NEW YORK, 29 NOVEMBRE – Il New York Times diffonde la notizia della morte di Svetlana Iosifovna Stalina, unica figlia del dittatore sovietico Josef Stalin, avvenuta il 22 Novembre a Richard Center nel Winsconsin all’età di 85 anni. La donna aveva sempre vissuto nella più assoluta discrezione, tanto che la notizia stessa della morte è passata per qualche giorno inosservata.

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A seguito della scomparsa del padre, con il quale aveva avuto un rapporto conflittuale, Svetlana decise di abbandonare l’Urss e chiese asilo politico presso l’ambasciata statunitense di New Delhi. Nel 1967 si trasferì quindi negli Stati Uniti, dove sposò l’architetto Wesley Peter ed ebbe una figlia.

Continuamente in cerca di una via di fuga dal proprio passato, Lana Peter – così si fece chiamare dopo il matrimonio – pubblicò due autobiografie di grande successo, in cui denuncia le crudeltà del comunismo e del regime staliniano. In un’intervista pubblicata nel 2010 dal Wisconsin State Journal dichiarò di sentirsi “prigioniera politica del nome di suo padre”, che descriveva come un uomo semplice, rozzo e spietato.

“Non puoi rammaricarti per il tuo destino; ma io mi rammarico del fatto che mia madre non abbia sposato un falegname”, disse una volta.

Giulia Taurino