BOLOGNA, 30 NOVEMBRELa grande truffa del 2011: quasi mezzo milione di euro, il valore della merce che una banda di truffatori è riuscita a sottrarre al mercato legale e a rivendere in quello nero. E la merce era rappresentata quasi esclusivamente da prodotti alimentari come pasta fresca, olio pugliese, bottiglie di vino e pregiati tartufi marchigiani, ma anche piante di ulivo, computer e monitor. Un’attività altamente redditizia che la Squadra Mobile di Bologna è riuscita a fermare, smascherando un’associazione a delinquere, con base fra Bologna e la Romagna, che con un trucco molto semplice è riuscita a immettere, sul mercato nero dei generi alimentari, centinaia e centinaia di prodotti.

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L’indagine, ribattezzata “premiata ditta”, coordinata dal Pm Massimiliano Rossi della Procura di Bologna, inizia lo scorso ottobre in seguito alla denuncia del titolare di un pastificio di Pordenone al quale un cliente, che gli aveva ordinato circa 40.000 euro di merce, gli aveva promesso di saldare definitivamente il conto solo se il pasticciere gli avesse inviata un’altra partita di pasta. E, infatti, il trucco che utilizzavano i tre presunti organizzatori delle varie truffe era molto semplice: creavano società fittizie, inesistenti, ma apparentemente veritiere con nomi simili alle più grandi aziende del settore alimentare, con tanto di sedi commerciali, magazzini e depositi, biglietti da visita e fogli di carta intestata, ordinavano grosse partite di prodotti alimentari ma i fornitori non ricevevano mai nessun pagamento dopo la consegna e la ditta spariva “magicamente” nel nulla.

L’indagine ha portato alla denuncia di tre persone, presunti organizzatori delle varie truffe, per associazione a delinquere finalizzata alla truffa: sono S.D., bolognese di 61 anni ritenuto “la mente” e il ragioniere della banda, B.R., bolognese di 47 anni, incensurato ai quali venivano intestati gli affitti dei locali usati come sedi delle società fittizie, e G.O., 68 anni di Forlì che riceveva le partite di merce e le rivendeva, in nero, soprattutto a negozi e ristoranti della riviera adriatica.

Federica Palmisano