BOLOGNA, 31 MARZO – Incredibile, ma vero: la Curia di Bologna da giovedì è proprietaria della multinazionale Faac con sede a Zola Predosa. Il proprietario dell’azienda, Michelangelo Manini, scomparso il 17 marzo scorso dopo una lunga malattia, ha devoluto tutti i suoi beni alla Curia felsinea, che non ha perso tempo nel nominare un delegato nel consiglio di amministrazione.

Giovedì mattina è avvenuta la strana e inaspettata scoperta, dato che Mannini non figura tra i benefattori della Chiesa, che sicuramente avrà delle ripercussioni in azienda. Mannini, da molto tempo ormai, non si occupava più, a causa del suo stato di salute, degli affari aziendali ed aveva nominato un team di manager per far fronte a tutte le necessità.

La Curia entrerà in azienda con l’avvocato Andrea Moschetti, già collaboratore di Monsignor Gian Luigi Nuvoli, responsabile dell’economia dell’Arcidiocesi. «E’ la prima volta che una diocesi diventa proprietaria di una multinazionale», ha commentato Moschetti, «ma l’intenzione è quella di andare avanti nella direzione tracciata da Michelangelo Manini. Altro in questo momento non posso dire».

La Faac è una delle poche aziende che ha saputo rispondere alla crisi in modo ottimale. Solo l’esercizio 2009, infatti, ha risentito delle difficoltà finanziarie. Dal 1965, anno della fondazione, Faac ha contribuito in modo determinante alla diffusione dei cancelli automatici e negli ultimi anni aveva indirizzato la produzione verso l’automatismo di porte scorrevoli, barriere autostradali e dissuasori, raggiungendo un fatturato annuo di circa 200 milioni di euro.

Da poco Faac ha acquistato una società svizzera della quale ha trasferito la produzione a Zola Predosa. In netta controtendenza, dunque, rispetto a molte aziende nazionali, che cercano di spostare all’estero la propria produzione. Alla Curia adesso la responsabilità di mantenere il trend aziendale positivo anche alla luce del numero importante di dipendenti (più di 1.000).

Luca Bresciani