BOLOGNA, 20 NOVEMBRE – Sarà presentato alla prossima fiera Handimatica, che si terrà dal 22 al 24 novembre presso l’Istituto Aldini Valeriani-Sirani, Nicolas Eymerich inquisitore: la peste il primo videogioco per non vedenti creato dall’azienda bolognese TiconBlu in collaborazione con la fondazione onlus Asphi (Avviamento e sviluppo di progetti per ridurre l’handicap mediante l’informatica) che è anche organizzatrice della fiera stessa.

Il videogame adotta alcuni accorgimenti, semplici ma fondamentali, che lo rendono accessibile a persone non vedenti e ipovedenti, rappresentando così una vera e propria rivoluzione nel campo della tecnologia informatica.

Il gioco, come affermato da Ivan Venturi, suo creatore e sviluppatore per TiconBlu, «è nato dalla volontà di allargare il più possibile la fetta dei fruitori. L’idea, banale, di doppiare per non vedenti l’intero videogioco, ha permesso di farne un formidabile strumento di accessibilità».

GLI ACCORGIMENTI AUDIO E TESTUALI – Il gioco, un’avventura grafica in 3D di quattro capitoli, dispone di due possibili comandi, audio e testuale, che possono essere usati singolarmente o insieme.

Per quanto riguarda i comandi audio, la voce del protagonista illustra azioni e scenari dell’intero racconto, permettendo all’utente non vedente di orientarsi nel gioco e nelle avventure che Eymerich deve affrontare.

Inoltre, l’audio consente a chi gioca di riconoscere e selezionare gli oggetti tramite una tastiera.

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Il comando testuale fa sì che il giocatore “scriva” le azioni che vuole che il protagonista compia, richiamando le avventure testuali degli anni ottanta.

Nel videogame è stato anche inserito il “comando divino” che, se selezionato, fa procedere il gioco in maniera automatica e permette al giocatore di seguire il racconto come se fosse un audiolibro.

LA TRAMA DEL GIOCO E LA PREZIOSA COLLABORAZIONE CON FEDERICO CINTINicolas Eymerich inquisitore: la peste è il primo capitolo di una saga tratta dai romanzi dello scrittore bolognese Valerio Evangelisti.

Il loro protagonista, appunto Nicolas Eymerich, si ispira ad un personaggio realmente vissuto dal 1320 al 1399, un inquisitore catalano dell’ordine dei dominicani autore del testo “Directorium Inquisitorium” che trasformò la tortura in legge, e che nel corso della propria vita ebbe come unico obiettivo la sconfitta di Satana.

Il videogioco è interamente in latino, un altro aspetto che lo rende unico e rivoluzionario.

I dialoghi sono stati estratti e riadattati con estremo rigore filologico all’originario “Directorium Inquisitorium” con la preziosa collaborazione di Federico Cinti, ricercatore presso la facoltà di letteratura classica e medievale dell’università di Bologna.

L’incontro con Cinti è stato fondamentale non solo per rispettare il testo latino originale riadattandolo al meglio, ma perché egli stesso è non vedente; in questo modo, ha spiegato Ivan Venturi di TiconBlu, è nata l’idea di riuscire a rendere accessibile ai non vedenti il videogame.

Un progetto perfettamente riuscito.

Ilaria Facchini