BOLOGNA, 9 DICEMBRE -“Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.” Questa è la regola aurea della convivenza civile. Dopo violazioni e contro-violazioni della privacy da parte del famoso social network Facebook, che hanno costretto il suo creatore Zuckerberg a  cospargersi il capo di cenere, ora, arriva puntale anche la vendetta karmica dispensata dalla rete.

Sembrerebbe che alcune delle foto personali di Zuckerberg siano finite on line e visibili a tutti. Uno degli scatti che lo ritrae il nostro caro Mark con un pollo morto che tiene un pollo morto ed il commento che spiega che lui mangia solo animali che ammazza personalmente con le sue mani. Altre foto lo ritrarrebbero intento in attività abbastanza usuali che avvicinano il suo genio agli altri comuni mortali.

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C’è una storiella che racconta di un cappone che sfotte un asino, per la “LUNGA” vita di sforzi e fatica che la povera bestia conduce, al che l’asino guarda il cappone è dice: -Sarà ma tu non sei il cappone con cui parlavo l’anno scorso!

Questa piccola parabola fa sorgere il dubbio che la manovra di scoprire le carte sia servita a Zuckerberg, in una certa misura per giustificare i propri errori passati, a non far scappar via gli utenti che sentono violati i propri diritti ed il contratto di utilizzo, e far capire che anche lui è soggetto ai limiti della propria creatura.

Ora, aldilà delle ire suscitate nei Vegani per la gallina morta ammazzata, speriamo che anche noi nelle mani di chi gestisce i servizi in rete prima o poi non facciamo la fine del pollo.

Luca Brandetti