VERONA, 28 NOVEMBRE – Altre due vittime della furia distruttiva e cruenta dei ribelli. Nella tarda serata di ieri sono rimasti uccisi un volontario veronese Francesco Bazzani e e suor Lukrecija Mamic, di origini croate. L’attentato è avvenuto a Kiremba, Città nel sud-ovest del Burundi. Nel blitz è rimasta ferita alle mani, non in gravi condizioni, una suora bresciana, suor Carla Brianza, originaria di Pontoglio (Brescia).

Il fatto è avvenuto intorno alle 21 ora locale: il volontario e le due religiose erano nella casa delle suore Ancelle della Carità, che si trova vicinissima all’ospedale voluto e costruito dai volontari bresciani oltre 40 anni fa e che ospita i religiosi. Due uomini hanno fatto irruzione nello stabile con l’obiettivo di mettere in atto una rapina. Se suor Mamic è stata uccisa all’interno dell’ospedale, Bazzani, invece, è stato prima sequestrato insieme all’altra suora italiana. I due sono stati caricati a bordo di un’auto.  I malviventi però, dopo aver percorso circa otto chilometri, hanno fermato il mezzo, perché probabilmente impauriti dalla possibilità di essere fermati dalla polizia, e fatto scendere i due con il chiaro macabro intento di farli fuori: Bazzani è morto sul colpo, mentre suor Carla Brianza è riuscita a salvarsi, venendo ferita soltanto alle mani. È stata sottoposta ad un intervento chirurgico nella notte e non è in pericolo di vita. La religiosa avrebbe dimostrato coraggio e sangue freddo: nel tentativo di difendersi ha afferrato il fucile che uno dei malviventi le stava puntando contro. Allora è stata gravemente ferita ad una mano con un machete; pare le siano state amputate alcune dita. Le sue condizioni sono stabili.

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L’uomo – secondo il racconto di don Carlo Tartari, vicedirettore dell’Ufficio missionario diocesano di Brescia, tornato dalla missione di Kiremba lo scorso 24 novembre – abitava con la moglie a pochi metri dall’ospedale gestito dall’Ascom insieme ai missionari della diocesi di Brescia. Era a casa delle religiose per aiutare le donne a risalire alla causa di un momentaneo black out elettrico. Una persona appassionata, cui stavano a cuore i problemi dell’Africa: dalla condizione della donna, alle sfide per migliorare la salute delle popolazioni locali. Bazzani era gia’ rimasto ferito nel corso di una rapina circa 6 mesi fa, sempre nei pressi di Kiremba.

L’accaduto, confermato dalla Farnesina, ha allertato il Ministro degli Esteri , Giulio Terzi, che si è immediatamente adoperato nel raccogliere tutte le informazioni del caso. Profondo cordoglio per quanto verificatosi è stato espresso dall’ambasciatore Dejak che, per mezzo di una telefonata, ha manifestato la propria vicinanza alla moglie della vittima, garantendo la disponibilità del governo italiano a prestare ogni sorta di sostegno per il prossimo futuro.

Alessandra Scarciglia