NEW YORK, 29 NOVEMBRE – “Riesco a resistere a tutto tranne che alla tentazione”, cosi recita un aforisma di Oscar Wilde, sarà per questo motivo che la facilità di accesso a contenuti pornografici on-line ha fatto scoppiare una vera e propria pandemia del porno in Nord America. Si parla di oltre nove milioni di individui coinvolti nel problema.

Nell’epoca della carta stampata e dei supporti analogici, per procurarsi del materiale pornografico bisognava sfidare il comune senso del pudore rivolgendosi, per avere un minimo di privacy ai negozi specializzati. Questo in un certo senso dissuadeva dall’eccessivo utilizzo.

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Oggi col credito ed il commercio elettronici, il territorio dell’intrattenimento a luci rosse e dilagato anche tra nuovi, imprudenti fruitori.

Mentre un tempo il profilo del sesso-dipendente era prevalentemente di genere maschile e tra i 40 ed i 50 anni, oggi, sono coinvolti nel fenomeno anche le donne, gli adolescenti ed anziani.

I risvolti di tale pratica arrivano a sconvolgere e piegare tante persone che ne sono soggette alla disperazione e alla solitudine.

Un mercato in cui l’industria del porno sguazza felice e florida.

Naturalmente non va confusa la sesso-dipendenza con la visione saltuaria di materiale pornografico. La sesso-dipendenza conduce a degli stati di alterazione mentale simili a una qualsiasi altra dipendenza. Dietro all’aberrazione si nascondono le insicurezze e le paure dei soggetti che la praticano.

Luca Brandetti