BOLOGNA, 23 NOVEMBRE –  Da dove vengono i raggi cosmici formati soprattutto da protoni ed elettroni che bombardano in continuazione la Terra con effetti non sempre noti? Se lo chiedono i fisici che in anni recenti li hanno persino collegati alla formazione delle nubi in cielo. Adesso si è scoperta una sorgente che offre una risposta inseguita da circa ottant’anni, scrutando una supernova, un astro esploso addirittura 20 mila anni fa. E ad assicurarsi questi risultati è ancora una volta il satellite astronomico italiano battezzato Agile (da Astrorivelatore gamma ad immagini ultraleggero) spedito in orbita ancora nel 2007 con un razzo indiano. Il satellite italiano Agile ha scoperto un acceleratore di particelle cosmico all’interno della nostra galassia, riconoscendo le tracce inequivocabili di ‘scontri’ tra protoni e i gas che circondano la supernova W44.

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Frutto della collaborazione tra Asi (Agenzia spaziale italiana), Inaf (Istituto nazionale di astrofisica) e Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare) e costruito da Cgs di Milano, è sicuramente audace perché pur essendo invecchiato oltre lo stabilito e pur con qualche acciacco continua a farsi sentire con buoni risultati per la scienza e quindi a far notizia. Con lo studio dei raggi cosmici, tra l’altro, si può dire abbia ripreso a vivere la fisica italiana dopo la seconda guerra mondiale quando i nostri scienziati salivano sulle vette per cercare di intercettarli e studiarli. Una di queste scuole importanti era a Milano con il professor Giuseppe Occhialini e fa parte di un capitolo difficile ma affascinante della nostra scienza. Tornando all’attualità, la supernova, o meglio i suoi resti, oggetto dell’indagine per gli occhi di Agile si chiama W44 e si trova nella costellazione dell’Aquila a 6.000 anni luce dalla Terra all’interno della nostra galassia Via Lattea. Quando un astro esplode accelera le particelle come i protoni con energie molto elevate diffondendoli per migliaia di anni. Quando questi si scontrano con la materia circostante emettono dei raggi gamma che sono appunto la conseguenza dello scontro tra protoni e protoni. E sono stati proprio questi raggi gamma ad essere raccolti da Agile che così dimostra in maniera precisa come i raggi cosmici possono nascere. È la prova della «pistola fumante», come dicono gli americani, che si andava inseguendo da decenni senza successo.

I dettagli saranno pubblicati su Astrophysical Journal Letters, primo firmatario Andrea Giuliani dell’Inaf di Milano. «È la prima volta che si ottiene l’ambito risultato – nota Marco Tavani di Inaf alla guida delle ricerche con il satellite – Ora le ipotesi del passato hanno trovato finalmente conferma. Speriamo che quanto osservato ci aiuti a decifrare anche altre proprietà dei raggi cosmici ancora ignote». «Il rilevatore imbarcato su Agile – aggiunge Guido Barbiellini dell’Infn – realizzato dal nostro Istituto sembra essere stato concepito apposta per indagare questi acceleratori di particelle come è di fatto una supernova». «L’ennesimo risultato di Agile offre doppia soddisfazione – conclude Enrico Flamini , responsabile scientifico in Asi – la prima è naturalmente scientifica e la seconda è che siamo riusciti a conquistare scoperte importanti costruendo un satellite con un costo basso ma ad elevata energia». Tutti i dati sono raccolti nell’Asi Scientific Data Center di Frascati all’interno del centro Esrin dell’Esa e sono sempre a disposizione della comunità scientifica.

Chiara Arnone