BOLOGNA, 20 GENNAIO – Duro provvedimento del giudice nei confronti di un imprenditore di 42 anni che pare abbia indotto, in ben 2 occasioni, suo figlio 14 enne a consumare hashish.

“Il fatto è di assoluta gravità, sintomatico di una radicale abdicazione al ruolo parentale” dice il Gip Alberto Ziroldi, aggiungendo anche che l’assenza della minima consapevolezza del disvalore dell’azione criminale, nonché la mancanza di remore a indurre il figlio all’uso di stupefacenti determinerebbe il rischio che tale condotta possa consumarsi anche con terzi estranei.

La posizione dell’imprenditore si aggrava in seguito all’esito di una perquisizione disposta dalla Procura : trovati nella casa dell’uomo un quantitativo di marijuana di circa 6 grammi, oltre a 3 armi illegalmente detenute (due pistole ed un lanciarazzi).

E’ con l’accusa di induzione all’uso di sostanze stupefacenti, cessione di droga continuata e aggravata e detenzione illegale di armi che il pm Lorenzo Gestri ha chiesto ed ottenuto dal Gip la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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Il tutto è iniziato quando il ragazzino, accusando dei malori, racconta alla madre di aver consumato hashish con il padre. La donna allora sottopone il figlio ad un test farmaceutico che conferma l’assunzione di sostanze stupefacenti.

In seguito a quest’allarmante conferma parte la denuncia alla Polizia. Secondo quanto detto dal 14enne ci sarebbe stato, in precedenza,  anche un altro episodio analogo a quello denunciato.

L’uomo si difende tramite il suo avvocato Marco D’Apote e fa sapere che sarebbero tutte  false le accuse a lui mosse e che la denuncia  deriverebbe da una ritorsione nei suoi confronti  da parte della moglie. Sempre a detta del D’Apote tra i due coniugi ci sarebbe una situazione di fortissima tensione generata dalla causa di divorzio promossa dal marito 15 giorni prima di essere denunciato. Inoltre l’avvocato si dichiara molto sorpreso rispetto alla divulgazione di informazioni così pesanti a carico del suo assistito nonostante le indagini siano ancora ai cancelli di partenza.

Raffaele S. Rosa