FORLI’, 16 MARZO – Ancora morte in caserma della provincia forlivese. A una settimana dalla tragedia di Santa Sofia, un altro carabiniere si punta la pistola alla tempia e si spara.

Questa volta il dramma è accaduto ieri nella sede del comando provinciale di Forlì, in corso Mazzini, dove Luca D’Acri, un sottufficiale 42enne di Cosenza, ha rivolto l’arma contro di sé e ha premuto il grilletto.

Il suicidio è avvenuto verso le 13.30, durante una conferenza stampa dei Carabinieri sull’arresto di due borseggiatori algerini. All’inizio nessuno si è accorto dello sparo, perché il boato si è propagato verso l’esterno sulla via principale e l’allarme sarebbe scattato, quindi, circa 15 minuti dopo lo colpo. I colleghi hanno trovato il corpo del militare all’interno dell’ufficio denunce, accasciato sulla scrivania in un lago di sangue. Un maresciallo che aveva prestato i primi soccorsi ha avuto un malore dopo aver visto la scena ed è stato trasportato all’ospedale. I tentativi di rianimazione sono stati tutti vani ed il medico non ha potuto fare altro che costatarne il decesso. Sul posto sono arrivati il comandante provinciale Adriano Vergole e gli alti vertici del comando regionale dell’Arma, mentre il Sostituto procuratore Filippo Santangelo si è recato nella caserma di corso Mazzini per svolgere un sopralluogo.

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Il sottufficiale D’Acri, che aveva prestato servizio in Iraq ed era di stanza a Forlì da circa due anni, lascia la compagna e un bambino di circa un anno. Ancora ignote le motivazioni del suicidio: non è stato rinvenuto nessun messaggio che spiegasse le ragioni del gesto estremo compiuto dal carabiniere, descritto dai colleghi come la persona più serena del mondo. L’uomo, dunque, sembrava non avere problemi né in caserma né in famiglia.

Venerdì scorso, nella caserma di Santa Sofia, il carabiniere Luca Verdi, 44 anni, si era sparato un colpo alla tempia, morendo nell’ospedale di Cesena. Gli inquirenti, comunque, escludono che tra i due suicidi possa esistere un collegamento.

Giovanni Gaeta