span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>TRAGEDIA FAMILIARE A ROCCA FORZATA: “PADREPADRONE&#8221; UCCISO DAL FIGLIO 30ENNE MICHELE NICOLARDI</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bari]]></category>
		<category><![CDATA[City News]]></category>

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		<description><![CDATA[TARANTO, 10 FEBB. &#8211; Gavino Ledda nel 1975 scrisse Padre Padrone, un romanzo autobiografico incentrato sulla vita da ragazzo dello scrittore e sul rapporto conflittuale con il padre autoritario. Ma se Ledda è riuscito brillantamente a sottrarsi dalla morsa soffoccante dell&#8217; austero genitore, la cronoca di questi giorni ci porta a riflettere sulle conseguenze estreme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2010/02/09/roccaforz--190x130.jpg" alt="" width="200" height="140" /><span style="color: #99cc00;"><strong>TARANTO, 10 FEBB.</strong></span> &#8211; Gavino Ledda nel 1975 scrisse Padre  Padrone, un romanzo autobiografico incentrato sulla  vita da ragazzo dello  scrittore e sul rapporto conflittuale con il padre autoritario. Ma se Ledda è  riuscito brillantamente a sottrarsi dalla morsa soffoccante dell&#8217; austero   genitore, la cronoca di questi giorni ci porta a riflettere sulle conseguenze  estreme<span id="more-1573"></span> di questi equlibri familiari tanto delicati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">A <strong>Rocca Forzata,</strong> un paesino in provincia di Taranto, <strong>Michele Nicolardi</strong>, un ragazzo di 30 anni laureando in Ingegneria, ha  cercato la più brutale delle soluzioni al malessere che il giovane ha confessato  di vivere a causa del genitore. &#8220;Mi sacrifico io&#8221;: ecco le parole pronunciate  dal Nicolardi prima di attuare il piano premenditato di uccidere il padre <strong> Biagio</strong>, 54enne sottoufficiale della marina in pensione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Accecato da una agghiacciante razionalità, il ragazzo ha,  prima, stordito il padre versandogli il contenuto di una boccetta di  antidepressivi nel piatto di minestra, poi, con il pretesto di accompagnare il  genitore nella camera da letto per farlo riposare, lo ha freddamente colpito con  un coltello alla gola e all&#8217; addome. I tentativi di ribellione del Sig. Biagio a  nulla sono valsi contro la furia omicidia del figlio, &#8220;stanco&#8221;, stando a quanto  dichiarato al pubblico ministero Ida Perrone e ai carabinieri,&#8221;delle continue  umiliazioni e vessazioni&#8221; a cui il padre lo sottoponeva dinanzi alla madre e ai  fratelli. Avvenuto il <strong>patricidio</strong>,poi,  il ragazzo si è  lavato le mani,  ha posto l&#8217; arma del delitto accanto al letto e ha vegliato sul corpo inerme del  padre fino all&#8217; arrivo delle forze dell&#8217; ordine, precedentemente contattate dal  fratello, alle quali ha subito confessato : &#8220;Era un <strong>padre padrone</strong>. L&#8217; ho  ucciso io.&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Florinda Gargiuoli</span></span></p>
<p></p>
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