TEHERAN, 29 NOVEMBRE – Una degli edifici che ospita l’ambasciata britannica a Teheran ha preso fuoco, dopo che alcuni manifestanti iraniani hanno fatto esplodere ordigni incendiari al suo interno. Il complesso di palazzine in cui sorge la legazione è stato preso d’assalto da un gruppo di studenti che avevano dato vita a un corteo contro la posizione del governo britannico Altri giovani hanno fatto irruzione negli uffici e hanno gettato documenti dalla finestra.

I manifestanti hanno successivamente preso in ostaggio sei dipendenti dell’ambasciata. La notizia è stata confermata dalla Mehr, agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana”.

Il portavoce del ministero degli Esteri inglese ha condannato, senza mezze misure, l’azione dei manifestanti a Teheran: “Siamo oltraggiati; è una cosa inaccettabile”.

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Continua ad essere avvolta nel mistero l’esplosione avvenuta ieri sera Isfahan, città che ospita un sito legato al programma nucleare e un altro per lo sviluppo di missili. Tali impianti negli ultimi anni sono stati obiettivo di ripetuti attacchi condotti dall’opposizione al governo iraniano e dai servizi segreti occidentali.

Le autorità iraniane hanno fornito versioni contraddittorie della vicende mentre alcuni residenti hanno confermato di aver udito indistintamente una deflagrazione di grande potenza. Il luogo? Nessuno è in grado di stabilirlo con precisione. Per il governatore della città la deflagrazione è avvenuta durante un’esercitazione dell’esercito all’interno della base aerea a nord est del centro abitato: «Ma non vi sono stati problemi particolari».

Red.

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