La città della Torre degli Asinelli, delle tante specialità culinarie, dei differenti soprannomi. Bologna è il capoluogo dell’Emilia Romagna, ma anche suo punto di riferimento artistico e culturale. Sono diversi i modi con cui la città rossa è riconosciuta, sia in Italia che nel mondo. Uno dei tanti leitmotiv di Bologna è il suo patrimonio di Chiese, visitabili durante tutto l’anno. Tra basiliche, chiese e cattedrale, per gli amanti dell’arte ecclesiastica è possibile ammirare complessi di diverse epoche, per un turismo all’insegna della cultura. La redazione di Bologna Tg24 ha prodotto una lista delle 5 migliori chiese della città, quelle imperdibili da visitare.

Basilica di San Domenico – un tocco di Spagna

La basilica è stata eretta in onore di Domenico di Guzman, religioso d’origine spagnola giunto a Bologna all’incirca nel 1200. La costruzione è stata edificata su un terreno acquisito dal fondatore dell’ordine dominicano in stile romanico. La sobrietà tipica dello stile che rappresenta fa di San Domenico una chiesa da ammirare sin dalla facciata, premiata dai raggi del sole che ne modificano i colori. Sono varie le ristrutturazioni che sono state effettuate, ma all’interno non mancano le opere d’arte. Basti pensare anche solo all’arca di marmo che contiene le spoglie di san Domenico, impreziosita in diverse occasioni dagli scultori Nicola Pisano, Niccolò dall’Arca, Alfonso Lombardi e Boudard. Dal punto di vista del patrimonio artistico, non si può non ricordare l’angelo di bronzo di Michelangelo e la Glorificazione di Guido Reni. Per questi motivi, la Basilica di san Domenico può essere annoverata tra le tappe obbligatorie di una permanenza bolognese.

Complesso di Santo Stefano – Sette chiese risalenti a Petronio

Non una vera e propria chiesa, bensì sette che formano il complesso, sulla cui costruzione sussistono due versioni differenti. Una, la attribuisce a Petronio, il patrono di Bologna, che nel 430 dopo Cristo decise di strutturare un edificio che fosse in grado di rievocare la passione di Cristo. Secondo l’altra versione, il complesso fu edificato dallo stesso Santo sulle rovine di un tempio pagano per la dea Iside. La basilica più antica è quella del IV secolo, e riporta i nomi dei santi Vitale e Agricola. A rendere suggestivo l’intero complesso è il Cortile interno di Pilato e l’omonima piazza esterna.

Basilica di San Petronio – La chiesa dei record

L’edificio che si affaccia su piazza Maggiore è quello che vanta le misure più grandi in tutta Bologna. I suoi 132 metri di lunghezza, a fronte dei 66 di larghezza e dei 47 in altezza hanno seriamente rischiato di far sfigurare una delle basiliche più note di tutta la cristianità, quella di San Pietro a Roma. Secondo la leggenda, fu proprio questo disguido “ecclesiastico” a far modificare i piani avveniristici di Antonio di Vincenzo e Arduino degli Arriguzzi. Fu Pio IV a bloccare tutto, incentivando la costruzione del palazzo dell’archiginnasio. Nonostante i piani interrotti, la basilica dedicata all’ottavo vescovo di Bologna, mantiene un fascino incredibile, giustificato da interni mozzafiato e da una geometria che ricorda la compiutezza classica. Da record è anche la Meridiana di Gian Domenico Cassini, che secondo gli esperti è la più lunga del mondo.
Cattedrale di San Pietro – un complesso sfortunato
La storia di questo edificio è legata al titolo di arcidiocesi “metropolitana”, riconosciuto da papa Gregorio XIII alla città felsinea. La sua costruzione, però, risale secondo alcune fonti all’epoca paleocristiana, ma le prime testimonianze certe sono risalenti al decimo secolo. A minarne la bellezza hanno concorso prima un focolaio nel 1131, e poi un terremoto un secolo più tardi. L’aspetto attuale è dato da un “restyling partito nel 2015 da tre architetti che le sottrassero lo stile gotico-romano. Gli interni, poi, sono di valore inestimabile: merito delle opere di Ludovico Carracci e di Alfonso Lombardi.

Chiesa di San Martino – il “locus” dei Carmelitani

Quest’ultima chiesa è la meno conosciuta, ma la sua importanza risale al quattordicesimo, quando fu luogo di raccoglimento dei frati Carmelitani. Sono diverse le ristrutturazioni avvenute nel corso degli anni, che hanno portato anche a nuove aggiunte, nelle volte prima alla fronte poi. Gli interni, però lasciano davvero senza fiato. Si possono infatti ammirare le opere di Paolo Uccelli, Ludovico Carracci, Lorenzo Costa e Girolamo da Sermoneta. Gli amanti della musica, invece, ricorderanno la chiesa di san Martino per l’organo risalente al cinquecento e ancora perfettamente funzionante.