BOLOGNA, 20 MAGGIO – Un terremoto forte quanto l’Aquila ha scosso nella notte l’intera Emilia Romagna.

Erano le 4.03 AM quando i sismografi dell’Ingv hanno registrato una scossa di magnitudo 5.9 della scala Richter, un’intensità di soli 0.3 gradi inferiore al sisma che il 6 aprile 2009 distrusse L’Aquila. Degli altri recenti ‘grandi’ terremoti in Italia, quello del 1976 in Friuli è stato di magnitudo 6.2, quello dell’Irpinia (1980) di magnitudo 6.8, quello di Umbria e Marche (1997) di magnitudo 5.6.

Gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia spiegano le cause del terremoto. “Sono sismi legati a strutture sepolte sotto la Pianura Padana. Vale a dire che l’attività dell’Appennino prosegue sotto la Pianura Padana e per questo anche a pochi chilometri di profondità ci sono zone attive“, spiega il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). L’energia sprigionata lungo la faglia attiva ha innescato uno sciame sismico costituito da almeno 30 repliche”, ha concluso l’esperto.

Redazione